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E’ stato firmato, giovedì sera, nella sala della biblioteca comunale, a Monte Sant’Angelo, il Patto di amicizia rispettivamente fra i santuari di San Michele Arcangelo sul Gargano, di San Nicola di Bari, Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce (de finibus terrae) e Santiago di Compostella (finis terrae) in Galizia, nel nord della penisola iberica. Dopo una prima fase propedeutica della sottoscrizione del Patto, a Bari, nei giorni scorsi, auspice il sindaco del capoluogo di regione, De Caro, la cerimonia di stipulazione è continuata giovedì sera a Monte Sant’Angelo, dove nella sala della biblioteca, il sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, e l’assessore alla cultura Rosa Palomba hanno introdotto l’incontro fra i responsabili dei succitati santuari all’insegna della concordia e dell’amicizia europea, proprio nel mese di maggio, periodo in cui si festeggiano San Nicola di Bari (il cui sindaco e il cui vescovo hanno avviato un primo step del Patto) e San Michele (a Monte Sant’Angelo). La salentina Rosanna Bianco ha letto pubblicamente la introduzione alla formula del Patto di amicizia che è stato sottoscritto fra i 4 santuari, esordendo con le parole: “niente è più importante dell’amicizia e del rispetto reciproco anche a livello di rapporti fra persone originarie di diverse regioni del Continente.” I luoghi di culto interessati dal patto de quo sono tutti caratterizzati da un significativo rapporto col mare. I santuari sono collegati da un’intensa rete viaria, che costituisce un sistema strutturale integrato per un turismo consapevole fondato sulle testimonianze e sui monumenti storici. Allo scopo di realizzare la conoscenza e la diffusione del brand ci si avvale dei massmedia attivi sul web e sulla stampa cartacea per un patto di amicizia che collega autorità civili ed ecclesiastiche. Ecco i nomi di coloro che hanno firmato il Patto: Vito Angiuli per conto del santuario di Santa Maria di Leuca, Caucci von Saucken per Santiago di Compostella, Giorgio Otranto, Immacolata Aulisa direttrice del centro studi micaelici, Padre Ladislao Suchy priore del santuario di San Michele, Alberto Cavallini (in rappresentanza quest’ultimo del vescovo Moscone) per Monte Sant’Angelo, e il rappresentante di Santa Maria di Leuca per ciò che concerne la promozione turistica, il signor Santo Papa, che ha invitato i sottoscrittori ad incontrarsi tutti al santuario De finibus terrae, in Salento, nel prossimo incontro che si terrà in autunno. Erano presenti al tavolo istituzionale ancora, Paolo Ponzio dell’università di Bari, Don Beniamino Nuzzo, vicario generale della diocesi barese, insieme al sostituto che ha fatto le veci del sindaco di Bari, impossibilitato per degli impegni a presenziare all’importante appuntamento. La cerimonia è durata un’ora e mezza e ha visto intervenire quasi tutti i relatori che alla fine hanno posato per una foto storica che li ha immortalati nell’atto dell’apporre la propria firma sulle pergamene. Essenziale il commento di Padre Ladislao, del santuario di San Michele, che ha parlato dell’accoglienza che viene data ai pellegrini in spirito di amicizia. “Questo patto – ha detto -  è un’esperienza di incontro fra le persone, un percorso di comunione fra santuari attraverso la riscoperta dei pellegrinaggi”. Illuminante l’intervento del professor Caucci von Saucken il quale ha spiegato che il cammino verso Santiago de Compostella in Spagna è quello più emblematico dal punto di vista europeo. Gli anni santi compostellani (ogni 5, 6, 11 anni) hanno sancito l’aumento esponenziale dei pellegrini diretti al santuario di San Giacomo, che sono passati da poche migliaia a diverse centinaia di migliaia. “Per ciò che concerne i cammini verso i maggiori centri religiosi del medioevo si può dire che dalla Via Francigena si ramificavano quattro itinerari: uno verso Santiago in Spagna (cammino compostellano), il secondo verso Roma (Via Romea), il terzo verso Monte Sant’Angelo (Via micaelica), il quarto verso la Terra Santa (pellegrinaggio gerosolimitano). Il pellegrinaggio compostellano ebbe un carattere europeo per antonomasia con legami anche col culto micaelico. Spesso l’anno santo compostellano fa confluire migliaia e migliaia di turisti a San Giacomo di Compostella a motivo anche della concessione delle indulgenze. Il professor Caucci ha chiarito che “i cammini sono assai importanti perché, oltre all’aspetto penitenziale, uniscono quello prettamente turistico-naturalistico, costituendo un buon introito per le casse dei comuni interessati e un buon volano di sviluppo.” Una crescita e un’opportunità per l’economia insomma. L’associazione per le ricerche santuariali (AIRS), poi, che ha sede a Monte Sant’Angelo, vigilerà per la promozione di un turismo consapevole in modo da porre le conoscenze storiche e archeologiche al primo posto.

Matteo Rinaldi