Cercando i tanti montanari sparsi nel mondo, ci siamo imbattuti in una ragazza che svolge un bellissimo lavoro  che gli procura   tante soddisfazioni, ma anche tanti pericoli, mentre  inorgoglisce noi montanari. Stiamo parlando di Eliana Guerra, non aggiungiamo altro, vi proponiamo la sua storia così come ce l’ha raccontata, dalla finanza all’umanitario… buona lettura e grazie ad Eliana che ci ha voluto fare partecipi della sua esperienza/avventura.

“Ho iniziato la mia avventura nel settore umanitario nel 2014, dopo aver lavorato a Milano per 2 anni come auditor finanziario per Deloitte&Touche, una della 4 più grandi imprese di revisione contabile al mondo.  Nonostante fosse un ottimo lavoro, mi ero resa conto che il settore privato e Milano non facevano per me e così mi sono licenziata e ho iniziato la mia carriera nell’umanitario.

La mia primissima missione è stata in Kenya, con INTERSOS, un’organizzazione umanitaria Italiana con sede a Roma, ma dopo un mese mi hanno trasferita in Sud Sudan dove era da poco scoppiata la guerra civile.

Dopo 14 mesi trascorsi in Sud Sudan, principalmente a Juba, la capitale, sono stata reclutata dalla Croce Rosse Internazionale (ICRC) e ora sono alla terza missione con loro. La mia prima missione è stata in Nigeria, dove lavoravamo principalmente in risposta alla crisi Boko Haram e nel delta del Niger. Ora invece sono in Giordania, in una città che si chiama Mafraq e mi  occupo della gestione di un progetto che prevede accrediti mensili a circa 2.200 famiglie siriane con capo-famiglia donna e che non hanno altra fonte di reddito che l’assistenza umanitaria fornita da ICRC e altre organizzazioni come il Programma Mondiale alimentare. L’ammontare dell’accredito dipende dal numero dei membri della famiglia.

La Croce Rossa Internazionale è un’organizzazione internazionale indipendente e neutrale con sede a Ginevra e il cui mandato è quello di assicurare protezione e assistenza alle vittime di conflitti armati e quelle che noi chiamiamo « altra situazioni di violenza » e si occupa di promuovere il diritto umanitario internazionale.

ICRC è presente in Giordania dal 1967 e attualmente implementiamo attività di vario tipo in supporto ai rifugiati siriani e alle comunità giordane che li ospitano. La Giordania ospita circa 660.000 rifugiati siriani registrati con UNHCR (l’Alto commissariato ONU per i rifugiati) ma il numero totale è molto più alto perché molti non sono registrati. La stragrande maggioranza di questi rifugiati (circa 520.000) vive in zone urbane mettendo una pressione altissima sulla popolazione Giordana mentre 140.000 vive in campi rifugiati come Za’atari e Azraq.

Oltre a progetti come il mio, a sostegno del reddito dei rifugiati siriani, ICRC implementa anche attività di riabilitazione di infrastrutture idriche (la Giordania è uno dei paesi con le riserve di acque più povere al mondo e numerosi paesini hanno acqua corrente solo un giorno la settimana) che supportano circa 212.000 beneficiari, distribuzioni di parcelle di cibo e prodotti per l’igiene personale a circa 40.000 rifugiati siriani e famiglie giordane che vivono nel sud del paese, supporto a strutture mediche con corsi su come rispondere a emergenze, visite a luoghi di detenzione, attività per ristabilire legami familiari e la promozione del diritto umanitario internazionale.

Un saluto a tutti i miei concittadini ed alla mia famiglia

Eliana”

Grazie Eliana, a volte certe notizie le viviamo solo di sfuggita nei TG, ma raccontate da persone che le vivono ogni giorno è davvero un’altra cosa. Complimenti a te ed alla Croce Rossa Internazionale per il lavoro che svolgete.