ALLA RICERCA DEL RITMO PERDUTO di M. Illiceto(video)

 

Si è concluso la scorsa settimana il primo Festival di cultura cattolica svoltosi a S. Giovanni Rotondo e organizzato dai Frati Cappuccini e dall’associazione “Ingannevole come l’amore”, sotto la direzione scientifica dello psicoterapeuta dott. Mimmo Armiento. Il tema di quest’anno è stato “Il ritmo”. In quella circostanza ho tenuto la prolusione di apertura che qui condivido con i lettori.

Il ritmo non è una realtà astratta. E’al contrario una realtà molto concreta. E’ immediato. E’ una delle prime esperienze che facciamo. E lo facciamo prima di nascere. Appena concepiti. Nella vita intrauterina, quando siamo ospitati nel grembo di nostra madre la vita comincia a pulsare dentro e fuori di noi secondo un ritmo ben preciso. Sequenze, cadenze, corrispondenze. Il ritmo comincia a creare in noi attese, sorprese, interazioni, relazioni, scambi. Prime comunicazioni. Prime informazioni. Prime selezioni. Prime reazioni.

Il ritmo è già nel cuore segreto della materia. E’ il suo silenzio, il suo respiro. La materia è recettiva: sa accogliere. Sa andare verso. Non è inerte. Tutto comincia dalla materia. La materia è la polvere in cerca di un’anima. “Dio prese del fango”, dice il libro della Genesi. Che cosa vuol dire questa frase? Vuol dire che il fango aspettava Dio. Cercava mani in cui non tanto crogiolarsi, ma perdersi. Le mani invisibili di Dio sono custodi di una forma che la materia non conosceva.

Il ritmo è la materia in cerca di un’anima. Da quando ciò è accaduto il ritmo ha preso dimora in un corpo. In tal modo il ritmo comincia ad assumere una forma che all’inizio è di natura biologica, chimica, fisiologica, anatomica, neurologica, poi man mano assume una forma meccanica, motoria, psichica, emotiva. Spirituale.

Il ritmo dà forma al nostro corpo, alla nostra mente, ala nostra anima, al nostro spirito. E anche all’unità di tutti questi registri che devono andare a ritmo. Il ritmo: una unità di molteplicità che è fatta di corrispondenze, di realtà in sintonia. Che vogliono viaggiare all’unisono. In armonia. In comunione. L’uno per l’altro. L’uno nell’altro. L’uno senza l’altro. Il ritmo è relazione, alterità e differenza. E’ finalità e non capriccio. E’ inizio e non casualità. 

Il ritmo insomma prima lo sentiamo e poi lo spieghiamo. Prima di mentalizzarlo, si presenta a noi come ciò che sperimentiamo, ciò che vediamo, ciò che proviamo. A volte è anche ciò che ci manca. E’ ciò che desideriamo. Perché esso  è indice i Bellezza e di Bene, di Verità e di Unità. E’ l’impronta del divino nel cuore delle cose che le rende misteriosamente creature e non semplici oggetti.

Esso si nasconde. Perciò dobbiamo risalire da ciò che vediamo pr arrivare nel cuore del mistero che le tocca. Da ciò che sentiamo, da ciò che desideriamo e a volte viviamo per arrivare a ciò che dà senso a tutto questo nostro sentire e esperire. Il ritmo è il Logos che dentro e fuori di noi mette ordine anche alla nostra libertà.

Il ritmo è ciò che vediamo. Ma ciò che non vediamo è ciò che lo rende possibile. E cosa rende possibile il ritmo?  L’amore. Il ritmo è il riflesso di un amore che regge l’universo intero.  Il ritmo corrisponde sul piano fisico a ciò che l’amore corrisponde sul piano metafisico.

Laddove il ritmo manca le cose vengono usate e consumate. Non hanno il tempo giusto per essere e per esistere, per venire alla luce, per poter esser contemplate. Restano incomprese. E neanche vissute. Per questo bisogna cercarlo e cercare di non perderlo.

Il ritmo è il cuore delle cose. Ciò che le fa pulsare. Ciò che le fa essere. E’ l’atto sorgivo con cui la vita comincia a respirare, a danzare, a balbettare. Il ritmo è l’Inizio  che da forma alle cose. Ciò che le tiene in vita. Le tiene e le custodisce. Ma anche ciò che le proietta verso ciò che non sono ancora. Andare a ritmo significa entrare nel cuore di ciò che è. E ciò che davvero è, è l’essenziale che abbiamo perso. Andare a ritmo significa arrivare al cuore di ciò che accade. Penetrare nel cuore di ciò che ancora non è e che tuttavia ci è promesso.

Buon ritmo a tutti!