La figura di San Michele Arcangelo ha in sè molti misteri e molte leggende, tanto da creare un vero e proprio capitolo nel racconto del cristianesimo, legato non solo all’Antico testamento, ma soprattutto al Nuovo, con particolari che ci portano verso una escatologia simbolica, che ha determinato, da una parte il racconto dell’Arcangelo Michele legato alle sacre scritture, e dall’altra la costruzione delle tradizioni popolari, tanto da creare le basi per la nascita e lo sviluppo dei numerosi santuari dedicati a San Michele. Tradizioni e leggende piene di fascino e nello stesso tempo di mistero. Uno di questi misteri è senz’altro “la linea di San Michele”, che oggi ci appare come un fenomeno significativo di intervento del divino nella costruzione o simbolizzazione dei fenomeni naturali. Una “linea” che attraversa tutta l’Europa, da Occidente all’Oriente e che sta a dividere in due parti l’emisfero europeo, Est-Ovest, tanto da sembrare uno spartiacque fra due continenti. Una lunga “spada fiammante”, quella di San Michele, su cui sono sorti, in maniera equidistante, ben sette monasteri o santuari, tutti dedicati al culto micaelico. Ma, soprattutto, perché tutti e sette i luoghi hanno le stesse caratteristiche, e precisamente luoghi di montagna o luoghi sopraelevati, secondo la tradizione biblica che là dove vi è una cima alta di montagna, là alberga la presenza divina. Così oggi su questa linea, immaginaria nella sua simbologia e nel significato escatologico, ma reale nella sua fisicità, troviamo da Nord verso Sud, dall’Irlanda Skelling Michael, in Gran Bretagna St. Michael’s Mount, in Francia Mont Saint-Michel (Francia), in Italia, Piemonte, la Sacra di San Michele, in Puglia il Santuario di San Michele in Monte Sant’Angelo, in Grecia il Monastero di San Michele, e in Israele il Monastero di Monte

Carmelo. Una linea di fuoco che è secondo la leggenda il colpo di spada che il Santo inflisse al Diavolo per mandarlo all’inferno. Ma un altro aspetto sorprendente è che tutti e sette i santuari si trovano alla stessa distanza, l’uno dall’altro, come per esempio il Santuario di Mont Saint-Michel, il Santuario di Val di Susa e il Santuario di San Michele sul Gargano. Ma è sorprendete come tutte e sette i santuari si trovano in perfetto allineamento con il tramonto del sole nel giorno del solstizio d'estate. Inoltre sono luoghi di alto simbolismo e spiritualità, considerati fra le località più importanti della spiritualità del mondo, considerati tali già in epoca preistorica.

Monastero di Skelling-Irlanda.

Il Monastero di Skelling in Irlanda è un monastero assai poco accessibile e visitato da pochissimi turisti all’anno.Si trova sull’isolotto di Skelling a 17 km dalle coste del Kerry. È stato costruito intorno al 588 ed è uno dei primi esempi della Cristianità in Irlanda: è estremamente spartano, evidenza dell’ascetismo e del rigore dei primi monaci cristiani. Si racconta che in questo isolotto l’Arcangelo apparve a San Patrizio per aiutarlo a sconfiggere le forze del male. Il Monastero è dal 1996 patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Monastero di St. Michael’s Mount-Gran Bretagna.

 La Linea scende poi a Sud in Gran Bretagna, in un altro isolotto a largo della Cornovaglia dove si trova il monastero di St. Michael’s Mount.
Questa isola, di fronte alla cittadina di Marazion, a cui è collegata da un servizio di traghetti e nella bassa marea da una strada, ricorda molto il ben più noto Mont Saint-Michel in Francia. Il santuario fu edificato allorquando giunge in Inghilterra la dominazione normanna (sec. XI), che porta su suolo inglese la fama di Mont Saint-Michel, che diventa ben presto un modello di vita spirituale e culturale. Dell’antica abbazia non rimane altro che il refettorio e la chiesa e nel XVI secolo fu costruita sui resti una fortezza.

 

Mont Saint Michel-Francia.

Secondo la leggenda il vescovo Oberto , nel 799, dopo aver ricevuto una apparizione di S. Michele, inviò nel santuario garganico alcuni fratres, per prelevarvi delle pietre che potessero servire alla edificazione del santuario di Mont Saint-Michel. Infatti sul piano storico-agiografico, il santuario di Mont Saint-Michel ha molti punti di contatto con quello garganico. Innanzitutto la parentela architettonica fra questo tempio e la basilica garganica, rivelata da recenti scavi; le somiglianze agiografiche fra l’Apparitio in monte Tumba e quella garganica, per quanto riguarda la struttura dei loro racconti. Inoltre, vi è la presenza nel racconto di un toro, legato nel luogo dove sorgerà la chiesa, così come avviene nella grotta garganica. Altro punto di contatto è il motivo dell’acqua che sgorga dalla roccia; in entrambe le tradizioni essa possiede eccezionali poteri taumaturgici, soprattutto nel caso di attacchi febbrili. Inoltre, lo stesso ambiente agro-pastorale, che caratterizza l’Apparitio garganica, lo si trova anche in Normandia, là dove la gente è dedita alla pastorizia e all’allevamento. Evidentemente, l’autore dell’Apparitio in monte Tumba conosceva l’Apparitio garganica, nonché alcune tradizioni legate alla presenza del culto micaelico sul promontorio pugliese.

Sacra di San Michele-Italia.

Proseguendo sulla Linea, a distanza di 1.000 km, arriviamo in Italia, in Piemonte, precisamente sul Monte Pirchiriano, in Val di Susa, dove sorge un grande santuario, una delle architetture più importanti della regione, la Sacra di San Michele.
Questa è raggiungibile a piedi tramite un percorso che ha un dislivello di 600 m. e parte da Chiusa di San Michele e da Sant’Ambrogio.
La più antica delle fonti è la Chronica monasterii sancti Michaelis Clusini, scritta, stando ai riferimenti interni al testo, tra il 1058 e il 1061, e riportata dal Cod. Vat. Reginensis latinus 173, redatto, per la parte contenente l’operetta, nel XII secolo. La Chronica prende le mosse da un’apparizione di S. Michele ad un eremita, il beato Giovanni Vincenzo, il quale, alla fine del X secolo, dopo che ha abbandonato nel 997 il seggio vescovile di Ravenna, fonda sul monte Pirchiriano una piccola chiesa, dedicandola all’Angelo. Seguono degli eventi miracolosi che coinvolgono il vescovo, il marchese di Torino e il nobile di Alvernia Ugo di Montboissier, il quale avvia la costruzione del monastero. A tale proposito bisogna sottolineare quanto le vie del pellegrinaggio, in generale, e nel nostro specifico quello micaelico, abbiano influito sull’assetto del territorio e sulla sua trasformazione. In questo contesto gli studi sono pochi, fatta eccezione del saggio di A. C. Quintavalle sulla via Romea. Eppure tale prospettiva di lavoro presenta degli aspetti affascinanti, ricchi di conquiste e scoperte, le stesse che hanno caratterizzato molti studi in Francia e Spagna, dove essi hanno lasciato il proprio segno indelebile nella ricostruzione del territorio, in rapporto alla rete viaria dei grandi itinerari dei pellegrini, vedi la via Francigena, in territorio francese e il “Camino” di Santiago di Compostela in Spagna e da noi la Via Sacra Langobardorum o Via Francigena del Sud, per poi proseguire verso la Terra Santa.

Santuario di San Michele Arcangelo-Italia.

 Altri 1.000 km e arriviamo, seguendo la Linea, in Puglia, sul Gargano, a Monte Sant’Angelo, dove sorge il Santuario di San Michele Arcangelo.
Come sappiamo il Santuario fu iniziato intorno al 490 anno della prima apparizione dell’Arcangelo Michele a San Lorenzo Maiorano.
È costituito da una parte superiore dove si trova il portale romanico, la Basilica angioina e il campanile, ed una inferiore dove si trova la grotta e le cripte di età longobarda. Da tutto ciò si ricava che il Santuario micaelico presenta varie strutture storico-architettoniche, risalenti all’età bizantina, coeva all’Apparitio, per poi caratterizzarsi attraverso gli interventi della dominazione longobarda, per poi proseguire al tempo dei Normanni, degli Svevi e degli Angioini, con la costruzione dell’attuale Basilica (sec. XIII). Oggi il Santuario di San Michele, da sempre meta di numerosi pellegrini, è dal 25 Giugno 2011, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Proseguendo arriviamo in Grecia, nel Dodecaneso, all’isola di Simy dove si trova il sesto santuario dedicato al Santo.Fu eretto intorno al XII secolo e conserva una delle più grandi effigi dell’Arcangelo alta ben tre metri. 

Ultimo Santuario della Linea Sacra si trova in Israele ed è il Santuario Stella Maris sul Monte Carmelo ad Haifa. Questo luogo è venerato fin dall’antichità e la sua costruzione, come santuario cristiano e cattolico, risale al XII secolo.

A tale proposito bisogna sottolineare che la leggenda garganica, legata all’Apparitio, ebbe una rapida diffusione non solo in Italia, ma anche in Europa, grazie anche alla conversione al cristianesimo da parte dei Longobardi, che videro nel culto micaelico un rapporto strettissimo con la propria tradizione religiosa e culturale. Infatti, il culto di S. Michele si diffuse rapidamente proprio fra la gente longobarda, già dal VII secolo, attraverso la fondazione di numerose chiese in tutto il Regno, tanto da far del culto un instrumentum regni per l’unificazione politica e culturale delle genti longobarde. Il diffondersi del culto micaelico in Italia e in Europa determinò anche la caratterizzazione tipologica degli insediamenti, i quali, come abbiamo visto, rispecchiarono nella quasi totalità il modello garganico. Infatti la maggior parte delle chiese e dei santuari micaelici sorse sulla cima dei monti, su luoghi elevati, vicino a dei fiumi o corsi d’acqua, in un ambiente generalmente selvaggio, in boschi o scenari naturali. Inoltre la stessa Apparitio garganica divenne un modello letterario nella fondazione del culto micaelico, basti ricordare a tale proposito la fondazione di Mont Saint-Michel legata all’Apparitio sancti Michaelis archangeli in monte Tumba e della Sacra di S. Michele sul monte Pirchiriano a Torino, legata alla Chronica monasterii sancti Michaelis Clusini, dove si notano stretti rapporti con la fondazione micaelica garganica. Ciò che unisce questi tre racconti è la presenza di elementi identici, fra cui la montagna, che “partecipa di uno specifico simbolismo mitico-rituale”; la grotta, che si addentra nelle profondità della terra; il percorso accidentale e difficile che porta al luogo santo prescelto dall’Arcangelo, quasi come un viaggio da parte dei pellegrini per espiare i loro peccati; la presenza dell’acqua miracolosa, simbolo della rigenerazione e della salvezza; il bosco, simbolo delle insidie della vita e quindi del superamento delle difficoltà per raggiungere la salvezza e infine le ripetute apparizioni dell’Angelo, quale elemento unificante della ierofania escatologica religiosa. Sono tutti elementi della tradizione garganica che li ritroveremo in quasi tutte le fondazioni degli insediamenti micaelici in Italia e in Europa.

 

GIUSEPPE PIEMONTESE

Società di Storia Patria per la Puglia