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Rendez vous finale del festival Michael (sabato sera nella sala della biblioteca comunale), dedicato alla Storia longobarda nel suo complesso, i cui studi sono promossi dal Mibac (ministero della Cultura) attraverso mostre e scambi culturali tra le maggiori città di origine longobarda. La città di Monte Sant’Angelo, nello specifico, sta conducendo il suo rapporto di scambio storico-culturale con la città di Torino e i suoi Musei Reali, dove sono posti in esposizione, tra i tanti reperti longobardi portati alla luce nel corso degli scavi archeologici, anche dei reperti provenienti da Monte Sant’Angelo, precisamente dei calchi delle iscrizioni, epigrafi runiche, del santuario altomedievale di San Michele (posto nelle cripte), calchi che riproducono fedelmente i segni lasciati sulle pareti dai viaggiatori germanici e anglosassoni, pellegrini sul Monte Gargano in età altomedievale. I reperti in mostra fanno parte anche a Torino (come a Monte Sant’Angelo) della collezione “Longobardi in vetrina”, che è in esposizione anche negli altri siti seriali (sette in tutto) e che nel caso di Monte Sant’Angelo e Torino viene promossa da Puglia promozione, comuni di Monte Sant’Angelo e Torino, Università di Bari, Italia Langobardorum, Regione Piemonte e altri enti. “Grazie alla legge 77 – ha detto l’assessore Rosa Palomba nel presentare l’ultima serata del festival Michael, sabato scorso, – abbiamo potuto mettere su questa mostra dedicata ai Longobardi, un progetto che proietta Monte Sant’Angelo e l’intera provincia di Foggia a livello internazionale.” “Longobardi in vetrina” è un’iniziativa che vede coinvolti anche altri comuni, non solo quelli dei siti seriali di Italia Langobardorum, ma anche altre città come Roma, dove la mostra, inaugurata il 29 gennaio, curata dalla responsabile Arianna Petricone, è stata dedicata in gran parte all’Arcangelo guerriero, (intitolata l’Ideale guerriero). A Torino invece la mostra è stata aperta già dal mese di febbraio ed è stata intitolata “Le armi, il potere e l’Arcangelo Longobardo”, un’esposizione collegata a Monte Sant’Angelo ma che nella città micaelica non sarà più visitabile (perché chiusa l’11 di maggio, almeno secondo i programmi), cui hanno lavorato Giorgio Otranto e Immacolata Aulisa del Centro studi micaelici e garganici dipendente dall’Università di Bari. “Longobardi in vetrina” coinvolge anche  gli altri siti Unesco di Italia Langobardorum quali: Cividale del Friuli; Brescia (Santa Giulia e Monastero di San Salvatore); il “castrum”di Castelseprio a Varese; Spoleto; Campello sul Clitumno in Umbria; Santa Sofia a Benevento; il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. E’ stato prodotto anche un libro distribuito sabato scorso sulla storia longobarda e sulle iniziative del MIBAC anche con riferimento all’abbigliamento, tessitura e cibo longobardi, un volume che si aggiunge alle altre pubblicazioni degli anni scorsi. Questi i nomi della mostre: a Cividale del Friuli, “Animali totemici dell’immaginario longobardo”; a Castelseprio “Castelseprio longobarda, presidio militare e città regia”; a Spoleto “L’intelligenza nella mani – produzione artigianale e tecniche di lavorazione in età longobarda”; a Campello sul Clitumno “Il riuso consapevole dell’antico in età longobarda”; a Benevento “Scritture in-colte testimonianze di mezzi e strumenti per la comunicazione”; a Monte Sant’Angelo e Torino “Le armi e il potere, l’Arcangelo longobardo”. Per ciò che concerne quest’ultima mostra, i responsabili, Gabriella Pantò e Marco Cima, hanno dato, sabato, una descrizione abbastanza fedele, con delle slides di Power point , dei reperti e degli altri beni culturali di matrice longobarda presenti a Torino e nelle zone limitrofe dove sono state rinvenute tombe di soldati longobardi spesso seppelliti coi loro cavalli. Il museo dell’antichità aperto all’interno del complesso dei Musei Reali Sabaudi a Torino ospita i reperti longobardi tra cui, come detto, anche alcuni calchi delle epigrafi runiche e in più ospita anche un plastico del santuario di San Michele di Monte Sant’Angelo, oltre ai tanti reperti piemontesi. Le mostre sono ancora visitabili nell’auspicio che siano in tanti a poter conoscere, anche attraverso i reperti archeologici, la storia longobarda. Il festival culturale “Michael” incominciato il 4 di maggio dovrebbe avere un’appendice. A sabato 18 è stato infatti rinviato il concerto del pianista Nicola Piovani che si sarebbe dovuto svolgere sabato 11 maggio e che con una certa probabilità si svolgerà nel weekend prossimo.

Matteo Rinaldi