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Sabato 4 maggio ha preso il via il festival del patrimonio culturale, spirituale, naturale, enogastronomico “Michael” a Monte Sant’Angelo. Nella sala convegni del santuario, davanti ai ragazzi dell’istituto Giordani di scuola superiore, si è svolto il convegno intitolato “Michael e l’Europa” con gli interventi di alcuni docenti di Università europee. A fare gli onori di casa il sindaco Pierpaolo d’Arienzo e l’addetto stampa del Comune, Pasquale Gatta, mentre la ricercatrice del centro studi micaelici, Immacolata Aulisa ha tenuto una relazione introduttiva per presentare a grandi linee la tematica oggetto di dibattito. Ad inquadrare però l’argomento da un punto di vista storico sono stati: Ada Campione, dell’ateneo barese che ha parlato del culto micaelico in Italia; la professoressa Laghezza sempre dell’Università di Bari che ha tracciato la storia del culto micaelico in Normandia; il professor Vincent Juhel e il professor Picard, che hanno fatto i loro interventi in lingua francese aiutati da un’interprete sulla diffusione del culto micaelico in Francia e Irlanda. Ada Campione ha ribadito come “il culto in onore di San Michele sia giunto sul Gargano dall’Oriente e che proprio intorno al IV – V secolo si sia diffuso nell’Italia meridionale, ad Olevano sul Tusciano, in provincia di Salerno, e in altri luoghi in cui sono situate grotte e caverne dedicate all’Arcangelo Michele. A Roma la chiesa dedicata a San Michele fu consacrata da papa Gregorio Magno nel 590 d.c., (molto verosimilmente il 29 settembre di quello stesso anno), una chiesa, quella dedicata all’Arcangelo, che sorge sulla Via Salaria alle porte di Roma.” E’ emerso, altresì, dalla relazione di Ada Campione, che nei santuari dell’Italia centrale, secondo gli studi ufficiali, vi sono tracce di documenti che si richiamano alla leggenda della nascita del culto micaelico sul Gargano avviato (tra il 490 e il 493 d.c.) col primo pellegrinaggio alla sacra spelonca che fu ordinato dal vescovo di Siponto, Lorenzo Maiorano, accompagnato, in quell’occasione, da altri vescovi e dal popolo sipontino. Quella delle tre apparizioni dell’Arcangelo Michele a San Lorenzo Maiorano è una leggenda raffigurata in molte chiese e santuari d’Europa, come in Spagna, In Normandia, in Inghilterra, in Irlanda e in altri luoghi sacri, in cui esiste almeno un affresco o un quadro dedicato a San Michele sul Gargano. Il documento ufficiale delle tre apparizioni è il Liber de apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano redatto molto probabilmente in epoca longobarda, come è stato dimostrato dagli ultimi studi (diffusi l’anno scorso durante la prima edizione di Michael) sull’argomento. Fu, infatti, proprio in occasione (l’8 maggio data calendariale per via anche della consuetudine della transumanza) di un forte temporale scoppiato in coincidenza con un’importante battaglia (che vedeva impegnato l’esercito longobardo contro i bizantini), che il duca longobardo Grimoaldo decise di edificare sulle vestigia del tempio romano poi divenuto bizantino il santuario longobardo dedicato a San Michele, proprio nei pressi di una spelonca sul monte Gargano, sede di un precedente tempio pagano dedicato a Calcante. L’edificio longobardo fatto costruire dal duca Grimoaldo è ora un museo, che contiene diverse testimonianze di epoca medievale e tardoantica, allocate in quello che è divenuto da circa otto anni bene patrimonio dell’Umanità, tutelato dall’Unesco. Dal Gargano il culto micaelico si è poi diffuso in tutta l’Europa occidentale. “Nell’Italia settentrionale - è stato spiegato nel convegno dalla professoressa Ada Campione -  sorge un altro santuario micaelico, edificato qualche decennio dopo il mille. Si tratta del santuario di San Michele in val di Susa, sul Monte Pirchiriano, un santuario posto più o meno alla stessa distanza fra il Monte Gargano e Mont Saint Michel in Normandia” Sulla diffusione dei pellegrinaggi al Mont Saint Michel hanno relazionato, durante il convegno di sabato 4 maggio, anche la professoressa Laghezza e il francese, esperto di storia locale normanna, Vincent Juhel, esaustivi nel tracciare l’evoluzione del culto legato all’abazia di Mont Saint Michel, un luogo mistico e paesaggisticamente assai suggestivo, in cui le acque marine del canale della Manica descrivono un fenomeno, quello del ritiro delle maree, che è stato paragonato all’aprirsi delle acque del Mar Rosso all’epoca di Mosè. Mont Saint Michel, è stato spiegato, sorge su un isolotto in cui la pietra fondante del santuario è stata prelevata dal Gargano, da dove è stata in seguito portata sulle rive del Canale della Manica. Il santuario micaelico in Normandia è divenuto così meta di continui pellegrinaggi che hanno dato vita a tracciati detti Cammini di San Michele, alcuni provenienti anche dalla vicina Inghilterra. Ma in Irlanda sembra che il culto micaelico abbia attecchito qualche secolo prima visto che il cristianesimo si diffuse nella verde isola già nel 422 come è stato spiegato dal professor Picard di Dublino il quale ha a sua volta raccontato come in qualche modo il culto micaelico in Irlanda abbia attecchito in luoghi rocciosi, in quanto San Michele, taumaturgo, psicagogo, protegge, nella tradizione religiosa, anche dai terremoti. Gli interventi storiografici hanno poi avuto il loro prosieguo nella giornata di domenica presso la sala della biblioteca comunale, dove era atteso, lo storico medievalista, Franco Cardini, che non si è presentato al convegno per un lutto in famiglia. Domenica, infatti, (nella giornata successiva alla sottoscrizione del gemellaggio con Mont Saint Michel avvenuta la sera precedente nella sala del castello) era prevista un’altra conferenza alla quale avrebbe dovuto partecipare, oltre a Giorgio Otranto (esperto di culto micaelico), lo storico Franco Cardini, appunto,che ha mandato solamente una relazione scritta, letta dalla ricercatrice, Immacolata Aulisa. Il professor Otranto, invece, ha tenuto una relazione sul preteso passaggio per la basilica di San Michele, del pittore rinascimentale Caravaggio, il cui valletto (Francesco Boneri) avrebbe lasciato un’iscrizione sulle pareti del santuario, una notizia, è stato spiegato, probabilmente destituita di ogni fondamento, su cui però sarà allestito uno spettacolo venerdì 10 maggio. Il festival Michael continuerà in questi giorni con altri eventi che attireranno certamente un numeroso pubblico.

Matteo Rinaldi   

FOTO DI F. LE NOCI