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 Isaia, Giovanni il “testimone del Messia” e la Vergine Maria”. Questi sono i compagni del cammino liturgico dell’Avvento. In questa ultima domenica, che prepara alla grande festa del Natale di Gesù Cristo, la liturgia della Parola ripropone la pagina dell’annunciazione. È il Vangelo di Luca a ripresentare il brano della vocazione di Maria, già ascoltato il giorno dell’Immacolata. Si è dunque invitati a riconfrontarsi con la “Madre di Dio”, contemplandone la sua grandezza mediante l’accostamento all’annuncio che l’arcangelo Gabriele fa a Zaccaria, il futuro padre di Giovanni. Dal raffronto dei due testi biblici emerge che: il cristianesimo non inizia nel tempio ma in una casa, a Nazareth; Dio entra nel mondo dal basso e sceglie la via della periferia, una fanciulla; senza testimoni, lontano dalle luci e dalle liturgie solenni del tempio. Nel dialogo, l'angelo parla per tre volte, con tre parole assolute: “rallegrati”, “non temere”, “verrà la Vita”. Inoltre il “si” conclusivo della “piena di grazia” rivela il segreto di una vita serena, perché guidata amorevolmente dal Dio fedele, che provvederà a custodirla passo dopo passo. È un’esistenza fortificata dalla delicata presenza dell’Altissimo. Si esalta, dunque, l’umiltà e la disponibilità di Maria, la fedeltà di Dio, ma la liturgia della Parola evidenza indirettamente anche i modi “strani” e sorprendenti dell’agire divino. La Parola che irrompe in un’altra notte- quella del re Davide che vuole costruire una “casa” a Dio- è forte: il Signore non si lascia chiudere in una costruzione umana secondo un modello di potere. Il Dio d'Israele è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, Dio degli uomini non dei territori o dei luoghi. Davide è costretto a confrontarsi con un Dio che cammina in mezzo al suo popolo, nella precarietà dell'uomo, tenda tra le tende. In questo contesto nasce anche la promessa. Non sarà il re a costruire una casa a Dio, ma sarà Dio stesso a donare una discendenza, una casa a Davide. La presenza di Dio è da ricercare nel volto di qualcuno, nel cuore nascosto del divenire della storia. Maria è davvero la nuova “casa”, l’Arca della nuova alleanza; il discendente del re Davide, Gesù di Nazareth, è davvero l’Emmanuele, cioè il “Dio con noi”. Si tratta della nuova è definita casa sacramentale dove l’uomo e Dio si incontreranno in viva comunione.


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