Monte Sant’Angelo: Il Santuario di San Michele

 

  Si è svolto a Monte Sant’Angelo, alla presenza di Aldo Patruno, Direttore dell’Ufficio Turismo e Cultura della Regione Puglia, di Angelo Attolico, Collaboratore di Patruno,  di Paolo Ponzio, dell’Università di Bari, e della Prof.ssa Rosa Palomba, Assessore alla Cultura e Turismo di Monte Sant’Angelo,  l’ultimo incontro territoriale, dopo Lecce e Trani, dedicato ai cammini e agli itinerari culturali della Puglia. Un incontro altamente qualificante, riguardante la conoscenza e la valorizzazione della Via Francigena del Sud, di cui in questi ultimi anni si cerca di far riconoscere alla Commissione Europea, come uno dei principali cammini dell’Italia meridionale, insieme alla Via Francigena del Nord e al Cammino di Santiago di Compostela, considerato oggi Itinerario culturale europeo. La Regione Puglia, in accordo con il Lazio, la Campania, il Molise e la Basilicata, tramite l’Associazione Europea delle Vie Francigene,  hanno presentato  un Dossier, delineante le tracce del percorso di estensione della certificazione di “Itinerario culturale  del Consiglio d’Europa” alla Via Francigena del Sud, che oggi viene chiamata anche La Via Micaelica, non escludendo in tale denominazione, altri itinerari o cammini, quali il Cammino di San Nicola, la Rotta dei Fenici, la Via Appia, la Traiana, il Cammino Materano, la Via Leucadense, il

Benevento: Chiesa di Santa Sofia (sec. VIII)

Cammino dei Fari e le Strade della Fiaba. Ma fra tutte questi cammini culturali e religiosi uno dei più importanti,  per fede, storia, arte, cultura e civiltà è la “Via Micaelica”, in  cui i pugliesi si  identificano per quell’unione fra Civiltà e Cultura, da cui sono nati tanti monumenti e tante opere artistiche.

 Troia, Cattedrale.

L’incontro, che si è avuto a Monte Sant’Angelo, rientra nella strategia della Regione Puglia, per quanto riguarda la conoscenza e la valorizzazione del suo patrimonio culturale, di cui si interessa il PIANO STRATEGICO DELLA CULTURA. Un Piano decennale, 2017-2027, che ha come base la riscoperta della nostra identità culturale, legata principalmente alla storia e alla civiltà pugliese. Piano che si incentra su diverse tematiche e quindi su diverse peculiarità specifiche, fra queste: il prodotto culturale, l’identità,  l’innovazione, l’impresa e il lavoro.  In tutto questo la cultura viene vista nella sua dimensione economica  e quindi nella sua dimensione identitaria di una Regione, quale è la Puglia. Ma al di là di tutto, oggi la Regione Puglia, attraverso il Comitato dei “cammini e degli itinerari culturali di Puglia”, la cui

  San Nicola di Bari.

sede è Monte Sant’Angelo, vuole porre al centro della sua attività il riconoscimento da parte della Commissione europea della “Via Micaelica”, o più specificatamente della “Via Francigena del Sud”. Un grande itinerario che parte da Roma e giunge fino all’estrema punta della Puglia, Santa Maria di Leuca, per poi proseguire verso la Terrasanta. Un itinerario o camminamento lungo più di 900 km, su cui vertono non solo santuari e chiese, ma un ricco patrimonio di cultura e di civiltà, tanto da fare invidia non solo alla Francigena  del Nord, ma anche al Cammino di  Santiago di Compostela, il cui tragitto è di 1000 km, quasi come la Via Micaelica. Un itinerario, quello meridionale, unico per Storia e Cultura, che ha come punto focale il Santuario di San Michele e quindi il Gargano, come centro di attrazione e luogo di grande spiritualità, tanto da essere considerato come trade-union fra Nord e Sud, fra l’Oriente e l’Occidente, fra il Mediterraneo e l’Europa settentrionale. Un faro che ha illuminato per secoli l’intera Europa, da cui è nata la sua unità religiosa, culturale  e politica.

       La Vai Micaelica, quindi, rappresenta, più che un cammino, un itinerario culturale che si snoda da Roma verso Leuca, e comprende lungo il suo tracciato numerosi insediamenti urbani, ricchi di un grande patrimonio culturale, che si è formato attraverso i secoli, grazie all’apporto di numerosi popoli, a incominciare, in età tardoantica, dai Bizantini, Longobardi, Normanni, Arabi, Svevi, Angioini, Aragonesi, i quali hanno lasciato testimonianze artistiche e tradizioni popolari. La Via Micaelica, quindi, rappresenta un grande patrimonio di Fede, Storia, Arte, Cultura e Civiltà.  E oggi la Regione Puglia ne vuole chiedere la Certificazione Europea, attraverso vari progetti che fanno capo a “Puglia365” e “PiiiLCultyrainPuglia”, due piani strategici del Turismo e della Cultura. Il Comitato dei Cammini e degli Itinerari culturali in Puglia vuole essere lo strumento operativo di tale riconoscimento europeo, coinvolgendo Comuni, Associazioni di categorie, Imprese, Operatori turistici. Spetta a tale Comitato delineare un Piano strategico per la tutela e la valorizzazione  delle vie culturali pugliesi, ridisegnando la geografia dell’ospitalità e la qualità dei

Santa Maria di Leuca.

percorsi, attraverso una nuova e più efficiente segnaletica.  In questo senso si progetta il futuro, riscoprendo le proprie radici e la propria identità culturale. Inoltre bisogna abbinare Turismo e Cultura, in un Piano strategico di valorizzazione dell’esistente, ma soprattutto di rigenerazione dell’ambiente sia esso rurale che urbano. In altri termini bisogna rendere gli itinerari efficienti e moderni, così come succede lungo il Cammino di Santiago di Compostela in Spagna. E per fare questo occorre diversificare il prodotto turistico e culturale, valorizzando il proprio patrimonio, il settore dell’enogastronomia e le proprie identità territoriali. Tutto questo processo deve generare lo sviluppo del territorio, creando così i presupposti per una economia circolare, riciclando l’ambiente con una finalità di autosostenibilità, ma soprattutto valorizzando il proprio patrimonio culturale, sia quello materiale che immateriale. E tutto questo deve avvenire attraverso un processo innovativo, sia  a livello ambientale che mentale. Inoltre ci deve essere la formazione degli operatori, fra cui i professionisti, i tecnici, gli amministratori, e lo stesso pubblico, al fine di creare i presupposti per una cultura del territorio, che deve diventare alla fine prodotto. In questo processo i cammini e gli itinerari culturali sono il prodotto aggiunto di cultura, i prodotti identitari, legati al paesaggio e alla cultura materiale e immateriale. In altre parole il tutto deve essere visto nell’ambito di una prospettiva economica, che abbia come fine il futuro della comunità, ma soprattutto la valorizzazione del nostro territorio, nella sua identità culturale. In questo senso va costruito il prodotto. E Monte San’Angelo, con i suoi tesori d’Arte e Cultura, ha tutte le carte in regola per diventare la Città dei Cammini, la Città dei due Siti Unesco.

                                                                 GIUSEPPE PIEMONTESE
                                                             Società di Storia Patria per la Puglia