logo

In tanti ci hanno chiesto di pubblicare il discorso di accoglienza del sindaco al nuovo arcivescovo padre Franco Moscone in occasione della venuta a Monte S. Angelo.

Diversi sono stati i commenti che ci hanno colpiti. Il sindaco ha espresso i veri sentimenti della gente presente in piazza e di quella che ha seguito l’evento dalle dirette facebook.

Vi proponiamo il discorso integrale di Pierpaolo d’Arienzo:

“Benvenuto a Monte Sant’Angelo Padre Franco,

Benvenuto nella Città dell’Arcangelo Michele,

Benvenuto a casa sua!

Questa piazza, oggi, attraverso la mia voce, dà il Benvenuto al nostro Pastore, al nostro padre, fratello,amico.

Siamo felici e onorati di accoglierla su questo sacro Monte, sul Monte Gargano, che l’Arcangelo Michele ha scelto come sua dimora terrena.

"SERVIRE I POVERI E LA CHIESA".

Mi ha molto colpito il motto che ha scelto, fatto di umiltà e di dedizione. Un mettersi al servizio e stare vicini ai più deboli.

Di servire, appunto! Che bel verbo: servire.

Una missione comune che ci vede impegnati a guidare le comunità su fronti diversi naturalmente, ma con gli stessi identici obiettivi: creare le condizioni affinché il benessere materiale e spirituale possa generare comunità unite e solidali.

In questo troverà in noi sempre degli amici fedeli.

"Verso San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo guarda tutto il mondo" ha detto, caro Padre Franco. Verso San Michele e San Pio hanno guardato e continuano a farlo migliaia e migliaia di pellegrini.

Da 1500 anni e ininterrottamente giungono nella nostra Grotta devoti da tutto il mondo.

Da 1500 anni accogliamo donne e uomini che "cercano" questo luogo per ritrovare se stessi.

Un prodigio che si ripete: sempre uguale e sempre nuovo.

E da oggi San Michele ha un Pellegrino in più da custodire e proteggere lungo il suo cammino di Pastore alla guida di questa Diocesi.

Padre Franco, ho letto questa sua esternazione: "Questa è la terra di San Michele, la terra della vittoria sul male, non il contrario". Questo è il messaggio che deve guidare noi amministratori, noi cittadini di questo straordinario territorio.

Padre Franco, sul Monte Gargano, lei è il successore di Lorenzo Maiorano a cui San Michele parlò nel 490, e poi nel 492 e ancora nel 493, e di Alfonso Puccinelli che nel 1656 affidò la sua supplica all’Arcangelo per salvare questa città dalla peste.

Qui, il Vescovo Uberto, dalla Francia, da Mont Saint-Michel, inviò nel 708 in questa Grotta degli emissari a prelevare la pietra che è servita per costruire l’Abbazia in Normandia e noi stiamo lavorando proprio con quei territori per unirci, per creare la rete dei centri micaelici nel mondo.

Come abbiamo già fatto con il suo Piemonte, la terra della Sacra di San Michele, che continua ad unirci.

Un ricordo affettuoso permettetemi di dedicarlo a Michele Castoro!

Guida saggia di questa Diocesi! E un grazie speciale a Mons. Luigi Renna e a tutta la comunità ecclesiale di Monte Sant’Angelo.

Monte Sant’Angelo oggi, quindi, accoglie con gioia una nuova guida, per disegnare insieme il cammino per questo territorio che lamenta tante sofferenze, ma che racconta anche di tante eccellenze umane e sociali.

Padre Franco è diventato da pochi giorni l’Arcivescovo Moscone: è un cambiamento impegnativo, è un atto d’amore moltiplicato in potenza e responsabilità; il nostro augurio arrivi con la promessa di accompagnare e sostenere al meglio questo cambiamento con fede ardente.

Una fede ardente che è l’unica che ci fa davvero cristiani.

È da cristiani veri che oggi i cittadini di Monte Sant’Angelo ti accolgono, invitandoti di fianco a loro, sotto le ali di San Michele Arcangelo, il nostro Angelo guerriero, immaginando che sia una meravigliosa battaglia d’amore quella che oggi siamo chiamati a combattere insieme.

Benvenuto padre Franco e buon cammino.

——————————

Sappiamo che ai doni preferisce la carità. Ma questo non è un dono. Questo è il simbolo da cui tutto ha avuto origine: LA PIETRA!

In questa pietra che le doniamo, realizzata da un grande artigiano locale, Matteo La Torre, c’è tutto il significato di questa Città: San Michele, la Basilica, il suo centro abitato, i pellegrini.

Spero che possa ricordarle sempre questo luogo speciale e la sua speciale comunità.”