Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Per continuare la navigazione,  clicca sul pulsante per chiudere.

questo sito non fa raccolta dati degli utenti, pertanto non è soggetta al GDPR.

 EVENTUALI BANNER PRESENTI NEL SITO POTREBBERO FARE RACCOLTA DATI NON DIMPENDENTI DA NOI. 

logo

Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne una studentessa diciottenne scrive al suo ipotetico amante, esprimendo la propria idea di amore nella speranza che si tratti di un amore autentico e fondato sul rispetto reciproco sulla dignità di ciascuno.

 Lettera a un Amante

Di Angela Zinco

Studentessa 5 A del Liceo Classico “A. Moro” di Manfredonia

Caro Amante...

"Ti amo."

Forse è questo che vorresti sentirti dire.

Il tuo cuore anela quello di qualcun altro; il mio, in questo caso.

Eppure non posso dirti queste parole.

Ti mentirei. E non voglio.

L'Amore è genuino. Sarebbe un delitto sporcarlo con una bugia.

Vorrei sapere chi sei, dove sei...

Se sei.

Potresti essere frutto della mia mente.

E, almeno per ora, lo sei.

Vorrei che quella voce dentro me che mi sussurra che esisti si sbagliasse. O che avesse la forza di prevalere sull'orgoglio e l'ostinazione.

Io so che se amassi qualcuno totalmente diverrei debole agli occhi del mondo. So anche che l'Amore rende più forti, a suo modo.

Ma tu, Amante, non mi consideri forse il tuo nervo scoperto? Se mi perdessi, cosa faresti?

Ti spezzeresti.

Saresti provato.

Debole.

Ma il mondo è crudele: ti mangerebbe.

Ecco perché non posso amare.

Non perché ho paura di soffrire.

Ma perché non riuscirei a stare a galla dopo.

Perché c'è sempre un "dopo". Dopo la scuola, dopo la laurea, dopo il matrimonio... Persino un dopo la morte!

C'è anche un Dopo l'Amore.

Dolore.

Tanto.

A fiumi.

Debolezza.

Vorrei riuscire a non vedere questi lati negativi. Vorrei essere una normale ragazza della mia età, stregata da questo sentimento sconosciuto ed esigente.

Chi lo sa, forse sono solo una sciocca che ha paura della sua stessa ombra. Magari quando ti avrò incontrato e avrò fatto di te il mio Amato riderò dei miei pensieri bislacchi.

Vorrei sapere con esattezza cosa scriverti.

Forse non dovrei meravigliarmi dell'assenza di parole, però. Del resto, l'Amore non può essere spiegato.

Questa è la cosa che mi ha sempre turbato di questo sentimento. Nessuno lo può spiegare.

La mente non lo comprende. Per questo si è deciso di dargli come centro il cuore, pur sapendo che è il cervello la sede di pensieri ed emozioni.

E forse è questo il mio grande male. Il grande male di molti: la mente. Il suo potere ci pare infinito: essa sola sa tutto di noi e del mondo. Ma per qualche oscura ragione molte cose le nasconde. Quasi come se avesse paura di farle uscire fuori. Di rendersi conto dei suoi limiti.

Davvero la mente può spiegare tutto? Anche l'Amore?

No, dici?

E perché no?

Sappiamo che siamo formati da piccolissime particelle di materia. È un dato oggettivo.
E sappiamo che proviamo emozioni. Ognuno di noi sente.

Allora se dagli atomi si creano enti capaci di emozionarsi, perché la nostra mente non potrebbe capire l'Amore?

Sarebbe così strano?

Mi affascina indagare i misteri.

E l'Amore è quello che più mi attrae.

Eppure non riesco a lasciarmi andare.

Mi sento come la protagonista di un film dell'orrore, messa di fronte a una porta chiusa. Con l'unica differenza che so cosa mi accadrebbe se l'aprissi.

O forse penso di saperlo. In effetti non posso avere la presunzione di conoscere il futuro.

Ma come ho detto prima, di sicuro ci sarà un Dopo l'Amore.

C'è un'altra domanda che vorrei porti: è davvero così necessario, l'Amore?

Sai, una delle frasi che si dicono più spesso è "non posso vivere senza di te". Ma sappiamo tutti che non è vero: ti verrà forse impedito di respirare, mangiare, bere, dormire...?

Forse la starò prendendo troppo alla lettera, ma sicuramente nella stessa misura in cui coloro che la dicono la prendono troppo in astratto.

Allora mi chiedo: possibile che sia così importante?

Dopo sì. L'Amato diventa insostituibile.

Ma prima?

Quando ancora non si ama?

Come me adesso. Davvero è necessario che io ami? Devo affannarmi come le mie coetanee a cercare la cosiddetta "anima gemella"? Anche se sto bene da sola?

Forse sono troppo cinica...
Forse seguo troppo la mente.

Ma sono riflessioni che spesso faccio.

Mi sembra assurdo e incredibile insieme.

Vorrei che mi rispondessi.

Ma non ti scrivo per questo.

In realtà ho solo sentito il bisogno di dirti come la penso.

Anche se più che pensare dovrei sentire.

Rimarrei ore e ore a parlare con te, ma credo di aver detto abbastanza.

A presto.

Un'Amata Inesistente


Officina Creativa