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Padre Franco Moscone sarà ordinato vescovo nella cattedrale di Alba il 12 gennaio 2019, alle ore 15.30 per le mani di monsignor Marco Brunetti, vescovo di Alba, di monsignor Donato Negro, arcivescovo di Otranto e presidente dei vescovi pugliesi, e del vescovo emerito di Torun (Polonia) Andrzej Wojciech Suski. Nato ad Alba nel 1957 e battezzato nella stessa cattedrale della città, padre Moscone, è stato nominato pastore dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondoil 3 novembre 2018 da papa Francesco, mentre ricopriva il ruolo di preposito generale dei padri Somaschi, congregazione dove ha svolto numerosi incarichi a livello provinciale e generale. Appena nominato vescovo, ai fedeli dell’arcidiocesi che gli è stata affidata dal Papa padre Moscone ha rivolto un messaggio in cui ribadiva l’invito a chiamarlo “padre” anziché “eccellenza e monsignore”, oltre a chiedere di contribuire alla colletta dei Somaschi per le popolazioni povere del Kerala in India piuttosto che pensare a fare dei regali per la sua ordinazione episcopale. 

Dopo l’ordinazione ad Alba, il neo arcivescovo farà il suo ingresso a Manfredonia il 26 gennaio alle ore 16. Per l’occasione nel pomeriggio del 26 verranno sospese tutte le attività e celebrazioni nelle parrocchie della città pugliese. Il 27 gennaio, alle 17, padre Moscone celebrerà nella concattedrale di Vieste. Il 2 febbraio, Giornata della vita consacrata, alle 17 presiederà la celebrazione eucaristica presso il santuario di Santa Maria delle grazie in San Giovanni Rotondo. La parrocchia San Sebastiano di Serralunga, paese originario della famiglia di padre Moscone e dove lui è stato ordinato sacerdote, lo accoglierà con una celebrazione eucaristica il 13 gennaio e sarà presente all’ingresso di padre Moscone nell’arcidiocesi con un pellegrinaggio dal 25 al 28 gennaio inPuglia. Nel suo stemma episcopale padre Moscone ha voluto il motto “Servire pauperibus et Ecclesiae” (Servire i poveri e la Chiesa) con l’immagine molto eloquente di uno che porta la croce. Nell’intervista esclusiva rilasciata a Gazzetta d’Alba, padre Moscone ribadisce: «La mia scelta vocazionale deve rimanere quella di vita religiosa, in fedeltà ai voti, dove certe motivazioni di tipo carrieristico devono essere messe da parte. Voglio dunque mantenere la mia identità precedente nonostante la nomina a vescovo. I titoli e le cariche non sono precetti “evangelici”: non li ho mai incontrati nella lettura dei testi sacri». E continua: «Intendo rispettare il voto di povertà anche se diventerò vescovo. Preferisco che il dono personale diventi beneficienza verso le popolazioni del Sud dell’India, colpito da un’alluvione che ha causato oltre un milione di sfollati. Ad oggi siamo già in grado di costruire quattro case grazie alle donazioni ricevute».

don Giusto Truglia

(fonte:www.manfredonianews.it)