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 L’articolo 3 della Costituzione italiana recita che «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». In virtù di questo articolo ogni Comune d’Italia è tenuto ad impegnarsi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e a dotarsi di un piano per la loro eliminazione. Monte Sant’Angelo, purtroppo, è in forte ritardo nonostante sia sede di un prestigioso sito Unesco. Numerosi sono, infatti, i luoghi della città dove le barriere architettoniche impediscono il transito dei diversamente abili e, in alcuni casi, anche dei normodotati. L’ingresso alla biblioteca comunale, al Centro Studi Micaelici e Garganici, al Liceo scientifico, all’Istituto Tecnico Economico, anche la visita ad alcuni importanti monumenti è impedita, come la Tomba di Rotari e la Chiesa di Santa Maria Maggiore, solo per citarne alcuni. Le barriere architettoniche colpiscono tutti: bambini, anziani, genitori con passeggino, cardiopatici, persone che si muovono con le stampelle o con la carrozzina, non vedenti e ipovedenti, passeggeri con valigie, chi trasporta borse della spesa, donne in stato di gravidanza ecc. Togliere le barriere, oltre che un dovere costituzionale, è un investimento sul presente e sul futuro e rappresenta un atto di civiltà. Con l’inizio dell’anno scolastico ci si sarebbe aspettati una qualche azione in tale direzione, invece tutto è rimasto fermo, immobile, tale e quale. Ci rendiamo conto che l’esecutivo guidato dal sindaco D’Arienzo è ancora alle sue prime battute, ma i cittadini sono in attesa di segnali di presenza, di azioni concrete che mostrino una maggiore attenzione al loro vivere quotidiano e, soprattutto, di una discontinuità nel modo di concepire l’amministrazione della cosa pubblica. È proprio su quest’ultimo punto che, purtroppo, giungono segnali preoccupanti di approssimazione e inadeguatezza. Nel Consiglio Comunale del 20 settembre scorso, nella sessione interrogazioni ed interpellanze, si è appreso che i lavori di posa in opera di alcuni dissuasori sono stati eseguiti senza uno straccio di atto amministrativo. Cosa preoccupante per una amministrazione appena insediatasi e che si è posta tra i suoi principali obbiettivi proprio quello di dare il segno di un nuovo corso all’indomani dello scioglimento del Consiglio comunale per condizionamento mafioso. Il fatto che i lavori siano a favore della città, come ha sostenuto l’assessore Giuseppe Totaro, non autorizza iter amministrativi privi di trasparenza e legalità. D’altronde viene da chiedersi se ci possano essere lavori che siano realizzati per andare a svantaggio della città. È un fatto che i dissuasori sembrano essere stati installati senza la guida di un progetto, senza nessun criterio di buon senso. Ci chiediamo se l’apparato burocratico del nostro comune e i suoi tecnici agiscano sulla base di una precisa programmazione, che dovrebbe essere fornita dalla Giunta Comunale, o con la solita pericolosa approssimazione mostrata in varie occasione negli ultimi anni. Per invertire la rotta in una città come Monte Sant’Angelo non basta la buona volontà, sono necessarie anche competenza, duro lavoro e collaborazione. Ed è proprio in virtù di uno spirito di collaborazione che invitiamo l’amministrazione comunale a considerare l’eliminazione di tali ostacoli una priorità pubblica e a predisporre un Piano per l’Eliminazione della Barriere (PEBA) sia negli edifici sia negli spazi urbani. Il Meetup Monte in Movimento è pronto a fare la sua parte sia su questo tema che su tutto ciò che riguarda il buon funzionamento della nostra città.