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Maria Leonarda, Dina, Notarangelo nasce a Monte Sant’Angelo e si laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Perugia con la tesi di laurea in Geografia Storica dell’Antichità. Nel corso degli studi, come borsista Erasmus, frequenta il Dipartimento di Storia Antica dell’Università Albert Ludwig di Freiburg, collaborando con ricerche dirette dal prof. H. J. Gebrke.

Nella seconda metà degli anni ’90 dello scorso 900 si cimenta in diversi progetti di didattica museale organizzati dagli uffici di Foggia della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e nel contempo continua la ricerca, raccolta e analisi dei testi classici sulla Daunia già sviluppati per la sua tesi di laurea.

Coautrice, nel 1999, con l’archeologa Marina Mazzei del “Repertorio Documenti per lo studio di SIPONTO Antico” edito da Grenzi Editore così come dello stesso Editore è il suo ultimo lavoro “ETNOGRAFIA E MITI DELLA DAUNIA ANTICA” Repertorio e commento delle fonti letterarie (fine VII sec. a.C. – XII sec. d.C.) che ci ha deliziosamente presentato e raccontato martedì 13 agosto 2019 a Mattinata presso il Museo Civico.

Alle ore 19,00 c.a nella sala conferenze del Museo, alla presenza di un nutrito pubblico, Il conduttore, il padrone di casa, presidente dell’Associazione PALEOTECH, Michele Coppolecchia ha presentato il tavolo dei relatori, l’Autrice Maria Leonarda Notarangelo. Il docente Antonio Giardino, l’artista scultore Raffaele Gentile, le cui opere erano esposte in sala, ed ha introdotto per i saluti delle autorità locali, il commissario prefettizio dott. Giuseppe Canale.

Di seguito hanno hanno esposto il parere sull’opera in presentazione Michele Coppolecchia, FRaffaele Gentile e Antonio Giardino per dare infine la parola all’autrice Maria Leonarda che ci ha descritto con grande dovizia di particolari le sue ricerche che l’hanno condotta alla redazione del suo trattato.

Ha raccontato delle leggende che hanno accompagnato il popolo dei Dauni. La loro esistenza nella terra Japigia, Puglia, ancora adesso denominata Daunia e definendo il distretto storico geografico anche con una mappa in cui sono fissate i vari agglomerati etnici come Lucera, Arpi, Siponto, Drion ( il Gargano) Elfie_Salapia, Canosa e le isole Diomedee ( le Tremiti), Di quel popolo ne ha fatto ricerche sulle tante fonti letterarie prossime e meno prossime all’epoca in cui la storiografia ha determinato l’esistenza del popolo Dauno e praticamente  dal VII sec. a. C. fino al XII sec. d. C. come riporta il sottotitolo del suo libro. Ci ha parlato inoltre dei materiali ad essi ascritti, quali le ceramiche, gli utensili, gli indumenti, specie quelli femminili descritti in alcuni antichi documenti letterari, i monili e soprattutto la notevole produzione delle famosissime stele daunie. Ha descritto i rapporti prima conflittuali e poi, parrebbe, di integrazione con i popoli dell’antica Grecia spostatisi nella Penisola Italica. I miti che li hanno accompagnati con la derivazione Troiana, il legame con il mito di Cassandra o Alessandra, con Diomede che tra le tante leggende che lo riguardano, vi sia pure quella secondo la quale è sconfitto ed ucciso dal Re Dauno. Insomma si sono potute ascoltare dalla sua viva voce davvero delle notevoli notizie sulla vita e sui miti della Antica Daunia che l’etnografia documentale ricercata, studiata e commentata, la Notarangelo ha raccolto nel suo libro.

Un cenno merita anche la location che ha ospitato la presentazione del libro, il Museo Civico di Mattinata. Un plesso nuovo, una bella struttura elegante, ben attrezzata e organizzata ma che purtroppo per un periodo abbandonata. Attualmente, il Comune lo ha assegnato all’Associazione di Michele Coppolecchia Paleotech, che è attualmente in fase di riorganizzazione secondo un principio nuovo di gestione, quello di innovazione tecnologica per l’archeologia che ripropone l’innovazione tecnologica al servizio della Cultura.

Non di meno è da citare le opere archeotecniche esposte per l’occasione a firma di Raffaele Gentile e del suo laboratorio Lithos che ripropone le deliziose sculture della Daunia attualizzate in chiave moderna

Miky Lauriola

Presidente Archeoclub d’Italia, sede di Monte Sant’Angelo