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Mi piaceva servire messa dalla parte del Messale perché quando arrivava la consacrazione leggeva le Parole 'in persona Christi' e guardava il libro ma a me sembrava guardasse me, in ginocchio là sotto. E le sue 'occhiate' assumevano tutto un altro significato: 'il mio corpo, il mio sangue... per voi!'
Era don Salvatore il 'nostro parroco' oggi salito al cospetto di Dio.
So di interpretare i pensieri di molti nel rendere grazie a Dio per averlo messo sulla strada di tanti ragazzi, alla Chiesetta e al Liceo, quelli nati tra gli anni 60 e 90 (le generazioni successive a quelle radunate dal caro don Ciccio) e averli condotti alla fede tra i flutti del mondo... consapevole che i frutti del suo ministero li avrebbero raccolti altri (visto che dopo le superiori nella nostra comunità si partiva e si continua a partire). Oggi quei ragazzi sono papà, mamme, sacerdoti, persone impegnate nella società e nel mondo.
Con il suo stile: non diceva molto ma ti fidavi e lo capivi perché ti aveva condotto nel bosco della Foresta Umbra di notte, dopo un falò, dopo una lavata di testa che aveva sempre un suo senso. Ebbene sì!
E non chiedeva. Rispettava e attendeva che il terreno di ciascuno portasse frutto! Proprio come fa il buon agricoltore!
La sua era una fede allevata nelle fila dell'Azione Cattolica, la Giosuè Borsi, interparrocchiale, ancora troppo poco indagata... nella storia della nostra città di Monte S. Angelo.
Grazie don Salvatore. Servo fedele della vigna del Signore!
I tuoi ragazzi !