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E’ in esposizione in questi giorni nella scuola primaria Tancredi-Amicarelli (edificio Tancredi) di Monte Sant’Angelo una mostra di fotografie e disegni, realizzati dai bambini delle classi terze sezioni A-B-C-D dell’istituto comprensivo Tancredi-Amicarelli. Nei mesi scorsi, con l’ausilio delle loro maestre, gli alunni hanno prodotto un videofilmato proiettato martedì sera 16 aprile durante l’incontro-evento coi familiari e i bambini della scuola di Via Tancredi, all’interno dell’aula magna (dell’edificio scolastico costruito negli anni trenta durante il regime fascista) gremita come non mai. La mostra, martedì sera, è stata l’occasione, per le insegnanti, il preside Filippo Quitadamo, e i bambini, per spiegare le ragioni del progetto-concorso su Ambiente e Storia locali che ha visti impegnati gli alunni nella realizzazione di disegni, fotografie, e di alcuni video, frutto delle escursioni nei musei della basilica di San Michele, entrata a far parte il 25 giugno 2011 del Patrimonio dell’Umanità Unesco. L’iniziativa si è avvalsa della collaborazione della sezione locale di Italia Nostra, associazione nazionale di tutela e valorizzazione delle risorse del patrimonio artistico, culturale e naturale dello Stato italiano, in ottemperanza all’articolo 9 della Costituzione. Hanno fatto gli onori di casa, nell’incontro di martedì, il preside Filippo Quitadamo e l’insegnante Maria Vaira che hanno illustrato le ragioni dell’iniziativa volta alla riscoperta e alla valorizzazione del territorio e della sua Storia. Quitadamo ha chiarito che occorre studiare il passato in modo da vivere serenamente il presente e affrontare con coraggio il futuro. “Le finalità della comunità educante quale quella della scuola Tancredi-Amicarelli – ha detto il preside Quitadamo – è di educare gli alunni alla sensibilità ambientale e alla riscoperta delle proprie radici, ciò che abbiamo inteso fare con questa iniziativa avvalendoci della collaborazione dell’associazione Italia Nostra, presente oggi in quest’occasione con la sua presidente, Maria Gioia Sforza, che ci ha raggiunti dalle Marche proprio per non mancare a questo importante appuntamento. Il passato – ha aggiunto - ci trasmette dei valori che ci preparano a vivere il presente. Il futuro invece è una proiezione del passato nel tempo, una potenzialità che a noi tocca concretizzare. E’ anche una lezione per gli adulti che spesso abdicano al compito di educare”. Dunque imparare a rispettare sé stessi e a interagire con i compagni, in ossequio a quelli che sono i principi basilari dell’educazione scolastica, risulta essenziale, secondo Quitadamo. Importante è anche avere rispetto dell’ambiente che ci circonda per trarre una lezione educativa permanente, anche in funzione di una tematica, quella educativa, che è trasversale. Per Quitadamo l’istruzione è uno strumento per conseguire delle finalità, in un processo di costruzione continua, che la scuola cerca di realizzare a vantaggio dei cittadini del domani. “Colpisce l’aspetto emotivo, il fascino, della città dell’Arcangelo Michele, che si evince dai lavori dei bambini – ha commentato l’insegnante Maria Vaira – . Noi insegnanti abbiamo operato in modo da instillare in loro l’amore per il paese e per le tradizioni locali cercando di far comprendere ai bambini quali sono le potenzialità del territorio. Che finisca lo stillicidio dei giovani che abbandonano la propria famiglia recidendo il legame affettivo che li lega alla loro città d’origine. Ognuno, da giovane, piuttosto che emigrare rischiando di far fallire i propri sogni, dovrebbe imparare ad amare e cogliere le opportunità che il paese offre – ha poi concluso - .” Ha infine preso la parola la responsabile della sezione locale “Terre dell’Angelo” di Italia Nostra, Maria Gioia Sforza, promotrice dell’iniziativa e attiva da diversi anni nell’ambito della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale  e paesaggistico del promontorio garganico. “Italia Nostra, nata su scala nazionale nel 1955, ha attenzionato anche il territorio di Monte Sant’Angelo e il Gargano in particolare, un comprensorio fragile sotto molti punti di vista – ha detto la Sforza - . Ma l’amore dei cittadini nei confronti dell’intera città potrebbe salvarla dall’abbandono in cui è caduta. Alcuni amministratori regionali hanno definito  la comunità angiolina uno Stato nello Stato. Ma io – ha commentato Gioia Sforza – non voglio crederci e confido nella trasparenza a livello politico e nell’amore dei cittadini montanari nei confronti della loro regione. Per ciò che riguarda strettamente la nostra attività come associazione (spalmata su 200 sezioni in tutto il territorio nazionale) abbiamo presentato e fatto approvare una legge per tutelare le coste garganiche dagli allevamenti marini abusivi, i quali per regola andrebbero posizionati a 3 km dalle coste e almeno a 25 metri di profondità (cosa che nella regione Puglia non avviene anche per l’eccessiva tolleranza degli amministratori regionali che permettono numerose eccezioni alla norma). Per il futuro  abbiamo in serbo un’altra proposta di legge sulla tutela dei terrazzamenti (entrati nel patrimonio Unesco) e dei tratturi, vie di comunicazione, larghe molti metri, usate nel passato dai pastori della transumanza, ancora oggi indentificativi della cultura contadina di una volta, beni appartenenti al demanio e di cui chiederemo l’inusucapibilità e l’inalienabilità. Anche preservando i muri a secco ei tratturi rurali, tipici della Puglia settentrionale, si può contribuire alla valorizzazione delle risorse del territorio limitando l’emorragia di giovani che lasciano il proprio paese natio – ha concluso la responsabile locale di Italia Nostra -” Durante la serata-evento di martedì, gli assessori Palomba e Rinaldi hanno colto l’occasione per premiare i ragazzi delle scuole Tancredi-Amicarelli e Giovanni XXIII per aver disegnato le fanoje, ovvero l’antico rito dei falò di San Giuseppe, una manifestazione organizzata anche col contributo delle associazioni Studio Uno, Museca e Futsal Monte Sant’Angelo.

Matteo Rinaldi