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 Premessa

Lo sviluppo economico è il risultato di una combinazione di fattori quali: la disponibilità di capitale, fisso, finanziario e umano, da un lato; lo sviluppo tecnologico e l’organizzazione produttiva, dall’altro. L’interazione tra questi fattori è cruciale. Per raggiungere questa sinergia è necessario avere: una forza lavoro istruita e competente, in grado di adeguarsi rapidamente ai cambiamenti imposti dallo sviluppo tecnologico; una classe imprenditoriale illuminata, capace di cogliere le opportunità di innovazione e investire in modo importante nel capitale umano dei propri dipendenti: una politica determinata e capace di designare e attuare le riforme necessarie a favorire l’attività imprenditoriale e lo sviluppo del capitale umano.  In altre parole non può esserci sviluppo senza conoscenza e apprendimento continuo.

Il contesto istituzionale nel suo complesso, ovvero l’ambiente nel quale fare “impresa”, incide in maniera cruciale sulla possibilità di innalzare la produttività, di riallocare le risorse verso comparti e imprese più competitivi. Il rispetto della legalità svolge un ruolo fondamentale: la criminalità organizzata, la corruzione e l’evasione fiscale non solo indeboliscono la coesione sociale, ma hanno anche effetti deleteri sull’allocazione delle risorse finanziarie e umane. Rendono impossibile la costituzione di un ambiente favorevole all’attività d’impresa, e, quindi all’occupazione, e riducono la possibilità di crescita dell’economia.

Misura e impatto dell’economia criminale

Il condizionamento economico e sociale della delinquenza è ormai un dato accertato. Ci sono tantissime ricerche empiriche che dimostrano che un sentiero di sviluppo non è, in alcun modo, compatibile con un alto e diffuso livello di corruzione. Le statistiche di Temparancy International mostrano una evidente correlazione inversa tra alta corruzione, clientela e livello di sviluppo economico.   

Un lavoro recente ha stimato che l’insediamento della criminalità organizzata in Puglia e Basilicata nei primi anni settanta ha generato nelle due regioni, nell’arco di un trentennio, una perdita di PIL di circa 16 punti percentuali, rispetto a uno scenario senza. Utilizzando una metodologia simile, si è anche confrontato quanto accaduto in Friuli Venezia Giulia e in Irpinia dopo i terremoti del 1976 e del 1980.  Il conseguente ingente afflusso di fondi pubblici ha generato effetti di lungo periodo ben diversi nelle due aree: nel corso dei trenta anni successivi, in Friuli, dove la criminalità organizzata non era presente, la crescita del PIL pro capite è stata superiore di circa venti punti percentuali, mentre in Irpinia, dove la criminalità era fortemente radicata, la crescita del PIL pro capite è stata inferiore di circa 12 punti percentuali. Il rallentamento della crescita in Irpinia sarebbe dovuto al proliferare della corruzione e dalla presenza della criminalità organizzata che ha distorto l’allocazione delle risorse, ridotto l’efficienza produttiva e deteriorato il capitale sociale dell’area.

In altri termini la presenza della criminalità organizzata determina una distorsione nell’allocazione delle risorse pubbliche; vi è evidenza che nei territori caratterizzati da tale presenza le imprese tendano a ricevere, a parità di condizioni, maggiori incentivi pubblici che confluiscono però in buona parte in corruzione, in inefficienze, clientele e se ne avvantaggiano imprese dirette da organizzazioni criminali. 

Inoltre una maggiore densità criminale fa salire il costo del credito per le imprese, specie quelle di piccola dimensione, e induce una maggiore richiesta di garanzie da parte delle banche con potenziali effetti negativi su investimenti e crescita. Secondo uno studio di qualche anno fa, le aziende che operano nelle aree caratterizzate da alti livelli di criminalità pagavano tassi di interesse di circa 30 punti base più elevati rispetto a quelli pagati dalle

imprese attive in zone con bassa criminalità ed erano costrette a fornire maggiori garanzie per ottenere credito. Un ulteriore effetto negativo per le imprese e l’economia in generale si ha nel mercato assicurativo dove la criminalità impone un costo diretto su imprese e cittadini. I premi più elevati sono pagati in Campania, Puglia e Calabria, regioni a forte densità criminale. Il premio medio pagato a Napoli è più del triplo della media europea.

Una ricerca del Censis fatta su 800 imprenditori operanti nelle Regioni Obbiettivo 1, il 60% ha dichiarato di subire condizionamenti da parte della criminalità organizzata, con ripercussioni sull’attività di impresa in termini di maggiori costi (rapine, intimidazioni, minacce, pizzo, concussione, corruzione etc).

Pertanto i costi al Sud dovuti alla presenza della criminalità organizzata sarebbero due volte e mezzo quelli sostenuti al Centro e al Nord con l’effetto di rendere l’intero sistema meno competitivo e attraente per ulteriori investimenti sia nazionali che esteri.  Si stima che i flussi di investimento esteri in Italia sarebbero superiori al 15% - 16 mld in più (2006-2012) - se le condizioni istituzionali ed ambientali fossero uguali a  quelli dell’ Unione Europea.

La stessa qualità del capitale umano e sociale, essenziale per la crescita economica di lungo periodo, risente della presenza della criminalità. La qualità degli amministratori pubblici locali e del livello di istruzione risentono negativamente poiché la criminalità ha il potere di condizionamento e di influenza nelle decisioni pubbliche che invece di essere prese nell’interesse pubblico sono invece indirizzate spesso a favore delle organizzazioni criminali. 

Un’amministrazione pubblica trasparente ed efficiente costituisce un requisito essenziale per combattere corruzione e uso improprio di risorse pubbliche. Il Sud non avrà mai uno sviluppo e una crescita adeguata se a rappresentare le istituzioni non ci saranno donne e uomini di alto valore morale e professionale. 

In altri termini la corruzione e la criminalità alterano il normale funzionamento del mercato penalizzando le imprese sane, ostacolano nuove iniziative imprenditoriali, riduce i flussi di investimenti interni ed esteri , distorce l’allocazione delle risorse umane e delle risorse pubbliche, crea incertezza nei mercati e rende le transazioni più costose ed inefficienti, indebolisce la democrazia, i principi di legalità e di uguaglianza, la fiducia nelle istituzioni.

Secondo una ricerca condotta dalla Banca Mondiale in Italia il costo della corruzione e della criminalità equivale a 50 - 60 miliardi di Euro e riduce il tasso di crescita di 0,5 punti percentuali annui. Il Fondo Monetario Internazionale stima addirittura che il nostro Paese crescerebbe di circa il  2% in più di  PIL in assenza di fenomeni di corruzione e di delinquenza.     

E’ ormai un dato acquisito che la corruzione e la presenza di organizzazioni criminali costituiscono un impedimento importante per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese, e del Mezzogiorno in particolare. L’effetto più devastante è che i territori ad alta intensità di questi fenomeni “svuotano” le Comunità del migliore capitale umano costringendo i giovani più preparati e qualificati ad emigrare in altri territori condannato il Sud per sempre ad area di sottosviluppo, di assistenza e di povertà.  

Papa Francesco a tal proposito ha detto: “ Questa piaga putrefatta …… mina fin dalle fondamenta la vita  personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i poveri. E’ un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. Per debellarlo dalla vita personale e sociale sono necessarie prudenza, vigilanza, lealtà, trasparenza, unite al coraggio della denuncia. Se non la si combatte apertamente, presto o tardi rende complici e distrugge l’esistenza”.

La storia economica e sociale del Sud ha dimostrato che gli impedimenti istituzionali e culturali sono di fatto passività nascoste, un ambiente istituzionale mal costruito e instabile ostacola la performance economica. Se la cornice istituzionale di un Paese o di un’area territoriale premia la pirateria, allora nasceranno organizzazioni di pirati,  se la cornice istituzionale premia le attività produttive, allora nasceranno aziende sane.

Nicola di Bari