A Monte S. Angelo, NON E’ STATO PIU’ POSSIBILE FARE IL PAP TEST

 “Il piano della salute della Regione Puglia, approvato con legge Regionale n. 23 del 19 settembre 2008, individua nella salute delle donne l’indicatore più efficace per rimuovere tutte le condizioni di disuguaglianza economiche, sociali e di genere…lo stesso piano sottolinea la centralità del ruolo dei consultori familiari”. (Linee di indirizzo regionali per l’avvio del progetto di Riorganizzazione della rete consultoriale Pugliese. BURP n. 49 del 01/04/2009)

L’Associazione Gruppo Donne Tilak,  denunciava già  a luglio 2012 l’impossibilità di fare il pap test  presso il consultorio di Monte S. Angelo.  L’interruzione del servizio aveva creato non poche difficoltà per le donne della città angioina.  Le donne del Gruppo  hanno  interpellato  sia  il sindaco del comune di Monte S. Angelo che il direttore generale dell’ASL ing. Manfrini  per cercare una soluzione al problema.

Dopo numerosi  tentativi e appelli, il servizio viene ripristinato per pochi mesi e cioè per circa un anno. Da metà giugno 2013, NON E’ STATO PIU’  POSSIBILE FARE IL PAP TEST.

Siamo stanche di assistere a queste continue ingiustizie.

Il Consultorio familiare, istituito per sostenere la famiglia o il singolo  che vi faccia  ricorso, in questi ultima anni sta subendo continui attacchi che minano le sue fondamenta.  Seppur la Regione Puglia con deliberazione della Giunta Regionale n. 735 del 15 marzo 2010, pubblicata sul bollettino Ufficiale n. 61 del 07 aprile 2010, ha  approvato il Progetto di riorganizzazione delle Rete Consultoriale pugliese che conferma il Consultorio di Monte S. Angelo, come una delle sedi più idonee all’allocazione dei consultori propriamente detti, non si comprende il motivo per cui si continui ad assistere ad una continuo smantellamento  dello stesso.

Il Consultorio di Monte S. Angelo, opera da più di 20 anni sul territorio, ha principalmente  svolto quelle funzioni primarie di prevenzione e di tutela  per la salute delle Donne.  Nel corso degli anni ha potenziato  il suo ruolo nell’ambito della prevenzione e della diagnosi precoce  incrementando il suo bacino di utenza.

Assistiamo continuamente all’impoverimento del servizio e pare che ai nostri  amministratori la cosa interessi poco, infatti ogni qual volta ci rivolgiamo  a qualcuno di loro  per chiedere spiegazioni, cascano  sempre dal pero e non sanno mai niente.  Nel 2012 ci eravamo rivolte a tutte le forze politiche chiedendo sostegno. Inviammo il  27 luglio  anche una mail all’assessore Regionale dott.ssa Gentile  che riportiamo di seguito.

<< Cara Elena,

chi ti scrive è l’associazione femminile Gruppo Donne Tilak, di Monte S. Angelo. Ci siamo  incontrate in diverse occasioni e sicuramente ti ricorderai di noi. Desideriamo sottoporre alla tua  cortese attenzione una situazione anomala inerente il consultorio di Monte S. Angelo. Consultorio  che tu in diverse occasioni hai citato come espressione di una politica regionale attenta al territorio.  Come ben sai, il piano della salute della Regione Puglia, approvato con legge Regionale n. 23 del  19 settembre 2008, individua nella salute delle donne l’indicatore più efficace per rimuovere tutte le  condizioni di disuguaglianza economiche, sociali e di genere…lo stesso piano sottolinea la centralità del ruolo dei consultori familiari. Il programma di riorganizzazione dei consultori della Regione Puglia, è stato approvato nel 2009 e il relativo progetto nel 2010. 96 sono i consultori oggetto di riorganizzazione e potenziamento e tra questi rientra anche quello di Monte S. Angelo. L’attuazione del progetto di riorganizzazioni, come ben sai, è affidato alle ASL.  Nel caso specifico del nostro consultorio, nonostante il progetto sopra menzionato e le numerose  garanzie da parte della politica, e consentici di dirlo anche da parte tua, circa il potenziamento  dello stesso entro luglio 2012, la situazione è disastrosa. Il personale impiegato per l’espletamento delle tante attività è insufficiente e nonostante il piano preveda la presenza di altre figure professionali, quali per esempio, il pediatra, l’assistente sanitario  l’ostetrica, a Monte S. Angelo non solo non abbiamo visto altro personale impiegato, ma quel poco che c’è spesso si dedica ad attività di non specifica competenza. Basti pensare che lo psicologo è impiegato per qualche ore a settimana e fare un banalissimo paptest, è diventato un’impresa. La carta dei servizi dell’ASL di Foggia, enuncia che tutti possono accedere al consultorio familiare,  perché l’accesso è libero e gratuito e per le visite specialistiche è preferibile prendere appuntamento. A Monte S. Angelo però, se una donna chiama il consultorio, spesso non risponde nessuno, o comunque se si reca di persona a prenotare il pap test, si sente rispondere  dall’infermiera, che bisogna chiamare un numero verde e prenotare. Abbiamo contattato il CUP cercando di capire qualcosa in più e ci è stato spiegato che se una donna intende fare il pap test in ospedale deve prenotare e chiamare al CUP, per il consultorio, invece l’utente può accedere liberamente e prenotare la visita. Non completamente soddisfatte, abbiamo scritto all’ufficio relazioni con il pubblico chiedendo qualche informazione in merito a questi numeri verdi. In un primo momento una signora molto gentile ci ha confermato quanto riferitoci dall’operatore del CUP, ma alla richiesta più specifica e cioè se fosse normale istituire un numero verde per le prenotazioni del pap test da effettuarsi presso il consultorio, non c’è stata alcuna risposta. La cosa ci ha insospettite e ci siamo rivolte al sindaco, che molto gentilmente ci ha invitate ad andare con lui  da Manfrini, direttore generale dell’ASL FG. In occasione di questo incontro, gli è stato espressamente chiesto di fare in modo di ripristinare il servizio presso il consultorio di Monte.  Inutile nascondervi lo stupore di Manfrini nell’apprendere questi fatti, tanto che tempestivamente ha contattato la direttrice del servizio sovra distrettuale dott.ssa D’Angelo, chiedendo spiegazioni per il “disservizio” creato a Monte S. Angelo. La dott.ssa non solo non ha saputo dare una spiegazione ma è stata incaricata telefonicamente da Manfrini di risolvere nel più breve tempo possibile il problema e restituire ai noi cittadine di Monte S. Angelo, un servizio fondamentale per la prevenzione del tumore alla cervice uterina. Sempre Manfrini su richiesta del nostro sindaco in  occasione di un incontro con il personale medico, impegnato nel presidio sanitario territoriale San Michele Arcangelo, ha comunicato che il servizio era stato ripristinato. Naturalmente nessun servizio è stato ripristinato, ma il personale è andato pure in ferie. In questi giorni, voci attendibili ci hanno riferito che “il disservizio”, nasconde una strategia occulta e cioè fare in modo di indebolire il consultorio al fine di indirizzare l’utenza verso il poliambulatorio di San Giovanni Rotondo. Ciò comporterebbe difficoltà per l’utenza nel raggiungere il poliambulatorio (vi ricordiamo che Monte S. Angelo è un paese di montagna), oltre ad un aggravio di costi, è prevista, infatti, la stipula di una convenzione che sicuramente non è a costo zero con un prevedibile aumento dell’IRPEF a carico di tutti noi cittadini. A questo punto ci chiediamo: -un ASL con difficoltà economiche, una regione che negli ultimi periodi, con la storia del piano di rientro, sta eliminando servizi essenziali per i cittadini, può permettersi di spendere i soldi dei contribuenti, cioè di chi con fatica paga le tasse, per sopprimere un servizio che è stato molto efficiente in passato, per delle logiche ingannevoli? La regione Puglia garantisce il diritto alla salute e quindi alla prevenzione a seconda della residenza? Se da Foggia in giù tutto garantito e se da Foggia in su arrangiatevi? Noi cittadini di Monte S. Angelo, abbiamo già dato con la chiusura dell’ospedale. Ci rivolgiamo a te perché fiduciose in un tuo intervento e per la sensibilità che hai sempre mostrato verso noi donne. Siamo disponibili ad incontrarti, impegni tuoi permettendo.  Affettuosamente. >>

Inutile dire che non c’è stato da parte sua alcun risconto. La dott.ssa Elena Gentile in occasione di un’iniziativa pubblica organizzata dalla nostra Associazione,   per la precisione il 25 novembre 2011, ad una serie di provocazioni lanciate dal pubblico inerenti la chiusura dell’ospedale, aveva risposto che altri servizi sarebbero stati garantiti e a proposito del consultorio che  entro giugno 2012, sarebbe stato perfettamente funzionante  con l’erogazione dei numerosi servizi previsti dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 735 del 15 marzo 2010. Assessore, se l’interruzione continua del pap test è intesa come potenziamento del servizio, a questo punto  le diciamo, No Grazie, preferiamo  il depotenziamento.

 Mai  nessun amministratore si preoccupa di  vigilare sull’erogazione dei servizi istituiti.  Possibile che solo ad un gruppo di donne stia a cuore la cura e la prevenzione di malattie pericolose per la vita?   A parte la propaganda politica,  a cui siamo costrette ad assistere in occasione delle varie elezioni, possibile che mai nessuno si preoccupi di verificare che gli impegni elettorali non si trasformino in promesse da marinaio?

Oppure questo silenzio nasconde una strategia occulta in modo da indebolire il consultorio ed indirizzare l’utenza verso altri “lidi” e per la precisione verso il poliambulatorio di San Giovanni Rotondo o verso i privati? Perché se un servizio  funziona,  c’è sempre qualcosa o qualcuno che desidera renderlo  mediocre ed inutile per giustificare la sua eliminazione?

Perché la Regione, regala soldi a strutte private e poi non si preoccupa di garantire le strutture pubbliche esistenti? Perché questo continuo spreco di risorse pubbliche a favore di pochi?

Di pochi giorni fa  la notizia dell’ASL di Foggia che pagava 1920 euro per l’acquisto di flaconi di disinfettante per le sale operatorie dal valore commerciale di 60 euro. Se ci fosse più controllo e più attenzione si potrebbero evitare le ruberie e smettere di sopprimere i servizi.

CHIEDIAMO RISPOSTE!

PRETENDIAMO IL RIPRISTINO DEL SERVIZIO.

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