Foggia e le classifiche: +30% per l’export del vino foggiano - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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 La filiera corta di Borgo Turrito: produzione, trasformazione e packaging 100% foggiani

FOGGIA – Più 30% di export, per i vini Borgo Turrito, con una produzione, trasformazione, promozione e packaging 100% made in Foggia. C’è una città che le classifiche le scala per il verso giusto. E lo fa non solo in forza di un’eccellenza produttiva, ma anche grazie a maestranze, tecnici e management che, per oltre il 90%, sono giovani, foggiani, formatisi sul campo, negli studi e nelle Università di Foggia e della Puglia.

“Stiamo ottenendo i risultati per cui abbiamo lavorato tanto, costruendo un circuito virtuoso di collaborazioni e integrazione di filiera con altre aziende agricole e vitivinicole che esprimono la nostra stessa filosofia”, ha spiegato Luca Scapola, giovane imprenditore di Borgo Incoronata che dei vini Borgo Turrito ha fatto una bandiera della Foggia che funziona, che viene riconosciuta come eccellenza e che è capace di vincere anche fuori casa, per usare una metafora calcistica.

LA SQUADRA. L’equipe di Borgo Turrito è composita. Il front office dell’azienda, con il grazioso e ampio show room che accoglie i clienti, è tutto al femminile. Anche l’immagine grafica coordinata così come la cura del packaging sono frutto di professionalità al femminile. La coltivazione e la cura dei vigneti, che la pagina facebook aziendale racconta giorno per giorno dando anche una declinazione mediatica al concetto della tracciabilità totale, è gestita da una squadra che ha acquisito le proprie competenze con anni di studio e di esperienza diretta. Stesso discorso per la raccolta stagionale delle uve e per tutto il percorso che va dalla cura della pianta alla raccolta dei grappoli, fino alla loro trasformazione, all’imbottigliamento e all’etichettatura.

FARE CULTURA, ESPRIMERE UN MODELLO. “L’esempio di Borgo Turrito non è l’unico, naturalmente”, ha aggiunto Luca Scapola. “Da anni collaboriamo con professionisti e realtà imprenditoriali foggiane che smentiscono il quadro generale, lo contraddicono con i fatti, facendo cultura, esprimendo un modello che funziona, che crea buona occupazione, fa formazione ed è capace di fare sistema, cioè mostra una via possibile perché attuata e sperimentata ormai da anni con successo”, ha fatto rilevare Scapola. Stiamo parlando di un processo in atto da ormai diversi anni, che concretizza parole d’ordine a volte abusate come innovazione, sostenibilità, valorizzazione della filiera corta, formazione sul campo, buona occupazione per i giovani foggiani, perfino integrazione per quei migranti, la maggior parte, che intendono vivere e lavorare onestamente. “E’ per questo motivo che, in modo professionale e facendoci dare una mano da chi fa comunicazione, raccontiamo il ruolo e la storia dei lavoratori di Borgo Turrito. Persone, parti integranti di un progetto che, negli ultimi anni, ha fatto educazione e cultura anche attraverso educational, percorsi di alternanza scuola-lavoro, manifestazioni e iniziative per far vivere la campagna, la cultura e il paesaggio rurali a centinaia di bambini, giovani, famiglie. “Foggia è un grande laboratorio verde con potenzialità enormi. Noi ci abbiamo creduto, ci crediamo e continueremo a farlo anche nel 2019. Il nostro futuro è la nostra città”.