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Si attende un nuovo bando per il finanziamento della Campagna di scavi

La valle dei dolmen, presso Monte Sant’Angelo, è diventata meta di visitatori provenienti dalle città limitrofe, visitatori, turisti ed escursionisti in gran parte appassionati di archeologia, che nei giorni scorsi hanno fatto tappa nella città micaelica desiderosi di osservare da vicino i dolmen e i menhir di Valle Spadella, rinvenuti vent’anni fa  dall’architetto beneventano, Raffaele Renzulli, residente nella città campana, ma originario di Monte Sant’Angelo, capace di accendere l’interesse del mondo scientifico intorno al sito dolmenico di Valle Spadella, situato sulla strada che da Monte Sant’Angelo conduce a Pulsano, a poche decine di metri dal ristorante Santangelo. Questa volta ad accompagnare Raffaele Renzulli, nell’escursione nella Valle dei Dolmen, sono stati gli appassionati di archeologia provenienti dalla città di Vieste, con a capo il Presidente della Società di Storia Patria, Franco Ruggieri. Insieme al gruppo di escursionisti ed appassionati di archeologia viestani hanno partecipato alla passeggiata: il prof. Celestino Furii studioso di biologia e cicli solari, Michele Lauriola, presidente di Archeoclub di Monte Sant’Angelo, Carmine Tranasi, tutti divenuti grandi conoscitori ed appassionati di archeologia, ormai habituè delle passeggiate nella natura a caccia di dolmen, menhir e dischi solari. Lo scopritore ufficiale del sito dolmenico Raffaele Renzulli aggiunge dunque un altro tassello alla ormai vasta schiera di coloro che confermano le sue tesi, esplicitate già venti anni fa, dopo un’attenta osservazione che si è protratta negli anni della sua maturità, quando tornando a Monte Sant’Angelo (da Benevento) si andava persuadendo che presso Valle Spadella potesse essere situato un vero e proprio sito dolmenico. Renzulli ha contattato nei giorni scorsi la sovrintendente Anna Maria Tunzi per cercare di fissare un giorno, in cui, la dottoressa componente della Sovrintendenza competente per territorio venga a fare visita al sito dolmenico di Monte Sant’Angelo, in modo da confermare le tesi di Renzulli e nello stesso tempo in modo da avviare l’iter burocratico che porterà all’apposizione del vincolo archeologico, indispensabile per proteggere e conservare questo importante sito dolmenico. “La sovrintendente Anna Maria Tunzi – riferisce Renzulli a l’Attacco - mi ha assicurato che nei prossimi giorni interesserà la dottoressa Bonomi per cercare di concordare un sopralluogo presso il sito dolmenico di Valle Spadella in modo da definire l’iter del progetto che potrà partire fra qualche settimana. Nello specifico – dice Renzulli - occorrerà spingere per attivare la Pubblica Amministrazione al fine di arrivare all’apposizione del vincolo archeologico di inedificabilità. Anche il sindaco di Monte Sant’Angelo dovrà fare la sua parte cercando di coinvolgere in modo efficace l’assessore competente regionale ( Raffaele Piemontese per la precisione) in collaborazione con gli organi tecnici competenti. La Regione Puglia, - spiega Renzulli - guidata dal presidente Michele Emiliano, dovrà pubblicare un altro bando, allo scopo di finanziare la campagna di scavi che avrebbe dovuto iniziare già quest’autunno e che per l’immobilità e il disinteresse dei commissari prefettizi (in carica fino all’inizio dello scorso giugno) non è potuta partire”. Per la campagna di scavi potrebbero arrivare anche i soldi dell’Unione Europea e nel contempo si potrebbero sfruttare i canali utili del Ministero dei Beni culturali nel cui staff lavora il presidente del Consiglio superiore del Mibact, l’archeologo ex rettore dell’Università di Foggia, Giuliano Volpe, già pronunciatosi a favore delle tesi di Renzulli, di cui ha confermato la veridicità nei mesi e negli anni scorsi. Intanto, in attesa che qualcosa si muova, Renzulli incassa il placet del presidente della Società di Storia Patria di Vieste, Franco Ruggieri, (arrivato a Monte Sant’Angelo nello scorso mese di agosto) incline ad accogliere in pieno le teorie dell’architetto beneventano.

Matteo Rinaldi