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 di Michele Illiceto

E’ dalla Puglia che arriva un interessante appello per le prossime elezioni del 4 marzo. E non da un partito, ma dal mondo della Chiesa, in particolare dalla Diocesi nativa del nostro amato arcivescovo Mons. M. Castoro. Stiamo parlando della diocesi di Altamura-Gravina, il cui vescovo Mons. G. Ricchiuti è anche presidente di Pax Christi, carica ricoperta negli anni passati da Don Tonino Bello, del quale quest’anno ricorre il 25° anno della morte). Lo condivido con i lettori perché in parte ho avuto l’onore di contribuire alla sua stesura, avendo tenuto giovedì scorso, 22 febbraio, a Gravina una conferenza  sul discernimento del territorio in ambito socio-politico. Riporto qui di seguito l’appello nella speranza che scuota le coscienze e ci inviti ad una partecipazione responsabile da cittadini elettori.

Bertolt Brecht diceva che “il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali”.

In una sua bella canzone Samuele Bersani parlava dello scrutatore non votante, il quale “è indifferente alla politica. Ci tiene assai a dire “ohissa! ma poi non scende dalla macchina. È come un ateo praticante, seduto in chiesa alla domenica. Si mette apposta un po’ in disparte, per dissentire dalla predica. Lo scrutatore non votante è solo un titolo o un immagine. Per cui sarebbe interessante verificarlo in un indagine. Lo scrutatore non votante è come un sasso che non rotola. Tiene le mani nelle tasche e i pugni stretti quando nevica. Prepara un viaggio ma non parte. Pulisce casa ma non ospita. Conosce i nomi delle piante che taglia con la sega elettrica. Lo scrutatore non votante conserva intatta la sua etica e dalle droghe si rinfresca con una bibita analcolica. Ha collegato la stampante ma non spedisce mai una lettera. Si è comperato un mangia-carte per sbarazzarsi della verità. Lo scrutatore non votante è sempre stato un uomo fragile. Poteva essere farfalla ed è rimasto una crisalide. Lo fa svenire un po' di sangue ma poi è per la sedia elettrica”.

Dobbiamo decidere: se diventare farfalle che hanno osato il cambiamento e la partecipazione, forse anche sbagliando, o piuttosto restare crisalidi che hanno rinunciato.

Qui di seguito l’appello.

APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE RESPONSABILE

I sentimenti di delusione, confusione e incertezza, indifferenza e smarrimento, persino rabbia e disgusto, sembrano prevalere in questi giorni pre-elettorali, spegnendo la speranza di futuro e alimentando il partito del non voto.

Non è nostro intento analizzare qui le cause, le responsabilità tradite e le contingenze storiche che hanno alimentato questi sentimenti, ma tenendo presenti tutti questi elementi, a mente lucida, ribadiamo che il futuro non si costruisce da solo, ha bisogno di mani, di menti e di cuori che hanno il coraggio della partecipazione…

Contro la tentazione dell’astensionismo noi ricordiamo che cedere la responsabilità è cedere la libertà. Anche se abbiamo assistito a una campagna elettorale gridata ma, a nostro parere, vuota di contenuti seri (scomparsi i temi della pace, delle politiche internazionali, dell’agricoltura, delle politiche sociali, della legalità, della questione demografica…) e piena di promesse demagogico-elettorali, noi continuiamo a credere nella democrazia come valore da coltivare, formare e promuovere.
L’ASTENSIONISMO È INSOSTENIBILE, perché le assenze sono sempre riempite da chi le assenze le confeziona e le costruisce ad arte, e si pagano caramente (vedi le seduzioni del leader forte o della delega in bianco).

Non vogliamo offrirvi indicazioni per il voto perché come cristiani “non a destra, non a sinistra, non al centro, ma in alto” (editoriale di Adesso, I/3) noi vogliamo stare, lì dove per alto noi indichiamo la persona umana, ogni persona umana, con la sua dignità e con il suo valore, unico criterio valutativo della bontà delle scelte politiche da attuare.

Don Primo Mazzolari ricordava: “Non dico che siano sbagliate le strade che partono da destra, sinistra e centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate come punti di arrivo e di possesso” (Ivi, I/3), per questo bisogna tornare a considerare la persona umana e la sue relazioni con gli altri e con il mondo come il criterio alto per conservare la vita proiettandola verso il futuro. Alla domanda di concretezza e urgenza si risponde solo con la partecipazione responsabile, ora nel voto e dopo  nell’accompagnamento, controllo, e verifica di chi sarà eletto.
Non serve giudicare il presente solo con i “mal di pancia” immediati, serve invece la fatica del rileggere la storia vissuta, non perdendo la memoria, e serve guardare avanti, pensando a visioni progettuali concrete, sostenibili, integrate e condivise.

E’ finito il tempo di fare da spettatori sotto il pretesto che sia sufficiente essere onesti cittadini; troppi hanno “le mani pulite, perché in tasca” (don Milani, A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca), perché non hanno ancora dato niente alla nostra casa comune.

Buona Giornata di Elezioni a tutti!

Altamura, 22 febbraio 2018

+ Giovanni Ricchiuti,
Arcivescovo
Don Mimmo Natale,
Direttore Ufficio Diocesano per i problemi sociali e il lavoro
I partecipanti,
all’Itinerario Formativo “Comunità ecclesiale e Territorio”