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Il Circolo ARCI NuovaGestione con il gruppo "video makers" ha estratto il servizio di Alessandro Gaeta (RAI TV7) andato in onda il 22 Settembre 2017 su RAI1 che sta animando il dibattito, a nostro avviso ipocrita, di movimenti politici e cittadini.

Scusate se scriviamo un pò di verità scomode visto che in città ci viviamo da tanti anni e sappiamo come stanno realmente le cose e le abbiamo denunciate più volte senza ricevere nessun supporto anche dalla popolazione stessa organizzando nel 2015 la Carovana Antimafia, per cui prima di scrivere e parlare bisogna un attimo guardarsi dentro e chiedersi cosa si è fatto in questi anni individualmente per evitare di arrivare a questa situazione senza delegare a terzi ciò che si poteva, e si doveva, fare singolarmente come cittadinanza attiva e responsabile.

Vogliamo ricordare a tutti che di certo non è "stacciandosi le vesti" per una frase di un giornalista, che ha fatto un servizio per portare a livello nazionale la malavita organizzata e la mafia locale che non si racconta e si conosce molto poco, che ci si lava l'onta della mafiosità, magari ci si lava la coscienza di chi sapeva e non ha parlato, ma l'onta resta, la prima fase per combattere qualsiasi forma di mafia è quella di prendere consapevolezza della sua esistenza, mentre si fa di tutto per nasconderla ed ignorarla nel nome del buon nome della città di Monte Sant'Angelo nome che non viene scalfito minimamente in quanto quasi l'intera popolazione è onesta e lavoratrice senza collusioni e senza ombra di dubbio di alcuno.

Per cortesia non offendete l'intelligenza collettiva in quanto Alessandro Gaeta nel suo servizio, quando sostiene che "La capitale della mafia del gargano è considerata Monte Sant'Angelo", lo si evince da 30 anni di omicidi, di estorsioni, di intimidazioni, dagli atti giudiziari documentati e dai clan presenti sul nostro territorio prima alleati poi nemici, per cui l'analisi si basa su fatti e sentenze e non chiacchiere, per cui non è un giudizio casuale e pretestuoso del giornalista che si è limitato a fare il suo lavoro cosa così strana in questa scalmanata nazione, ci si ostina sempre a galleggiare sulle notizie senza andare a fondo tirando in causa, a sproposito, il buon nome e l'onorabilità della popolazione di Monte Sant'Angelo dove la maggior parte dei nostri concittadini, noi compresi, è gente perbene (come lo sono a Corleone) che non ha mai avuto nulla a che fare con malavitosi locali ed ha sempre rispettato tutto e tutti, non si è mai "raccomandato" al potente di turno, mentre una parte seppur piccola della popolazione è stata sempre collusa ed ha coperto e legittimato la malavita organizzata, siamo una piccola cittadina dove tutti sanno tutto, ma nessuno parla, l'omertà è una pratica purtroppo molto diffusa e ci si nasconde dietro l'adagio cittadino "e che devo farlo io?", questo adagio, colluso e mafioso, ci ha portati alla desertificazione sociale ed alle cronache nazionali come capitale della mafia del gargano, il non fare nulla rende complici della mafia, il silenzio, l'omertà e la paura uccidono e rendono complici della mafia, quindi, se vogliamo (anzi dobbiamo) essere onesti, anche la popolazione deve prendersi il suo pezzo di responsabilità che ci piaccia o meno.

Molti dimenticano volutamente che il consiglio comunale è stato sciolto per "infiltrazioni mafiose" (vi sono gli atti a dimostrarlo) come tanti comuni dove vi siano stati elementi per poterlo fare, per cui questo dibattito di giornalisti, politici e cittadini è letteralmente ipocrita oltre che ridicolo, in un paese dove tutti sanno, ma nessuno parla, dove tutti ci si conosce, salvo poi criticare aspramente in modo goffo e scomposto che tende al ridicolo un servizio televisivo a livello nazionale in cui semplicemente è stata descritta all'attenzione nazionale la realtà dei fatti sulla malavita organizzata locale presente da più di 30 anni e purtroppo la verità fa male.

La riscossa di una intera popolazione parte dalla consapevolezza che siamo dentro un sistema mafioso che ha condizionato da anni tutta la città (sistema mafioso che per aspirare ad un posto di lavoro bisogna dare la mazzetta a qualcuno o farsi "raccomandare" ed avere "santi in paradiso", quindi ciò che è un diritto diventa un favore se questa non è mafia allora noi siamo tutti cherichetti) con le estorsioni, le intimidazioni e l'illegalità diffusa e trasversale che è arrivata a condizionare anche il consiglio comunale e di conseguenza è stato sciolto e ci ha costretto un pò tutti ad emigrare, hanno fatto di una meravigliosa città un deserto, certo è singolare che dopo lo scioglimento del consiglio comunale non vi siano stati avvisi di garanzia, ma noi siamo garantisti con tutti, sino al terzo grado di giudizio come la Costituzione prevede, per cui riteniamo che siano tutti gentiluomini, magari erano anche in buona fede e confidiamo nella giustizia che deve fare il suo corso, ma i fatti reali sono che il nostro comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose e commissariato, "il nostro metro di misura deve essere sempre la realtà che viviamo" e la riscossa passa dall'individuo, dal singolo cittadino che è tenuto a mettersi in gioco e tutelare l'intera città e la cosa pubblica oltre che denunciare qualsiasi comportamento illegale che va a ledere i diritti del singolo e della cittadinanza intera, solo insieme possiamo scrollarci di dosso l'onta di mafiosità che ha colpito la nostra meravigliosa città ed i nostri concittadini, abbiamo fiducia nei nostri concittadini e all'interno dell'ARCI troverete sempre una porta aperta ed un alleato contro la corruzione, l'illegalità e la collusione figli legittimi di comportamenti mafiosi, perchè solo insieme possiamo, e dobbiamo, affrontare questo problema.

Mentre molti parlano,o scrivono, a caso, come Circolo ARCI stiamo facendo fronte comune con la promozione ed adesione al coordinamento antimafia del gargano, partecipando a convegni anche nella capitale economica della nostra nazione (Milano) per confrontarci con altri (ARCI Nazionale, Libera, Procuratori Nazionali Antimafia, Sindacato CGIL, Avviso Pubblico, Progetto Icaro ed altri compagni Calabresi, Siciliani, etc), per fare fronte comune e capire insieme come creare gli antidoti e gli anticorpi sociali contro la corruzione e la mafia, tutto il resto sono e restano chiacchiere da bar con il tempo che trovano e di certo il buon nome di una città e di una popolazione non si tutela con le chiacchiere.

Scusate se non siamo ipocriti e usciamo volentieri fuori dal coro.

"LA VERITA' CI RENDERA' LIBERI"
"DOVE C'E' CORRUZIONE E COLLUSIONE... C'E' MAFIA"

ARCI NuovaGestione

Link Video e comunicato Facebook

https://www.facebook.com/arci.m.santangelo/videos/879532602203922/