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 Un nuovo anno scolastico sta per cominciare e come sempre è un momento importante, ricco di aspettative e speranze, ma soprattutto un momento emozionante per tutti.

A tutti faccio i miei migliori auguri, agli insegnanti, alle Dirigenti Scolastiche, al personale amministrativo e ausiliario convinta che la scuola sia all’altezza delle sfide del mondo globalizzato e sia capace di fornire ai bambini e ai ragazzi gli strumenti critici per comprendere e vivere la complessità del nostro tempo.

A voi alunni e alunne l’auspicio di vivere questi anni coltivando i vostri talenti e le vostre aspirazioni.
Lo studio richiede dedizione e impegno ed è una palestra che insegna il metodo per affrontare la complessità dell’esistenza fatta di bellezza ma anche di ostacoli da superare.
Studiate con passione e non siate mai stanchi, coltivate le vostre aspirazioni e lasciatevi guidare dai vostri insegnanti.

Alle famiglie che rappresentano un tassello fondamentale nell'educazione dei propri figli, siate collaborative con i docenti e sappiate condividere problemi e proporre soluzioni.

Siamo tutti convinti che l'istruzione è il bisogno primario per lo sviluppo culturale e sociale della nostra Comunità locale.
Buon anno scolastico a tutti!!!

Infine, permettetemi di dedicare a voi, a noi, questa meravigliosa lettera scritta da Abraham Lincoln:

“Il mio figlioletto inizia oggi la scuola: per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’ e desidero che sia trattato con delicatezza. È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti, un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore. Vivere questa vita richiederà Fede, Amore e Coraggio. Quindi, maestro caro, la prego di prenderlo per mano e di insegnargli le cose che dovrà conoscere. Gli trasferisca l’insegnamento, ma con dolcezza, se può. Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico. Dovrà sapere che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri. Gli faccia però anche comprendere che per ogni farabutto c’è un eroe, che per ogni politico disonesto c’è un capo pieno di dedizione.
Gli insegni, se può, che 10 centesimi guadagnati valgono molto di più di un dollaro trovato; a scuola, o maestro, è di gran lunga più onorevole essere bocciato che barare. Gli faccia imparare a perdere con eleganza e, quando vince, a godersi la vittoria. Gli insegni a esser garbato con le persone garbate e duro con le persone dure. Gli faccia apprendere anzitutto che i prepotenti sono i più facili da vincere.
Lo conduca lontano, se può, dall’invidia, e gli insegni il segreto della pacifica risata. Gli insegni, se possibile, a ridere quando è triste, a comprendere che non c’è vergogna nel pianto, e che può esserci grandezza nell’insuccesso e disperazione nel successo. Gli insegni a farsi beffe dei cinici. Gli insegni, se possibile, quanto i libri siano meravigliosi, ma gli conceda anche il tempo di riflettere sull’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni ad aver fede nelle sue idee, anche se tutti gli dicono che sbaglia. Cerchi di infondere in mio figlio la forza di non seguire la folla quando tutti gli altri lo fanno. Lo guidi ad ascoltare tutti, ma anche a filtrare quello che ode con lo schermo della verità e a prendere solo il buono che ne fuoriesce.
Gli insegni a vendere talenti e cervello al miglior offerente, ma a non mettersi mai il cartellino del prezzo sul cuore e sull’anima. Gli faccia avere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli insegni sempre ad avere suprema fede nel genere umano e in Dio.
Si tratta di un compito impegnativo, maestro, ma veda che cosa può fare. È un bimbetto così grazioso, ed è mio figlio”.