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Una splendida giornata di sole, in un ottobre che sta dando spazio al bel tempo, ha fatto da corollario ad un’atmosfera di presenza e partecipazione. L’annuale pellegrinaggio dei giovani della diocesi di Manfredonia – Vieste-S. Giovanni R. insieme al vescovo, organizzata dalla pastorale giovanile, guidata da don Salvatore Miscio, ha dato la possibilità ai 500 ragazzi di conoscere una figura molto importate, don Peppe Diana, un prete che aveva deciso di togliere manovalanza alla camorra e che ha pagato con la vita la sua voglia di giustizia e legalità. Quattro pullman partiti da Manfredonia, due pullman partiti da Monte S. Angelo, altri due da San Giovanni Rotondo, ed ancora uno da Mattinata e Vieste, uno da Zapponeta, da macchia di Monte S. Angelo ed uno dal Gargano nord si sono riversati in una città che ha visto il sorgere dell’idea che si potesse vivere anche senza l’aiuto della camorra, grazie ad un martire, don Diana, come più di uno ha commentato con una citazione, “se il seme non muore non porta frutti”. La morte di don Peppe Diana non è stata vana, ha fatto fiorire un campo di grano grandissimo.

La giornata iniziata con la visita al cimitero, dove in una piccola cappella sono conservati i resti del prete, insieme ad alcuni cimeli che rappresentano le tappe della vita di don Peppe, è poi proseguita presso la chiesa del cimitero stesso, con la testimonianza di alcune persone che hanno condiviso i sei anni di presenza nella parrocchia di San Nicola e cioè fino al 19 marzo 1994 giorno in cui fu assassinato nella sacrestia mentre si stava preparando per celebrare la messa. A seguire la marea dei 500 garganici si sono spostati nella chiesa parrocchiale di San Nicola, dove il vescovo ha celebrato messa, ricordando don Peppe Diana ed affermando i valori della legalità e giustizia con toni decisamente forti. Dopo la celebrazione e dopo una breve pausa ristoratrice, i ragazzi e le ragazze hanno visitato altri due luoghi simboli dell’opera seppur breve ma molto significativa di don Diana, il centro culturale don Peppe Diana e la cioccolateria “Dulcis in fundo”, due beni confiscati alla camorra e messi a disposizione della parrocchia. L’ultima parte della giornata è stata affidata ad un altro prete che ha fatto della sua vita la lotta alla camorra, don Maurizio Patricelli il parroco della terra dei fuochi, presentato da don Salvatore Miscio ha intrattenuto i ragazzi, vacendo comprendere come attraverso il vangelo, riesce ad attrarre attenzione sui problemi seri di quella terra che ha visto tanti morti per inquinamento. Voi siete il domani di Dio- ha tuonato don Maurizio rivolgendosi ai giovani presenti.

A concludere la giornata ci ha pensato il vescovo padre Franco che si è detto felice e soddisfatto di aver partecipato ad un evento di questa portata, che dona speranza, inoltre si è detto felice di aver conosciuto i tanti giovani della diocesi che donano tanta commozione e gioia.

OMELIA DI PADRE FRANCO AI 500 GIOVANI DELLA DIOCESI