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I disagi causati dall’emergenza Covid 19 in questo lungo periodo di quarantena sono stati numerosi e di notevole entità. Il lockdown durato più di due mesi ha messo infatti a dura prova la tenuta psicofisica degli individui, colti da una sorta di sindrome da confinamento o isolamento, una sorta di blocco psicologico che ha colpito un po’ tutti. Molti hanno avuto e avranno bisogno, per riprendere le abitudini solite, di un sostegno psicologico concreto e duraturo, un aiuto che può venire da chi professionalmente si occupa di disagio e disturbi dell’umore dovuti anche a situazioni emergenziali come quella causata dall’epidemia da Covid 19.  A Mattinata c’è un gruppo di giovani psicologhe che si è occupato di questo tipo di sindrome da lockdown venendo incontro a chi si è sentito maggiormente coinvolto in questa sorta di depressione e stato di isolamento causati dalla quarantena. Si tratta di un gruppo di ragazze, laureate e con una certa esperienza, che hanno messo su uno studio associato di psicologia denominato Con.Tatto Psiche, molto attivo ed utile soprattutto nel periodo di lockdown, un supporto ancora per chi ad esempio sarà colpito da ansia in questi giorni in cui quasi tutto sembra ritornare alla normalità. Ma quali sono state le conseguenze psicologiche del Covid o meglio della pandemia? In realtà per limitare l’espansione incontrollata del contagio, il governo è stato costretto a ridurre i nostri contatti sociali privandoci della nostra libertà personale. Queste settimane di isolamento sociale forzato, associate alla perdita di certezze dovute alla separazione dei nostri cari, al blocco delle attività lavorative, alle modalità poco chiare di contagio e alla tipologia stessa del virus, hanno effettivamente impattato in maniera sostanziale sul nostro benessere psicofisico. Ma come definire dal punto di vista della letteratura scientifica questa tipologia di interventi e supporti psicologici causata da situazioni emergenziali come quella da covid 19? “Gli studi scientifici presenti in letteratura confermano le ricadute di natura psicologica derivanti da un prolungato periodo di isolamento – dichiara al nostro giornale la dottoressa Graziana Colletta, psicologa specializzata in psicologia clinica e della salute esperta in valutazione psicodiagnostica, psicologia giuridica e in interventi assistiti con animali e tecniche di rilassamento -. La privazione delle solite stimolazioni quotidiane come il lavoro, le uscite, le frequentazioni, l’attività fisica  - aggiunge - hanno effetti emotivi variegati, diffusi e di diversa durata sulla nostra persona. Per tutti noi questa è stata sicuramente un’esperienza nuova e dolorosa che ci ha fatto sentire impotenti e resi incerti rispetto alle possibilità di preservarci in salute e proiettarci in modo positivo verso il futuro. Ognuno in misura e intensità diversa ha provato sensazioni di smarrimento, noia, demoralizzazione, rabbia, confusione, tristezza, angoscia che si sono canalizzate in paura di ammalarsi o di morire, di non aver accesso alle cure, di essere associati alla malattia, fino a credere che questa situazione non avesse una fine. E’ probabile che a seguito di questa condizione - dichiara la dottoressa Graziana Colletta - qualcuno abbia sviluppato disturbi di tipo fobico od ossessivo o abbia avuto un calo ponderale del proprio umore, o si sia ritrovato a vivere sintomi da stress acuto come forte ansia, irritabilità, insonnia, facilità al pianto, scarsa concentrazione e calo della motivazione. Tali reazioni, associate alla pressione della responsabilità lavorativa si sono coniugate in sindromi post traumatiche da stress, soprattutto in coloro che si sono trovati in prima linea a fronteggiare il contagio, come le categorie degli operatori sanitari impegnate in turni straordinari a salvare vite, o le forze dell’ordine addette a nuove disposizioni di sicurezza o gli addetti a garantire i nostri mezzi di sussistenza che hanno gestito il panico generale. Una cosa è certa – afferma Colletta – se si vuole ridurre la portata degli effetti negativi presenti e futuri dell’attuale situazione è necessario avere informazioni corrette e non fuorvianti, conoscendo in modo esaustivo la natura dei rischi sulla nostra salute mentale e fisica ai quali siamo stati esposti. Cosa possiamo fare per uscire al meglio da tutto questo? – si chiede la dottoressa Colletta, con già un bel po’ di esperienza alle spalle - . Possiamo sicuramente incominciare a fare ordine dentro di noi, all’interno dei nostri vissuti, senza negare o sottovalutare il problema, perché ciò potrebbe affievolire la nostra capacità di giudizio e la possibilità di proteggerci dal pericolo. Oggi da questa esperienza – conclude la dottoressa Colletta - forse possiamo ridare valore e dignità alle nostre vecchie abitudini, contestando quanto spazio fino ad ora abbiamo dedicato al superficiale, all’effimero, per ritornare a dare importanza all’essenziale fatto di una stretta di mano, di un abbraccio, di un’uscita fra amici. Questo virus ha in fondo avuto un vantaggio, quello di farci riflettere sul modo in cui gestiamo il nostro tempo e le nostre relazioni, i rapporti con i famigliari, e quante attenzioni sono mancate ai nostri figli. Tutti siamo più consapevoli oggi di quanto sia importante tornare a vivere ad un ritmo di vita più naturale e rispondente ai nostri bisogni di benessere. Insomma se smettiamo di cercare il colpevole o chiederci perché è accaduto tutto questo, e ci domandiamo cosa possiamo imparare da questa situazione abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci – è la chiosa finale della psicologa mattinatese”. Lo studio Con.Tatto Pische si avvale della collaborazione anche di altre psicologhe che coadiuvano la dottoressa Colletta. Si tratta della dottoressa Francesca Pecoriello, psicologa clinica e della salute, specializzata nel sostegno psicologico ad adulti ed adolescenti esperta in danza movimento teatro terapia, consulente scolastica; la dottoressa Martina Russo, anch’ella psicologa clinica e della salute, esperta in sostegno psicologico e terapia individuale ad adulti ed adolescenti, consulenza giuridica e valutazione del danno; la dottoressa Barbara Zottarelli, psicologa clinica, esperta in valutazione psicodiagnostica, tecniche di rilassamento, sostegno psicologico e terapia individuale di gruppo.

Matteo Rinaldi