Gli ultimi sopralluoghi di Raffaele Renzulli e i suoi amici sul sito dolmenico di Monte Sant'Angelo nei gorni del solstizio d'estate - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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Tutto è andato a buon fine nell’ultima escursione, compiuta da Raffaele Renzulli e dai suoi amici nella Valle dei dolmen, a Monte Sant’Angelo, dove da circa vent’anni è stato scoperto un sito dolmenico di epoca neolitica. Il sito in questione attende adesso, a circa venti anni dalla scoperta del primo dolmen sulla strada per Pulsano, solo di essere studiato e riconosciuto scientificamente dai ricercatori e professori, esperti di archeologia, dell’Università più rinomata a livello nazionale ovvero la Sapienza di Roma. L’ultimo sopralluogo è stato eseguito da Raffaele Renzulli, Michele Lauriola, Carmine Tranasi e Celestino Furii  durante i giorni a cavallo del solstizio d’estate, circa  due settimane fa, quando sono state scattate le ultime foto e gli ultimi video inerenti gli allineamenti solari. Tali allineamenti sono stati nei mesi scorsi ben evidenziati da Renzulli in una mappa sulla quale sono stati indicati i principali dolmen e menhir della zona. Essi sono posizionati in modo non casuale a riprova di come ci fosse un sottile filo rosso ad unire i megaliti che sono stati oggetto prima della curiosità e poi dello studio dell’architetto beneventano originario di Monte Sant’Angelo, Raffaele Renzulli, il quale sin dalla giovinezza, fresco di studi, aveva notato che quelle rocce potessero nascondere in realtà qualcosa di veramente straordinario. La funzione religiosa e cultuale di tali megaliti era stata intuita da Renzulli sin da subito, ma ci sono voluti circa vent’anni a questa parte, vale a dire a partire dal 1997, perché quelle che erano delle semplici intuizioni potessero diventare delle verità scientifiche che ora attendono solo di essere ufficializzate. In realtà è lo stesso Renzulli a preannunciare che, a partire dal prossimo autunno, potrebbe essere avviata una campagna di scavi diretta dai professori dell’Università la Sapienza di Roma, già contattati ed in predicato di attivare tutta una serie di ricerche in loco con strumentazioni all’avanguardia e metodologie scientifiche. Per la verità l’annuncio era stato già fatto l’anno scorso, ma questa volta sembra che sia l’anno buono per lavorare sul sito archeologico di Valle Spadella, perché sono state date delle rassicurazioni a Renzulli da parte di professori universitari ed esperti archeologi che sembrano togliere ogni dubbio sul fatto che verranno eseguiti dei rilievi storico-archeologici in loco fra soltanto qualche settimana. Le ultime ricerche sono state compiute da Renzulli nei giorni a cavallo del solstizio d’estate quando ad accompagnarlo, oltre ai suoi soliti amici, c’erano anche l’assessore alla cultura del Comune di Monte Sant’Angelo, Rosa Palomba, e il sindaco sempre di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’ Arienzo, insieme ad altri appassionati di archeologia provenienti dalla Campania. I due amministratori del Comune micaelico hanno promesso il loro impegno che dovrà tradursi in un concreto contributo dato dall’amministrazione comunale, in modo da supportare, almeno  all’inizio, il progetto finalizzato ad effettuare una campagna di rilievi archelogici in loco. L’idea di far intervenire a tal fine l’università di Roma, la Sapienza, potrà trovare accoglimento se solo si riuscirà a coinvolgere  i dottorandi e i professori (dell’ateneo più prestigioso a livello nazionale, quello principale di Roma), affinchè soggiornino a Monte Sant’Angelo per qualche tempo con l’obiettivo di effettuare ricerche scientifiche e rilievi storico-archeologici in zona. Con vitto e alloggio pagati dagli enti locali come il Comune, il Parco o la Regione, si potrà senza dubbio rendere concreta questa idea, che attende ora solo di essere realizzata col beneplacito degli amministratori locali.

Matteo Rinaldi