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Il 13 aprile di quest’anno il Comune di Manfredonia partecipava presso il Ministero dello Sviluppo ad una riunione “decisoria” relativa all’istallazione del deposito costiero di GPL della Società Energas S.p.A., con annesso oleodotto di collegamento al Porto industriale. Il nostro  Comune era rappresentato dal Sindaco della città, Angelo Riccardi, dall’assessore all’ambiente, Innocenza Starace e dall’ing. Antonello Antonicelli. Fuori dal MISE, vi erano rappresentanti di Manfredonia Nuova, del Movimento Est, Sipontini in Movimento, la consigliera nazionale di Italia Nostra, Maria Gioia Sforza, e giovani di Unione Mediterranea, che manifestavano democraticamente contro l’insediamento del megadeposito.

In quella Conferenza il Comune di Manfredonia, anche sotto l’incalzare della protesta che si faceva sempre più forte fuori dal MISE, ha evidenziato e fatto mettere a verbale alcune criticità del progetto, sotto il profilo urbanistico, paesaggistico e della sicurezza, giacché il nullaosta di Fattibilità (NOF) era stato redatto solo sul “deposito di stoccaggio”, non anche sul gasdotto, il suo terminale ed il raccordo ferroviario.

L’ing. Claudio Marino, a nome di Energas, ha evidenziato che ”il Comune di Manfredonia è sempre stato presente con un proprio rappresentante ai lavori del CTR (Comitato Tecnico Regionale) e che di conseguenza avrebbe potuto e dovuto, solo in quella sede, sollevare eventuali osservazioni e contrarietà rispetto allo svolgimento del procedimento e delle relative conclusioni”.

La Responsabile del procedimento, dott.ssa Paola Barzaghi, mette a verbale e “chiede alla Società proponente (Energas) di presentare idonea documentazione al Comune di Manfredonia affinché esso possa esprimere all’interno del progetto parere paesaggistico”.

Ora sono passati quasi cinque mesi da quell’incontro e tutto tace, nessuno parla o scrive o spiega; nessuno ritiene di dover informare la popolazione circa l’andamento della situazione, come se il minacciato insediamento di Energas non fosse una questione di rilevante importanza per la città, che si è già ripetutamente espressa contro quel progetto, con una grande raccolta di firme ed un referendum pagato con i soldi di tutta la popolazione.

Perciò noi, a nome della cittadinanza, chiediamo di sapere a quale punto stanno le cose e se è stato espresso dal Comune il previsto parere paesaggistico. Vogliamo anche sapere, dal PD locale e nazionale, cosa intenda fare. Perché sulla questione Energas pesa come macigno il parere favorevole all’insediamento, espresso dalla Giunta Regionale il 5 giugno 2015 e confermato dal Rappresentante della Regione Puglia anche nella Conferenza al MISE del 13 aprile scorso. Finora nessun rappresentanti del PD a livello regionale si è attivato per ottenere, come da noi richiesto, la revoca di quel parere, né si sono avuti passi ufficiali, da parte di esponenti del PD a livello nazionale, per sventare definitivamente il temuto insediamento.

Ci corre l’obbligo di lanciare questo allarme a tutta la popolazione di Manfredonia affinché, in questo silenzio strano, che a noi sembra assai rischioso, non ci venga servito un bel pesce d’aprile.