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Si trova nel Vangelo di questa VI domenica del tempo ordinario, che coincide con la giornata mondiale del malato. "Ne ebbe compassione,tese la mano, lo tocco e gli disse". É la scansione dinamica che parte dal cuore di Signore nei confronti di un lebbroso che, nella sua segregazione sociale e religiosa, ha la forza di chiedergli in ginocchio: "Se vuoi, puoi purificarmi". Il lebbroso «porterà vesti strappate, sarà velato fino al labbro superiore, starà solo e fuori» (Levitico 13,46). Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato esce un'espressione bellissima: «Se vuoi, puoi purificarmi». Davanti al contagioso, all'impuro, un cadavere che cammina, che non si deve toccare, uno scarto buttato fuori, Gesù prova «compassione», allunga la mano e tocca. "Nel Vangelo ogni volta che Gesù si commuove, tocca. Tocca l'intoccabile, toccando ama, amando lo guarisce. Dio non guarisce con un decreto, ma con una carezza". "Lo voglio: guarisci!". Eternamente Dio altro non vuole che figli guariti. È la bella notizia, un Dio che fa grazia, che risana la vita col Suo amore e che invita a fare altrettanto. Il riferimento immediato é agli ammalati. Toccati dalla Grazia siamo resi capaci di sanare l'anima delle persone ferite dalla vita e da ogni forma di malattia.


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