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 Pillole

Molto spesso si pensa che i classici della civilta’latina e greca siano un qualcosa di noioso,pedante e difficile da ritenere(e questo è talvolta  l’atteggamento di molti studenti).

Con questa rubrica si vuole offrire all’attenzione di tutti la bellezza e l’insegnamento che i nostri “antichi padri”hanno voluto lasciarci in eredita’.

I brani che verranno proposti sono tradotti dagli originali dal sottoscritto,che spera di fare cosa gradita a tutti gli amanti e agli appassionati delle cosidette “lingue morte”.

Le “storielle” e i “momenti di vita”, in lingua semplice e lineare, narrano vita e costumi di popoli antichi,nostri progenitori come gli ILLIRI,il cui scopo è far conoscere ad un pubblico,il piu’ largo possibile,le fonti della nostra storia e, attraverso episodi e “storielle” si potra’ anche apprezzare il grado di civilta’ raggiunto da popoli sconosciuti ai piu’ e che non sono stati,per molto tempo, tenuti in considerazione.

IL MATRIMONIO

“ a proposito di leggi ed usanze dei Veneti d’Illiria che abitano ad est dell’Adige dice:in ogni villaggio una volta l’anno si fa questo:quando le fanciulle sono mature per le nozze, le riuniscono tutte, le raccolgono tutte in un luogo e intorno ad esse si pone una folla di uomini.

Un araldo fattele alzare una dopo l’altra,le mette in vendita;prima la piu’bella di tutte e poi,quando questa,trovato un compratore,sia stata venduta a caro prezzo,ne bandisce un’altra,quella che è la piu’ bella dopo la prima.

Vengono messe in vendita per essere sposate.

Quanti( Babilonesi) in eta’di ammogliarsi erano ricchi,superandosi l’un l’altro, acquistano le piu’ belle;quanti, tra i presenti erano popolani,non si curavano affatto di un bell’aspetto,ma prendevano denari e insieme le fanciulle piu’ brutte.Quando l’araldo,infatti,aveva terminato di vendere le fanciulle piu’ belle,faceva alzare la piu’ brutta o qualcuna storpia,se c’era,e la metteva in vendita,assegnandole anche una piccola somma di denaro  e chi se l’aggiudicava si impegnava a prenderla in moglie portandosi a casa la donna e la somma di denaro.

Il denaro veniva dato dalle fanciulle belle e ,cosi’,le belle accasavano le brutte e le deformi. Non era permesso dare in sposa la propria figlia a chi la voleva,ne’che uno,dopo averla comprata,conducesse via la fanciulla senza dare una garanzia che in seguito lìavrebbe sposata.

Se poi non erano adatti l’uno per l’altra ,la legge stabiliva che l’uomo doveva restituire il denaro che aveva ricevuto all’tto dell’assegnazione.

Era permesso comprare a chiunque lo volesse,anche se proveniva da un altro villaggio.

In seguito,quando furono conquistati e caddero in rovina e tutti gliuomini del popoloche mancavano di mezzi di sussistenza,prostituivano le proprie figlie.

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ERODOTO (480-430 ac) Storie,cap.I 196.

A cura del prof.Giuseppe Rinaldi.