Sulla annunciata riconversione del Punto di Primo Intervento del presidio ospedaliero di Monte Sant’Angelo, i direttori sanitari regionali Vito Piazzolla e Renato Ruscitti hanno dato informazioni e ragguagli, mercoledì sera 30 maggio, davanti ad un numeroso pubblico, nell’Aula consiliare della ex Comunità montana, in Via Sant’Antonio abate. Il sindaco Pierpaolo D’Arienzo ha fatto gli onori di casa presentando al pubblico i direttori sanitari regionali Piazzolla e Ruscitti, ospiti a Monte Sant’Angelo insieme  all’assessore regionale al bilancio Raffaele Piemontese. D’arienzo ha sottolineato come Monte Sant’Angelo, nell’ambito di una programmazione dell’offerta sanitaria (risalente agli anni scorsi) che ha ridotto e riconvertito numerosi ospedali a livello regionale, abbia già pagato parecchio per il depotenziamento di quello che una volta era un ospedale operativo ed efficiente. Nel corso degli anni il presidio ospedaliero angiolino ha subito numerosi tagli nonostante la particolare posizione orografica della città micaelica, a 800 metri sul livello del mare e lontana almeno mezzora dal più vicino ospedale, tutte condizioni, che ogni qualvolta si parla di riduzione dell’offerta sanitaria, dovrebbero far riflettere. Questa volta però, secondo Vito Piazzolla, cambierà poco o nulla nell’ambito dell’offerta sanitaria del Punto di Primo Intervento angiolino. “Rimarranno - ha detto - una postazione fissa con medico operativo ed una postazione mobile 118 medicalizzata. Cambierà solo la modalità contrattuale di assunzione del medico che non sarà più un dipendente dell’ASL ma sarà invece un convenzionato, per quella che in gergo viene definita postazione MIKE”. A ruota è intervenuto Raffaele Piemontese, che, rimarcando quelle che sono le peculiarità di Monte Sant’Angelo e dei montanari, ha confermato che per la città micaelica cambierà molto poco, l’offerta sanitaria del presidio ospedaliero rimarrà quella che è.  “A Monte Sant’Angelo – ha detto – il presidio ospedaliero continuerà ad operare nel rispetto delle normative e del piano di rientro. Quando si sente parlare di riconversione di 39 punti di primo intervento – ha poi aggiunto - si pensa subito ad una deminutio del servizio, ma per Monte Sant’Angelo così non sarà. In realtà non ci sarà nessun depotenziamento e per i cittadini montanari non cambierà assolutamente niente”. Renato Ruscitti ha poi parlato di quelle che potrebbero essere le occasioni per il futuro “appannaggio di una struttura ospedaliera in cui – ha detto - opererà una RSA per anziani a cui a andranno aggiunti altri 20 posti rispetto ai 40 attuali, proprio per venire incontro a quelle che sono le esigenze della popolazione angiolina, ad alto tasso di cittadini anziani. Si potrebbero creare, inoltre, tante possibilità di impiego per gli OSS e gli infermieri locali che potrebbero essere assunti nel proprio paese d’origine. Anche i medici avrebbero la possibilità di risiedere e lavorare nei propri luoghi d’origine con dunque notevoli benefici per l’economia locale. Nel punto di primo intervento – ha poi aggiunto – ci sarà una continuità assistenziale nelle ore notturne con il rispetto soprattutto dei codici bianchi e verdi ma anche di quelli gialli e rossi. Ridurremo la spesa sanitaria improduttiva per sfruttare quelle che sono le potenzialità intrinseche di presidi ospedalieri di montagna come la struttura di Monte Sant’Angelo”. Alcuni interventi dal pubblico hanno poi chiarito quelle che sono le criticità di Monte Sant’Angelo, anche in funzione di un piano di riconversione generale che tocca altre realtà del Gargano, in un territorio dove è difficile spostarsi con le ambulanze e che per questo dal punto di vista delle risorse finanziarie da distribuire va trattato con un occhio di riguardo.  
Matteo Rinaldi