Attività commerciali in crisi a Monte Sant'Angelo. La denuncia di Ferosi

Ancora in primo piano, nell’ambito del dibattito politico montanaro, la questione della crisi del commercio, un settore che a Monte Sant’Angelo andrebbe regolamentato con misure e provvedimenti più efficaci volti a favorire le attività imprenditoriali angioline, che versano in uno stato di stagnazione economica dovuta ad innumerevoli fattori, primo fra tutti il drastico decremento demografico che sta interessando la città micaelica. In merito, dunque, alla questione del commercio, il consigliere, della lista “Michael… Verso il futuro”, avvocato Michele Ferosi, ha presentato nel Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo, svoltosi mercoledì 17 aprile, un’interrogazione sul tema. In primo luogo, Ferosi ha chiesto come si intende affrontare il problema, della crisi delle attività imprenditoriali colpite da una situazione di grave recessione economica (senza precedenti rispetto al passato), una situazione di difficoltà che mette in pericolo la sopravvivenza di molti pubblici esercizi di vario genere (soprattutto abbigliamento) anche e soprattutto (seppure questo possa suonare strano) lungo il corso principale della città, dove la sera, tranne nei mesi di ferie estive, transitano poche persone. “A che punto è - chiede il consigliere Ferosi – la redazione del regolamento che dovrà essere approntato dall’amministrazione comunale per normare il settore del commercio?” Per Ferosi, il regolamento delle attività commerciali sarebbe un modo efficace per emanare delle disposizioni che fungerebbero anche da stimolo per le imprese. “Dal negozio di abbigliamento “Arciuolo 1952” fino a proseguire per il resto del Corso cittadino, con termine al belvedere, sono tante le attività in profonda crisi che gli amministratori potrebbero aiutare in qualche modo, con un piano di intervento finalizzato almeno a cercare di risollevare tutte quelle imprese commerciali che non riescono a stare sul mercato per mancanza di clientela. A questo problema se ne aggiunge un altro – rimarca Ferosi – ovvero la questione afferente la presenza di ambulanti abusivi lungo Via Castello. Una presenza che danneggia chi ha una seppur piccola attività nei paraggi, anche perché nei periodi di festa la gente che transita nelle strade vicine al santuario di San Michele è davvero tanta, in ragione della grande attrazione esercitata sui turisti dal sito seriale Unesco entrato nel Patrimonio dell’Umanità il 25 giugno 2011.” Gli abusivi, per Ferosi, comprometterebbero il libero svolgersi del commercio in quelle aree, dove si concentrano i turisti provenienti dall’Italia e anche dall’estero, un’attività, quella degli ambulanti, dannosa per gli esercenti che posseggono un’attività legale e che puntano ad incrementare i guadagni soprattutto nei periodi intercorrenti fra la fine di aprile e l’inizio di ottobre, quando i flussi dei visitatori nella città micaelica sono consistenti. La questione però, come si può capire, è anche di ordine pubblico perché afferisce al problema della permanenza degli ambulanti, quasi tutti extracomunitari, nel territorio nazionale, da dove, se non si è in regola con le autorizzazioni  e i permessi di soggiorno, si può anche essere espulsi. Hanno competenza su questa problematica anche la Prefettura e il Ministero degli Interni che possono decidere i rimpatri. Insomma la questione va oltre la semplice ordinaria amministrazione di un sindaco a capo di una piccola città quale Monte Sant’Angelo, per questo, il problema merita un approfondimento maggiore da parte delle autorità preposte. Ferosi nel Consiglio comunale della settimana scorsa si è detto preoccupato per chi investe nel settore del commercio, in città, dove molte sono le case sfitte che in passato ospitavano attività commerciali. “Il problema - ammonisce Ferosi – è davvero di grosso rilievo se si pensa che a partire dalla ex biblioteca comunale fin su per tutto il Corso, le imprese commerciali in attività si contano sulle dita di una mano, cosa che rende impellente trovare una soluzione accettabile nel più breve tempo possibile in modo da venire incontro a quanti hanno intenzione di aprire un pubblico esercizio lungo questo tratto di strada”. Sarebbe, a parere di Ferosi, inoltre, un buon biglietto da visita per la città fare in modo che gli operatori turistici e commerciali sappiano parlare inglese con i clienti stranieri. Un obiettivo che sembra essere stato raggiunto, almeno in parte, dopo il corso d’inglese organizzato dal Comune destinato non solo ad operatori turistici e commerciali, ma anche ai vigili urbani, i quali ultimi sembra abbiano partecipato, a differenza degli operatori, poco alle lezioni tenute nei mesi scorsi, una pecca per una città come Monte Sant’Angelo, sede di ben due siti Unesco.

Matteo Rinaldi