La Poesia è… di Anna Accarrino - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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Che cos’è la poesia? Domanda alla quale risulta difficile dare la risposta.

Gibran la considerava il salvagente cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire. Byron la definiva l’espressione di una passione che si accende. Altri affermavano la bellezza salverà il mondo...l’arte è bellezza, la poesia è arte ergo...

Dopo ieri sera, si può affermare che la poesia è innanzitutto emozione!

Il giovane avvocato Giuseppe Mazzamurro con la disponibilità e la collaborazione degli ideatori di Green Cave Festambiente-Sud, con la voce “faberiana” di William Prencipe,  hanno regalato alla nostra comunità un focolare cui attingere emozioni in una fredda e nevosa serata montanara. L’amicizia, l’affetto, la stima e anche la curiosità hanno spinto tutti noi presenti a sfidare il gelo, uscire dalle nostre case, incontrarci in un posto nuovo, uno scrigno di bellezza dove la protagonista è stata la Poesia. La presentazione, articolata con sapiente sobrietà, ha sollecitato l’immaginario poetico del pubblico conducendolo per le vie e le case di un piccolo borgo, avamposto di realtà ben più grandi. 

Agli amori impossibili, agli amori accarezzati. A coloro i quali sognano e vivono d’amore. Questa la dedica che si legge ad incipit della raccolta di Giuseppe. Poi, dentro, ci trovi un mondo intero. Il mondo della gente comune, delle piccole-grandi storie raccontate con partecipazione discreta, con pennellate sapienti “…che siamo immersi nel miracolo/ fatto d’amore, di cieli stellati,/ di frasi non dette, di notti vegliate,/e che il sorriso sulle labbra/ è dovuto a noi stessi, a chi ci ama,/ perché contribuire alla bellezza/ è il giusto prezzo da pagare/ per avere diritto all’Infinito”.

Storie di emigrazione “Costretto per trent’anni/ a lavorare fuori,/ di me si sappia/   che sono tornato,/ ogni volta che ho potuto,/ al solo luogo che chiamo casa.”.

Storie di malattia “Quando feci le analisi,/ non le dissi niente,/ tornai a casa e lei capì,/ guardandomi in viso./ Ho pensato che le parole a volte/ non servono all’amore.”

Storie di rimorsi “Mi piange il cuore ad aver capito tardi che/ la stretta di mano più pulita/ tra le centomila della mia vita/ fu quella con le mani di mio padre,/ mutilate dalla guerra e sporche della terra.”

Storie di violenza “Mi hanno ucciso con la lupara./ Com’era freddo il lenzuolo bianco/ posto su quel che restava di me.”

Storie di rinunce consapevoli “Molta gente del paese/ mi consigliava di andar via. [… ]Per questo scelsi di rimanere./ Vissi così, rinnegando la logica economica/ per seguire altri percorsi di vita […]/ l’ineguagliabile amore di una rinuncia”.

Storie di silenzi “Ci sono silenzi di indifferenza,/ altri di astio e altri di riflessione./ Un giorno saprai invece che/ il mio fu un silenzio di attesa,/ di una dignità senza la quale/ il nostro amore sarebbe stato/ solo la prigione dei problemi quotidiani.”

Storie di amori diversi “Le nostre mani intrecciate/ in un pomeriggio di maggio/ avrebbero invece suscitato scandalo/ nella gente della domenica,/ che ascoltava l’amore supremo/ e poi rinnegava quello terreno […]/ Ora che non ci siamo più,/ le nostre foto si guardano da lontano/ e quando il sole sfiora il marmo/ riusciamo a vedere con chiarezza/ gli stessi identici sorrisi/ del nostro primo incontro d’amore.”

Storie di speranza “Nell’amore, la morte non è che una traccia/ stampata su una spiaggia deserta,/ che passa accanto un mare che quieta/ e porta lieti verso un sole che nasce.”

E ancora tante altre storie che si snodano nelle pagine di questa Antologia del Borgo, storie da leggere per riflettere e per trovare la propria storia!

Epitaffi che raccontano la vita attraverso le parole di chi la vita l’ha lasciata e che, quindi, con disincantato distacco  ne tratteggia gli elementi essenziali spolverati dalle emozioni più intime. La scelta del poeta, ispirata all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, dà alla raccolta il tono autentico di chi mai si erge a giudice o vate, ma semplicemente racconta la vita nella sua piena autenticità, attraverso gli occhi della morte.

Anna Accarrino