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Effetti negativi sulle prospettive di crescita e sviluppo per le imprese foggiane. Confesercenti lancia l’allarme

C’è preoccupazione in casa Confesercenti in merito all’introduzione delle nuove regole della Banca Centrale Europea, in vigore dal 1° gennaio 2018 e sulle ripercussioni che potrà avere anche sulle piccole e medie imprese foggiane. Il documento in fase di consultazione sulle nuove modalità di gestione dei finanziamenti deteriorati da parte delle banche fa preoccupare. «Se non si procede ad una sostanziale modifica – commenta Alfonso Ferrara, presidente di Confesercenti Foggia - provocheranno una nuova restrizione dei prestiti concessi alle imprese, con gravi ripercussioni in particolare su quelle di micro, medie e piccole dimensioni».

«Il testo Bce – sostiene Ferrara in linea con la sua Confederazione – assottiglia il margine di discrezionalità delle nostre imprese a disposizione delle banche per gestire i crediti deteriorati, e dal prossimo anno le svalutazioni diventeranno automatiche: dopo sette anni, un credito deteriorato andrà, infatti, azzerato nonostante la presenza di garanzie». Per gli Npl (i prestiti non performanti), invece, basteranno due soli anni di permanenza in tale stato per richiedere accantonamenti integrali. Per quanto riguarda, infine, i crediti deteriorati già presenti nello stock delle Banche, la BCE richiede che gli Istituti con alti livelli di crediti deteriorati presentino strategie su come intendano ridurre tale portafoglio entro termini temporali molto contenuti.

Le conseguenze di questo provvedimento potrebbero, secondo alcune prime stime, costare 1,3 miliardi di euro annui al sistema bancario; e di conseguenza aumentare significativamente il costo del credito per le imprese, oltre a non aiutare la pur debole ripresa nell’erogazione dei finanziamenti al sistema produttivo nazionale. Se le banche dovessero fronteggiare un accantonamento di capitale fino al 100% del finanziamento in essere, le conseguenze a cui potremmo andare incontro prevedono una netta riduzione dell’erogazione del credito e maggiori tassi di interesse, a danno delle PMI.

Una frenata del credito, in particolare nella nostra Provincia che sta tentando a fatica di emergere dalla devastante crisi economica degli ultimi anni, determinerebbe effetti negativi sulle prospettive di crescita e sviluppo. Rafforzamento dell’economia e stabilità economica devono procedere di pari passo, e su scelte così importanti e cruciali la burocrazia non può sostituirsi alle decisioni che spettano ai governi dei Paesi Europei. In questo contesto e pur coscienti del valore della stabilità che deve essere garantita al sistema finanziario Ferrara auspica «che la bozza del provvedimento venga emendata nella direzione di non procurare danni alle imprese che in questi ultimi mesi stanno cercando di rialzarsi da una crisi di durata oramai ultradecennale».