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La notte del 17 giugno 2016 a Manfredonia, c’è stato un grave incidente stradale nel quale è stata distrutta l’autovettura del Comune di Manfredonia, che portava a bordo il sindaco, il vicesindaco ed il capogruppo del PD nel Consiglio Comunale.

I protagonisti dell’episodio si giustificarono dicendo che tornavano da impegni istituzionali; ma sembra proprio che non sia andata così ed il sindaco sia ricaduto nello stesso reato per cui è già stato rinviato a giudizio presso il tribunale di Pescara. In ogni caso sembra incredibile che, per recarsi a pasteggiare con i suoi sodali, fino alle due di notte, in un locale di Siponto, abbia preso l’auto del Comune e richiesto l’intervento dell’autista personale, pagato da tutti i cittadini.

In ogni caso, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, Dr. Andrea Di Giovanni, a conclusione delle indagini ha emesso un provvedimento giudiziario per il “delitto di cui agli artt. 81, comma  2, 110, 314 del Codice Penale, perché in unione e concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, Riccardi Angelo in qualità di Sindaco del Comune di Manfredonia, D’Anzeris Paolo, in qualità di dipendente a tempo determinato del Comune di Manfredonia ed autista del Sindaco, si appropriavano dell’autovettura Renault Megane targata ER315XR, assegnata all’ufficio di gabinetto del Sindaco, utilizzata per fini privati al di fuori delle esigenze di servizio strettamente collegate all’incarico svolto”.

Se i fatti addebitati sono veri noi ci chiediamo perché avrebbe ripetuto di nuovo l’illecito. Probabilmente per superficialità, la stessa con la quale ha gestito il Comune di Manfredonia, giunto ormai sull’orlo del dissesto finanziario; oppure perché vuole dimostrare a tutti che lui è potente e non ha paura di nessuno, neanche della Magistratura.

In un modo o nell’altro, noi continuiamo a chiederci se non sia giunto ormai il momento che la popolazione di Manfredonia si mobiliti per liberarsi di un sindaco così inadeguato che, ogni giorno di più, può solo far danno alla nostra città.