Tentazione, o invece “distrazione”, “seduzione”, “manipolazione”? La tentazione è una manipolazione che tende a far passare per vero ciò che invece è falso.  E lo si fa giocando sul lato debole delle persone, approfittando delle sue fragilità. Chi non sa di essere fragile o nn conose le sulle fragilità è più esposto a tali meccanismi.

Prima tentazione

Il diavolo: "Tirati fuori da questo deserto.....che ci fai qui?....tirati fuori da questa fame...mangia....usa la tua divinità per te...". Gesù gli risponde...."non lascerò la fame fin quando altri saranno nella fame...non trasformerò le pietre in pane per me, ma io mi farò pane per loro...Non lascerò che tu cambi la fame in ricatto".

In questa prima tentazione la seduzione è quella di ridurre i sogni a pane, a denaro, di trasformare tutto, anche la terra e la bellezza, in cose da consumare, in cose da usare. Non saper porre fine all’utilizzabile, perché tutto è scambiabile, tutto e commerciabile. E la fame è usata come ricatto. Se è vero che l’uomo è ciò che mangia - come diceva il grande filosofo Feuerbach - è ancor più vero che l’uomo si lascia definire dalla fame che ha. Non sia mai sbaglia fame, sbaglia anche pane. Viene qui il monito di Isaia: “O voi tutti assetati venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia?” (Is 55,1-2)

Questa prima tentazione ci propone di sorvegliare su quei poteri occulti la cui forza non è tanto di cambiare il pane, ma trasformare la fame per farci desiderare un pane che non sazia,.

Seconda tentazione.

Il diavolo dice "Io ti ho condotto in alto....a me appartengono le altezze...Io ti porto in alto...il tuo Dio invece guarda dove ti ha lasciato...ti ha lasciato in basso...E poi sappi che la gente ama i miracoli più di Dio, perciò buttati....provoca il Padre....rendilo evidente...costringilo a venire allo scoperto...che se ne fa la gente di un Dio nascosto...di un Dio che si mostra debole?....E allora usa i miracoli e riempirai le chiese"...una sorta di bancomat delle grazie come dice E. Ronchi.

Gesù risponde "non cercare il Dio che ti piace, ma cerca di piacere a Lui senza sfruttarlo a tuo vantaggio...."

La tentazione qui è di cominciare a credere solo dopo che si è avuta la prova per credere. La fede è un buttarsi nel vuoto non costringendo Dio a intervenire, ma anche a lasciarmi cadere. Dio mi sfida non con la sua presenza dandomi la prova che c’è, ma con la sua assenza chiedendomi di amarlo anche nel momento dell’abbandono.

Terza tentazione.

Il diavolo dice "lascia stare la religione della debolezza...della croce...prendi la mia religione...quella della forza e della ricchezza, ..la religione del potere.... la religione dei vincenti..."
Gesù gli risponde: "Ogni potere è idolatria....Il Dio in cui credo io mi ha insegnato a perdere...a perdermi...Non cerco uomini da dominare, ma uomini da amare....non cerco schiavi o burattini ma figli liberi"....

Qui la seduzione è tremenda. Riguarda la scelta che dobbiamo fare tutti i giorni prima di uscire di casa: se servire o comandare, se abusare o rispettare, se possedere o condividere, se pretendere o saper aspettare, se distruggere o generare.

Le tentazioni non sempre si superano. E forse non è tanto questo il problema, quanto piuttosto saperle affrontarle. Perché la vita è lotta, è conflitto, è scelta. Come? Tornando all’Inizio. E all’Inizio c’è una Parola che da senso. Che apre la nostra fame fin dentro le profondità di un corpo che comincia da un cuore. Di una materia che aspira alle vette dello spirito. E là, nello spirituale, il diavolo non ha nessuno potere. O meglio va via per tornare. Si, perché dopo le tre tentazioni ce n’è una quarta. La più terribile. La più difficile. Ma per affrontarla, Gesù deve aspettare il venerdì santo. E noi con lui.