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 Di Nicola Montereale

 E’ uscito, ed è in libreria, il nuovo libro del prof. Michele Illiceto, docente di filosofia presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religione Metropolitano “S. Arcangelo” di Foggia, nonché presso il locale Liceo “Galilei-Moro”. La nuova opera porta il titolo “Parola di Donna. La figura di Maria in don Tonino Bello”, edito dalla prestigiosa casa editrice pugliese La Meridiana, con prezzo di copertina 18 euro. Un libro che parla al femminile in chiave sia antropologica sia teologica.

Il libro ha una doppia linea di scrittura. In primo luogo è un testo dedicato agli scritti di don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta scomodo e profetico in molte affermazioni che hanno anticipato la chiesa di Papa Francesco. In modo particolare il lavoro di Illiceto si è concentrato sugli scritti mariani del vescovo pugliese e presidente di Pax Christi per tanti anni.

In secondo luogo il libro è anche una rilettura in chiave antropologica della figura di Maria di Nazareth, rivisitata e analizzata in tutta la sua femminilità di donna, di sposa e di madre, alle prese dunque con le difficoltà della vita e anche delle condizioni storiche ed esistenziali del suo tempo.

I titoli mariani usati da don Tonino Bello hanno poi permesso all’autor di leggere la vicenda di Maria anche alla luce delle sfide della postmodernità di cui Illiceto è uno studioso da tempo affermato, in particolare alla luce del nichilismo e del narcisismo sia individuale che collettivo, ma anche degli squilibri e ingiustizie sociali.

Nel suo libro Illiceto riprende alcuni titoli creati da don Tonino e non solo li commenta, ma li traduce, attualizzandoli, nelle vicende di tutti i giorni, anche in questo periodo di pandemia. Interessante è ad es. il titolo che definisce Maria una “donna dei nostri giorni” perché abita il nostro tempo e perché, più che le chiese, abita i nostri luoghi, anzi i non-luoghi di allora e i non-luoghi di oggi. “Immersa nella cronaca paesana - scrive Mons. Bello, e commenta Illiceto - con gli abiti del nostro tempo. Che non mette soggezione a nessuno. Che si guadagna il pane come le altre. Concittadina. Interna ai nostri problemi comunitari. Preoccupata per il malessere che scuote la nostra città”. 

Viene definita anche come “donna feriale”, “lontana dalle astrattezze dei visionari, come dalle evasioni degli scontenti o dalle fughe degli illusionisti, conservava caparbiamente il domicilio nel terribile quotidiano. del primo passo”. Ma anche “donna del primo passo” che si espone e si mette in gioco in prima persona, precorre gli altri, precedendo tutto e tutti, anche Dio.

Per don Tonino, secondo Illiceto, Maria è vista anche una donna sempre in viaggio, pronta non tanto ad arrivare quanto piuttosto a ripartire. Donna di confine sempre pronta a farsi ponte per costruire sentieri di pace e di fraternità universali, categorie che a don Tonino stavano molto a cuore. Per questo Maria è anche donna di comunità che, specialmente in questo tempo di pandemia, a noi insegna che non siamo affatto atomi isolati, ma persone reciprocamente coinvolte e contaminate da un asocialità che deve essere assunta in termini i responsabilità e di cura.

Insomma, un libro dove l’autore rilegge il percorso umano e di fede di Maria ala luce dei testi di U. Galimberti, M. Recalcati, Z. Bauman, F. Lyotard, J. Habermas, S. Weil e M. Zambrano, autori e autrici di spicco nel Panorama culturale del Novecento.

Il libro aiuta a riflettere non solo su temi religiosi, ma esistenziali e antropologicamente attuali. Un libro per tutti: credenti e non. E in questo mese di maggio, per tradizione dedicato alla Madonna, questo libro giunge ad hoc, perché può servire per meditare e riflettere non solo sula figura di Maria, ma anche su di noi, specialmente in questo tempo di grande prova per tutti, per trovare la forza di ricominciare.   

Il libro si conclude con una affermazione che mi ha colpito molto. Scrive Illiceto: “E, allora, se guardiamo a Maria con gli occhi di don Tonino, è proprio vero quello che ha detto un teologo francese, Jacques Nouet, quando ha scritto che “La vita ci è donata per cercare Dio. La morte per trovarlo. L’eternità per possederlo”. Sulla strada della resurrezione Maria è ripartita "senza indugio", come hanno fatto i discepoli di Emmaus. Perchè, in fondo, il vero credente non è l'uomo degli arrivi, ma l'uomo delle partenze. Anzi delle ripartenze. Su questa scia, che don Tonino ha percorso insieme alla madre del Signore, anche noi ripartiamo dal Risorto. Anzi nel e col Risorto. Come Maria, con il calore nel cuore e la meraviglia negli occhi. 

Perciò Buona lettura con il libro del prof. Illiceto

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