"Francigena, Via per Roma, Santiago, Gerusalemme". Il convegno organizzato a Monte Sant'Angelo nello scorso weekend

Valorizzare gli aspetti immateriali (culturali-spirituali), da un lato, e materiali (economici), dall’altro lato, inerenti i cammini e gli itinerari medievali come la Via Francigena e le Vie Micaeliche, sono stati il tema conduttore al centro degli incontri che si sono tenuti a Monte Sant’Angelo nel corso del Festival dei cammini denominato Monde, che ha avuto luogo nell’auditorium delle Clarisse “Peppino Principe” giovedì 10, venerdì 11 sabato 12 e domenica 13 ottobre. In realtà, contemporaneamente a Monde, si è tenuto, nella sala della biblioteca comunale, un convegno spalmato su tre giorni (11-12-13 ottobre) intitolato “ Francigena, Via per Santiago, Roma e Gerusalemme” che ha visto intervenire numerosi esponenti di Università italiane e straniere conoscitori ed esperti di itinerari medievali. Quest’anno il convegno ha avuto come tema conduttore gli itinerari verso Gerusalemme, Roma e Santiago, ma è stato dedicato qualche intervento anche all’itinerario micaelico (Via maxima micaelica) verso Monte Sant’Angelo, il più importante fra i cammini micaelici. Tra i relatori, il professor Caucci Von Saucken, il quale ha effettuato in modo abbastanza esaustivo un excursus completo sui cammini per Santiago de Compostella, enumerando le vie che portano in Galizia in Spagna, dove la tradizione, fatta cominciare nel IX sec., qualche decennio dopo la Reconquista cristiana, colloca il punto d’arrivo delle reliquie dell’apostolo Giacomo (uno tra gli apostoli più importanti al pari di San Pietro e San Paolo), il cui santuario divenne man mano meta di numerosi pellegrini a partire dal Medioevo fino ai nostri giorni. Puntuali e circostanziati anche gli interventi degli altri relatori che hanno preso in considerazione i cammini verso Roma, da un lato (dove ci sono la tombe degli apostoli Pietro e Paolo, patroni della capitale d’Italia), costituenti la Via Francigena che partiva da Canterbury (o quanto meno dalla Francia) per arrivare nella capitale della cattolicità e i cammini verso Gerusalemme, detti gerosolimitani che passavano dalla Puglia (Via Francigena del sud) per approdare via mare in Palestina. Assai interessanti gli interventi di Immacolata Aulisa, Direttrice del centro studi micaelici e garganici dell’Università di Bari, Giorgio Otranto, professore universitario in pensione dell’Università di Bari (cofondatore della rivista Vetera Cristianorum), Ada Campione, docente sempre all’Università di Bari “Aldo Moro”. Sono stati analizzati, dai tre docenti, i legami fra i pellegrinaggi che venivano definiti maiores (peregrinationes maiores) come quelli verso Gerusalemme, di cui la professoressa Aulisa ha tracciato le origini con l’utilizzo di barche e navi che conducevano in Terra Santa, i pellegrinaggi che passavano per la Puglia, attraversando il santuario de finibus Terrae di Santa Maria di Leuca ( presi in considerazione da Giorgio Otranto) e infine i pellegrinaggi nicolaiani (Ada Campione) diretti verso san Nicola di Bari, le cui reliquie furono appunto trafugate da Myra in Anatolia per poi essere trasportate nella cattedrale di Bari (1087) da marinai baresi. I legami fra i vari pellegrinaggi sono attestati dai tanti percorsi che venivano battuti dai viatores medievali lungo quelle che una volta erano le strade romane (denominate nel medioevo romee), per un percorso che veniva così sintetizzato: Homo-Angelus-Deus, Roma-Monte Sant’Angelo-Gerusalemme. Proprio il pellegrinaggio micaelico come tappa nel viaggio per mare dai porti di Siponto, Brindisi, Santa Maria di Leuca è stato il leit motiv dell’intervento di Padre Ladislao Suchy, rettore del santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. “Un grosso ringraziamento deve essere tributato agli organizzatori del convegno – ha detto Padre Ladislao -, che ha costituito un momento di approfondimento sulla storia dei vecchi cammini battuti dai pellegrini medievali, ancora oggi attuali, come nel caso del pellegrinaggio nella sacra grotta di San Michele sul Gargano, dove transitano circa 2 milioni di visitatori all’anno. Fin dall’Altomedioevo giungono nel santuario micaelico di Monte Sant’Angelo, ancora oggi, tantissimi pellegrini - ha spiegato Padre Ladislao - a visitare una chiesa che conserva il suo fascino secolare attestante un’unica identità europea, per una città che può essere considerata a buon diritto crocevia dello spirito”. Le vie micaeliche che in Francia si dirigono verso Mont Saint Michel in Normandia e in Italia hanno come santuari principali la Sacra in val di Susa sul Monte Pirchiriano e la chiesa del Gargano a Monte Sant’Angelo sono al centro anche del progetto dell’associazione Italia Nostra, la cui presidente Maria Gioia Sforza ha organizzato un interessantissimo convegno a Roma alla fine di settembre. Insomma le Vie Micaeliche e la Via Francigena sarebbero la testimonianza di come nel medioevo la dimensione odeporica del pellegrino, che molto spesso viaggiava per espiare delle colpe o peccati, fosse assolutamente preminente. Intanto il 18 ottobre a Bari sarà firmato un accordo con la Regione Puglia, rappresentata da Michele Emiliano, per la certificazione del legame che esiste fra le peregrinationes maiores e i cammini che intersecano coi loro diverticoli la Regione Puglia, una sorta di suggello al lavoro fatto, in questi anni, da Monte Sant’Angelo Francigena, Italia Nostra, Centro studi micaelici e garganici con il patrocinio anche del Consiglio europeo.


Matteo Rinaldi

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