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A proposito dei siti portuali di Manfredonia e di Macchia (quest’ultima definita la Marina di Monte Sant’Angelo) emergono novità importanti di cui il Giornaledimonte viene a conoscenza grazie alla premura di Attilio Ciuffreda, assiduo lettore del nostro giornale, esperto di conduzione navale ed ex assistente tecnico nelle scuole della provincia di Bergamo, il quale rivela i retroscena e i particolari di una vexata quaestio che si trascina ormai da anni e anni. Si tratta dell’eterna querelle sulla titolarità dell’ex porto industriale alti fondali (che attualmente ricade nel territorio di Monte Sant’Angelo), di cui sopravvive il molo che risulta essere, attualmente, un lungo braccio di acciaio che sembra spartire e dividere il territorio di Monte Sant’Angelo da quello di Manfredonia (seppure giuridicamente il porto ricada nelle competenze territoriali del Comune di Monte). Nello specifico, la nostra gola profonda, ormai in pensione, ma per molti anni assunto come operaio nell’ANIC e poi nell’Enichem (per le sue risapute conoscenze in ambito chimico), spiega al nostro giornale come l’indecisione e l’irresolutezza degli amministratori locali, soprattutto del Comune di Monte Sant’Angelo, stiano compromettendo, dal punto di vista turistico, le possibilità di crescita non solo della piana di Macchia, ma anche delle città di Manfredonia e Monte Sant’Angelo. La trasformazione da industriale in turistico del porto di Manfredonia, pertinenza dell’ex Enichem, potrebbe costituire infatti un buon volano di sviluppo. “Se andasse a buon fine il progetto di trasformazione e rifunzionalizzazione dell’ex porto industriale di Manfredonia in porto turistico, si aprirebbero enormi potenzialità, anche dal punto di vista economico, per la città micaelica, costretta a fare i conti con una diminuzione demografica senza precedenti che la sta portando ad avere meno di diecimila abitanti effettivi – dice Attilio Ciuffreda - ”. I benefici, tra l’altro sarebbero appannaggio anche del comune sipontino. Per di più, pare che il preteso porto turistico di Manfredonia tale non sia, perché in realtà si tratterebbe di un porto velico che va ad aggiungersi al porto peschereccio con una flotta che nei decenni passati era considerata a buon diritto la quarta a livello nazionale, ma che negli ultimi tempi ha perso importanza cedendo il passo ad altre flotte pescherecce. Questo significa che le navi da crociera non avrebbero la possibilità di attraccare, cosa che rende il tanto declamato porto turistico lungo il quale è stato realizzato il waterfront (pieno di giovani e meno giovani che lo frequentano) perfettamente inutile. “Se, al contrario - spiega Ciuffreda – diventasse realtà il progetto di trasformazione del porto industriale alti fondali in porto turistico, si aprirebbero nuove occasioni di sviluppo per le comunità locali, perché i crocieristi farebbero tappa sia a Monte Sant’Angelo, sede di ben due siti Unesco e di un sito dolmenico, sia, come appare logico, a Manfredonia, dove pure esistono diversi siti archeologici di una certa rilevanza e dunque visitabili in ogni periodo dell’anno da parte di turisti e vacanzieri. L’appeal, esercitato dalle città della costa sud (Mattinata compresa) e dall’intero promontorio  garganico, unico al mondo, sarebbe davvero forte. Le grotte e le falesie del Gargano non temono paragoni infatti se confrontate con altre realtà costiere italiane dove peraltro il mare risulta molto più inquinato di quello che possiamo vantare noi residenti sul promontorio, sempre pronti ad incensare mete balneari di fuori regione alle quali il Gargano non ha nulla da invidiare. “ Tempo fa la giurisdizione del Comune di Monte Sant’Angelo arrivava fino all’Acqua di Cristo – spiega Ciuffreda -  poi i montanari hanno svenduto quel tratto di spiaggia al Comune sipontino ed ora il braccio del molo (del porto industriale su cui operavano i nastri trasportatori) rischia di essere rimosso totalmente come è nelle intenzioni degli amministratori di Palazzo San Domenico”. Come andrà a finire al momento non è dato saperlo, ma sarebbe arrivato il momento di definire la contesa. “E’ arrivato il momento di mettere i puntini sugli i – chiosa Attilio Ciuffreda – per permettere al territorio di decollare dal punto di vista turistico. Potrebbero arrivare, nella città micaelica ed in quella sipontina, migliaia di vacanzieri se funzionasse il porto turistico di Macchia. Occorre solo, da parte degli amministratori, essere meno riottosi nel prendere certe decisioni politiche e fare in modo che le risorse di cui il territorio è ricco  vengano sfruttate appieno- conclude Ciuffreda -.” Non resta che aspettare e sperare che le cose evolvano per il meglio, senza più campanilismi ed astio tra le città di Monte Sant’Angelo e Manfredonia, invidie e odi che costituiscono un retaggio del passato e che sono indice di una mentalità ormai retrograda ostativa rispetto ad una crescita economica reale del territorio.

Matteo Rinaldi