Dopo la morte del Maestro Peppino Principe, si pone il problema di come onorare la sua memoria e per far questo è opportuno, utile e sensato  interpellare, in maniera esaustiva e cordiale, oltre che  le componenti delle istituzioni comunali, le varie Associazioni ed Enti di alto profilo culturale. A tale proposito si tiene a sottolineare che per quanto riguarda l’intitolazione di strade, edifici, sale e auditorium, come per legge,  bisogna far riferimento alla Società di Storia Patria per la Puglia, direzione di Bari, oltre che alle varie Sezioni territoriali, come quella di Monte Sant’Angelo, i cui componenti hanno l’obbligo e l’onore  di stendere una breve relazione e indicare luoghi da intitolare al grande Maestro. Come appartenente alla Società di Storia Patria per la Puglia tengo a sottolineare che la città di Monte Sant’Angelo perde uno dei suoi figli più conosciuti al mondo, per la sua arte in campo musicale, ma soprattutto per il suo orgoglioso attaccamento alla sua città di nascita  e di formazione musicale. Infatti, la famiglia Prencipe è nota per i suoi componenti, quasi tutti dediti alla musica popolare del Gargano, ma soprattutto alla musica Jazz, in cui si sono distinti, in maniera brillante, i due fratelli Leonardo e Peppino Principe, insieme agli altri due fratelli Matteo e Domenico. Una famiglia che ha seguito le orme del padre Michele, un uomo esemplare per il suo attaccamento alla cultura musicale, ma soprattutto per aver insegnato a tanti giovani l’arte della musica popolare del Gargano e quindi del bel canto. Del resto il papà di Peppino Principe è stato uno dei fondatori del Gruppo Folk La Pacchianella, tanto da essere di guida in tante esibizioni in Italia e nel mondo, ma soprattutto un validissimo componente del gruppo come musicista. Infatti, l’abbiamo visto insieme con Giovanni Lombardi, ma soprattutto con Giovanni De Cristofaro, uno dei più importanti poeti del Gargano.

Il Maestro Peppino Principe e Pippo Baudo con il Gruppo  La Pacchianella alla trasmissione Sette Voci (1969).

 

 Peppino Principe, quindi, ha seguito le orme del padre, allorquando già a 13 anni lascia la sua città e si trasferisce  al Nord, dove entra a far parte di un gruppo musicale come solista di fisarmonica classica nel celebre Caffè Pedrocchi di Padova, per poi proseguire, insieme al fratello Leonardo, in vari complessi di jazz a  Milano, dove vivrà per quasi quarant’anni, prima di trasferirsi nelle Marche. Innumerevoli sono state le sue apparizioni in televisione, ma soprattutto in vari programmi Rai, partecipando a varie trasmissioni, fra cui Lo Zecchino d’Oro e Sette Voci. Ma ciò che gli ha dato fama  e gloria è aver vinto vari premi per quanto riguarda la sua abilità e la sua maestria nel campo della fisarmonica, tanto da essere chiamato il “principe” della fisarmonica e avere vinto, nel 1961, l’“Oscar Mondiale della Fisarmonica”, massimo riconoscimento internazionale. Tutti questi onori e riconoscimenti, tuttavia, non gli hanno fatto mai dimenticare la sua città natale, ma soprattutto le sue origini garganiche, tanto da produrre e interpretare in maniera singolare e personalissima diversi brani riguardanti la cultura popolare di Monte Sant’Angelo e del Gargano. Da questo stretto legame con la musica popolare del Gargano nasce, quindi, l’amore per la sua città e anche l’onore che la città vuole compiere verso la sua persona e la sua arte, dedicargli  un organismo istituzionale di alto profilo culturale. Tuttavia, al di là di tutto ciò, è bene che l’intitolazione avvenga in maniera democratica, tale che tutti siano d’accordo su quanto si decide. Certamente spetta alla Giunta fare la proposta, ma sempre dopo aver ascoltato tutti i componenti delle Istituzioni pubbliche e private, sia di maggioranza che di minoranza e i componenti degli Enti Culturali, tale da poter aver una onorificenza quanto più larga sia possibile in termine di consensi. Noi ci auguriamo che la memoria di Peppino Principe sia messa in debita luce e in massima considerazione, in segno di rispetto, ma soprattutto in segno di riconoscimento ad un uomo che ha portato nel mondo la sua arte musicale, ma soprattutto il nome della città di Monte Sant’Angelo.

                          

                                                                GIUSEPPE PIEMONTESE

                                                          Società di Storia Patria per la Puglia