Dall’8 maggio al 9 giugno, a Monte Sant’Angelo, presso il centro culturale Green Cave di FestambienteSud, è in scena la mostra di Luca Pugliese “Il suono, il legno, il mare”. Una mini antologica che renderà fruibili ai visitatori gli aspetti più caratterizzanti dell’intera produzione pittorica dell’artista campano attraverso il filo rosso di tre parole cardine delle sue vigorose ed esuberanti creazioni: quasi un invito a districare il tortuoso e accattivante gioco di rimandi interni che anima la sua arte.

Il suono, la prima parola della triade, rinvia alla componente sinestesica che impronta l’intera produzione pittorica di Pugliese e, quindi, alla sua predisposizione naturale, in quanto musicista e pittore, a mettere in comunicazione la musica e la pittura e a rappresentare elementi visivi in chiave sonora, sulle tracce del percorso delineato anni or sono nel ciclo pittorico-musicale Cosmo sonoro, esposto per la prima volta nel 2010 alla Triennale di Milano.

Con questa mostra, Luca Pugliese ci propone un percorso visivo e concettuale dalla pre-vita alla vita che assume come punto di partenza entità sonoro-visive archetipe (tra cui Esplosuoni, Nodi di suono, Big Bang, Microgenesi) e come punto di arrivo alcuni paesaggi, per lo più marini, dall’inconfondibile impronta eccentrica e psichedelica.

A metà strada tra questi due poli, ovvero tra l’energia della materia incorporea e la dimensione antropica, stanno i nostri primi antenati, i pesci, sagome fuggenti racchiudono in sé il mistero e la forza della materia dinamica che diventa corpo e vita.  Ironici, delicati, fiabeschi, evocativi, surreali, i Pesci di montagna di Luca Pugliese – pesci che nascono nell’entroterra campano d’Irpinia e che hanno per mare il legno – si pongono nel solco della più autentica tradizione favolistica, con scene che rimandano a uno stadio aurorale della società umana trasfigurata in chiave animale e al suo strutturarsi in un sistema di relazioni “liquide”, cangianti ma in definitiva armoniche. A un livello di lettura ancora più profondo, grazie alla malleabilità che solo le favole posseggono, questi pesci ci portano ancora più lontano, ossia al perpetuarsi della vita attraverso l’incessante metamorfosi della materia incarnata nel legno. «Ai miei occhi,» dice Pugliese a proposito del legno «un albero non è altro che una proboscide che sugge acqua per crescere e nutrirsi. È quindi acqua, che da fluida diventa materica e, almeno al nostro tatto, impenetrabile».

Tra suono e il mare, tra la pre-vita e il locus vitae per eccellenza, c’è dunque il legno, vero e proprio mitologema nell’universo artistico multiforme e multidirezionale di Luca Pugliese. È il legno degli alberi della verde Irpinia, che fa supporto a molte opere proposte in questa mostra; è il legno di una chitarra, lo strumento principale suonato da Luca Pugliese, e il “fluido ligneo” entro il quale naviga la sua musica – perché Fluido Ligneo è appunto è il nome del suo progetto musicale; ed è il legno “prototipo del tempo”, perché la “ritmica” degli anelli ondulati della superficie lignea è un tempo ibernato, reso fluido dal guizzo dei pesci e delle altre forme che lo percorrono.

Tanto evidente quanto suggestivo è anche il rapporto tra il tema del pesce e le performance musicali one man band dell’artista. «Quando suono più strumenti contemporaneamente» confessa «mi sento proprio come loro, i pesci. La musica che produco con la combinazione armonica dei miei arti, mi ricorda il guizzo di un pesce nell’acqua, vale a dire il sottile e straordinario gioco di propulsione e di equilibrio che rende possibile la sua danza libera, estensibile in ogni direzione.»