E’ un’estate ricca di eventi a Monte Sant’Angelo, dove in questo spezzone di mezz’estate si registrano già cifre di tutto rispetto per ciò che concerne le presenze turistiche con tanti turisti ed emigrati che tornano in città per le vacanze. Gli emigrati che optano per passare le loro ferie nella città d’origine vanno ad aggiungersi a quanti, da turisti, giungono per la prima volta a Monte Sant’Angelo, un paese di montagna che è diventato meta gettonatissima per il turismo culturale, grazie ai due siti Unesco di cui si può fregiare. Ma una tappa obbligata per chi visita la città di San Michele è il suo centro storico, in particolare il quartiere Junno, all’interno del quale non sono molti i locali che animano la movida, punti di ritrovo come quello di Gegè Mangano, che conferiscono maggior appeal ad una delle piazze più suggestive dell’intera città, piazza de Galganis dedicata al precettore, durante il Medioevo, di Federico II. Mangano, dotato di spirito innovativo e vulcanico, capace  di bucare il teleschermo coi suoi programmi di enogastronomia e cucina trasmessi dalla piattaforma SKY negli anni scorsi, oltre alle apparizioni sulla Rai a La prova del cuoco dell’allora conduttrice Antonella Clerici, ha letteralmente preso in parola  quella che era l’idea degli amministratori del comune angiolino di valorizzare e recuperare uno dei centri storici architettonicamente più belli del Bel Paese. Il famoso chef garganico, montanaro doc, che  ha reso lo Junno un quartiere più vivo, ha deciso circa un ventennio fa di aprire, infatti, un ristorante frequentatissimo soprattutto durante la bella stagione. Gegè Mangano ha di proposito chiamato il suo locale i Jalantumene (i galantuomini), perché rivolto ad una platea non indifferenziata di avventori, per un target di clienti capace di spendere il giusto in rapporto alla qualità, eccellente, dell’offerta culinaria. Accanto alla trattoria I Jalantumene, con più di vent’anni di storia (successiva al Cotton club, il primo locale di Gegè Mangano aperto alla fine degli anni ottanta), tre anni fa si è aggiunto un nuovo locale a due passi da Piazza de Galganis, il Mowine, una nuova avventura imprenditoriale per Mangano che ha voluto offrire alla gioventù angiolina un luogo di svago e ritrovo in cui la sera, soprattutto d’estate, è possibile ascoltare della buona musica sorseggiando un calice di vino pregiato o di ottima birra artigianale. In questo i inizio d’agosto il locale più trend del momento di Gegè Mangano, Mowine, attira decine e decine di giovani, a tal punto che la movida, almeno per questo spezzone d’estate sembra essersi spostata nel cuore del centro storico a pochi metri da piazza de Galganis di fronte alla chiesa della Santissima Trinità. I posti a sedere, anche se non tantissimi, sono in numero sufficiente per ospitare i clienti abituali, ormai diventati una schiera abbastanza numerosa di giovani e meno giovani, sempre puntuali intorno alle 22.30, quando la musica dal vivo, o anche un semplice D.J. con dischi blues e Jazz, ma anche Rock e Pop, allietano gli astanti. Il Mowine resta aperto di sera fino all’una e mezza della notte, allorquando Gegè suona il campanello che preannuncia la chiusura, mandando tutti a nanna. All’una  e mezza infatti un’ordinanza comunale impone lo spegnimento di ogni fonte sonora come amplificatori o strumenti musicali. A Gegè, dunque, il merito di aver rivitalizzato la movida cittadina con la sua enoteca-vineria e birreria, vino e birra accompagnati quasi sempre da prodotti tipici come gli scaldatelli all’uovo o al sale offerti come stuzzichini al pubblico composto soprattutto da ragazzi, ma anche da gente più adulta, che frequenta i locali di Gegè ormai da circa un trentennio. Mangano, infatti, nel 1989, dopo aver accumulato un’esperienza formativa di non poco conto anche negli U.S.A., tornò a Monte con l’intenzione di farsi strada nel mondo della ristorazione, aprendo un american bar, Cotton Club (frequentato all’epoca soprattutto da studenti delle scuole superiori) divenuto in breve tempo il locale più in di quel periodo. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma Gegè ha conservato il desiderio di offrire alla città e ai giovani un servizio che in città mancava. Ora si può dire che anche lo Junno ha i suoi punti di ritrovo e di svago, appannaggio anche di chi abita nel quartiere medievale più antico di Monte Sant’Angelo ubicato nei paraggi del santuario di San Michele. I cittadini del quartiere Junno infatti beneficiano della rivitalizzazione di cui ha potuto godere il Rione, ubicato a sud del vecchio borgo, dopo che nelle estati montanare esso è stato, ed è, al centro degli appuntamenti della kermesse di Legambiente per il sud-Italia. In un quartiere frequentato e al centro della movida, anche il valore degli immobili  (le casette tipiche di Monte, bianche e quasi tutte a schiera coi comignoli più unici che rari) è aumentato. Ogni proprietario di queste case potrebbe ottenere un giusto guadagno dalla vendita (o anche dalla locazione) di tali immobili, in un’ottica (se n’è parlato tante volte) di albergo diffuso in modo da permettere una più alta vivibilità dell’intera città oltre che del quartiere Junno in particolare.

Matteo Rinaldi