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Dal mese di Marzo la nostra comunità si è trovata ad affrontare il problema dell'emergenza sanitaria da COVID - 19. Nella disgrazia, la nota positiva è che il problema riguardava tutti, nessuno escluso, tutto il mondo si é dovuto confrontare con l'invisibile che mieteva morti e portava allo sfinimento il sistema sanitario. Ci accomunava la paura e l'essere umano quando ha paura si ferma.
La comunità educativa la Perla ha dovuto bloccare i rientri a casa dei minori ospiti, i quali periodicamente a carattere di premialita, raggiungevano i loro familiari per un fine settimana. Abbiamo dovuto vietare le visite dei parenti, le attività di volontariato sociale, la scuola, lo svago. All'improvviso ci siamo trovati, privati di tutto, soli, a dover reinventare le giornate. Gli unici strumenti a disposizione dei ragazzi eravamo noi educatori e la loro fantasia. Non ci aspettavamo tanta collaborazione e tanta comprensione da parte dei collocati, i pomeriggi in qualche modo si animavano, con pane, pasta, pizze, dolci. I più pratici invece si dedicavano all 'orto ed alla lavorazione del legno, i più pigri saltellavano tra camera e play station e oppure tiravano due calci ad un pallone giù in cortile. L' importante era riempire in modo costruttivo, quello che insieme al virus sembrava un grande nemico :il tempo.
Non è stato un periodo semplice, l'intero contesto comunitario ha già le sue difficoltà di base legate al duro percorso della rieducazione del reo, tuttavia possiamo dire che al 18 maggio ci siamo arrivati anche noi, con risultati positivi e qualche sconfitta. Abbiamo visto i rapporti consolidarsi tra i ragazzi, li abbiamo visti collaborare e litigare anche per delle sciocchezze. Abbiamo visto crescere il loro senso di responsabilità e rispetto verso se stessi e verso il prossimo. Li abbiamo "accompagnati" come è giusto che un educatore faccia, con non poche fatiche e tanta, tanta pazienza.

L'equipe educativa