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Vangelo Se le tentazioni (di cui domenica scorsa) sono il boccone del diavolo, l'assagggio attraverso il quale il maligno tenta di operare la distruzione e l'annientamento di Quelli che Dio ama, la Trasfigurazione è la Gloria, il peso specifico che Dio dà ai Suoi amati, ad iniziare dal Figlio che finirà per farsi cibo nella Pasqua verso la quale siamo in cammino. Rileggi questa chiave. È decisiva! E questo è il cammino della Gloria: si sale, si vede, si discende. L'ascesa al Tabor è condizione necessaria per vedere 'altro', per vedere diversamente quel reale che percepiamo con confusione, frutto dell'inganno e dell'idolatria. Segue la vista del Bello! "Signore è bello..." dice Pietro. La Gloria non è tras-formazione di qualcosa in qualcos'altro ma è tras-figurazione ossia la stessa cosa vista nel suo senso autentico e profondo. Per quella che è veramente. E anche agli occhi di un umano-semplice e non acculturato come Pietro, risulta accessibile e 'bella' a tal punto da fargli esclamare: " ...restiamo qui!" C'è la discesa. Dio non è mai autorefrenziale, sebbene lo si voglia inchiodare in un quadro e speculare su di Lui. Il rientro al reale, anche se esposto alle insidie di questo mondo, è il luogo dove Dio vive e ci chiede di costruire il Suo Regno. Buona Trasfigurazione a tutti. E Santa domenica!