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Il circolo montanaro della Lega di Salvini ha nei giorni scorsi analizzato il voto delle europee alla luce del successo ottenuto non solo a Monte Sant’Angelo, dove ha totalizzato ben 681 voti, ma un po’ in tutta la provincia ed anche nel resto della regione. Uno dei candidati più  suffragati nella circoscrizione meridionale è stato Massimo Casanova, forte di più di sessanta mila preferenze, subito dietro al capolista, Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Casanova ha potuto beneficiare dell’aiuto di molti simpatizzanti del centrodestra che in queste elezioni hanno deciso di schierarsi con la Lega, un partito che negli ultimi anni ha sdoganato temi come il federalismo e la secessione venendo incontro alle istanze dei cittadini residenti delle regioni meridionali. A Monte Sant’Angelo le ultime elezioni europee hanno visto affermarsi il partito democratico e il Movimento 5 stelle, rispettivamente con 1016 voti (PD) e 1015 voti (Mov5stelle), mentre la Lega di Salvini, che pure ha ottenuto un buon 18% dei consensi, si è posizionata al terzo posto precedendo partiti come Forza Italia e Fratelli d’Italia che avevano già un loro bacino elettorale consolidato. La Lega, è emerso dall’incontro di sabato scorso in cui si è analizzato il voto del 26 maggio, dovrà lavorare sul territorio sin da subito per preparare la sfida elettorale delle regionali dell’anno prossimo, in modo da costituire l’alternativa al centrosinistra del governatore, Emiliano. Sarà, quello del maggio prossimo, un appuntamento in cui non si potrà fallire l’obiettivo di contrastare l’establishment del partito democratico a Monte Sant’Angelo (con un sindaco in quota Pd, che all’interno della Lega un po’ tutti criticano per i pochi risultati concreti ottenuti in due anni di amministrazione), i cui voti sono diminuiti notevolmente se confrontati con quelli che ha ottenuto l’assessore regionale Raffaele Piemontese alle scorse regionali e anche se in misura minore se rapportati alle scorse politiche. “Ora organizzeremo un incontro con il neodeputato, al Parlamento europeo, Massimo Casanova, per cercare di focalizzare due o tre obiettivi da realizzare al più presto  – ha detto il responsabile leghista per la città di Monte Sant’Angelo, Franco Biscari. Tutto potrà essere realizzato a patto che i progetti siano fattibili, e contengano un reale interesse comune – ha ribadito -. In primo luogo porremo al centro della nostra azione politica un progetto di promozione del territorio garganico sfruttando le potenzialità del Parco Nazionale, con molti comuni del Gargano al suo interno, i quali potrebbero svilupparsi  economicamente puntando su un’area protetta meno vincolata e più libera. In secondo luogo individueremo nuove direttrici di sviluppo per l’area industriale di Macchia andando ad implementare con nuove aziende la zona industriale contigua all’abitato di Manfredonia per dare uno sbocco occupazionale a molti, forse troppi disoccupati locali. A questi due obiettivi principali affiancheremo – si è detto nell’incontro di sabato scorso - un’azione concreta per lo sviluppo del turismo nella città dei due siti Unesco da un lato e lavoreremo d’altro canto per la valorizzazione dell’artigianato in una realtà come quella angiolina dove la crisi demografica ed economica è davvero grossa. Il tutto a patto che i progetti possano essere concretizzati nella realtà e non rappresentino le solite chiacchiere vuote che troppo spesso hanno illuso le popolazioni locali. Per il prossimo appuntamento elettorale (le regionali del 2020) ci stiamo già muovendo in modo da consolidare il risultato ottenuto alle europee per tentare di migliorarlo in una realtà in cui alle tante promesse del Pd (uscito abbastanza ridimensionato nei numeri anche in roccaforti rosse come Manfredonia) non hanno fatto riscontro i fatti reali.” Inoltre dovrebbe essere interesse di un po’ tutti i politici montanari lavorare per riportare alle urne quel 45 per cento di elettori aventi diritto che a Monte Sant’Angelo hanno preferito astenersi, una percentuale altissima dovuta in gran parte alla disaffezione verso la politica, sempre più lontana dalle istanze e dai bisogni dei cittadini.

Matteo Rinaldi