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Anche Monte S. Angelo era presente alla cerimonia di premiazione del Concorso di Poesia “Il Sentiero dell’Anima”, arricchendosi quest’anno non solo con la rappresentanza dei tre istituti comprensivi “Giovanni XXIII”, “Tancredi-Amicarelli” e “Giordani”,  ma anche con la partecipazione di  altri aspiranti poeti  e del  poeta Giuseppe Mazzamurro, vincitore lo scorso anno del  Primo Premio della Sezione Inedita in Dialetto per  il testo “Figghie Mije”, che ieri è stato insignito del riconoscimento  di Poeta stellato per la sua raccolta di poesie “Antologia del Borgo”.

“L’integrazione è sempre un lavoro, faticoso, continuato e costante, quotidiano, non può essere lasciato ai provvedimenti inutili di politici oltranzisti né ai discorsi pieni di rancore e ignoranza in cui, prima o poi, cadiamo tutti. I muri che continuiamo a costruire , reali e immaginari, avranno sempre una  finestra ritagliata che spierà le nostre vite fortunate e misere […] La Storia ricorderà questi lustri come quelli delle migrazioni, gli anni in cui interi luoghi di Terra si sono svuotati e altri sono diventati pieni, gli anni in cui da una piccola finestra sfondata sono entrati donne e uomini con una nuova ed unica appartenenza: l’umanità.”

Così scrive il professore  Antonio Pirro nella prefazione dell’ Antologia della XV edizione del Premio di Poesia del Sentiero dell’Anima.  Premiazione che ha avuto luogo ieri, sabato 25 maggio p.v., nello splendido scenario del Parco artistico-naturalistico che la famiglia di Filippo Pirro continua a curare e dove, tra i versi dei poeti incisi sugli alberi, i monumenti ecologici realizzati in pietra e stracci  in omaggio alla civiltà contadina, le meridiane solari ed il percorso dantesco della Divina Commedia, la Protagonista indiscussa è la Natura del nostro Gargano, con il suo paesaggio carsico, le sue piante, l’arcana maestosità della Dolina Pozzatina, le isole Tremiti all’orizzonte, la sua terra rossa,  i suoi improvvisi tuoni di silenzio e  l’azzurro del cielo che ti mangia gli occhi.

Una vera antologia poetica a cielo aperto,  nonché un percorso botanico ed artistico (con vari laboratori), dov’è possibile leggere una terzina dantesca nell’intrico di uno sterpeto di prunastri, rivivere l’emozione del Pascoli, leggere versi di poeti contemporanei che si sono appassionati alla poesia e hanno partecipato alle varie edizioni (quest’anno la XV) del concorso indetto dal Centro Culturale omonimo  e dalle Edizioni del Rosone “Franco Marasca” con il patrocinio della Fondazione dei Monti Uniti, della Fondazione Soccio e il contributo del FAI  Delegazione di Foggia.

Il concorso si articola in cinque sezioni (poesie edite  ed inedite in italiano e dialetto, più la sezione dedicata ai giovani autori delle scuole di ogni ordine e grado) con relative tipologie di premiazioni. Il tema dei componimenti poetici, come ogni anno, è stato libero. Tuttavia, in riferimento alla tematica “scottante” e “scomoda” delle migrazioni, i promotori del Concorso hanno deciso di dedicare l’edizione di quest’anno proprio ai migranti e ai diritti umani.

Sempre nella prefazione all’Antologia, il professore Antonio Pirro, richiamando la metafora del filosofo belga Pascal Chabot che descrive il nostro ordine mondiale come un muro con una finestra al centro, così scrive “Da una parte del muro ci sono le persone protette, quelle fortunate, diciamolo chiaramente, tutti noi; dall’altra parte ci sono gli esclusi, gli emarginati, i poveri che però, attraverso la finestra vedono cosa succede dall’altra parte del mondo […] Le attuali migrazioni bibliche bussano da anni a questa finestra che per noi europei ha una lastra liquida, il Mediterraneo. […] Immemori di quanto siamo stati e ancora siamo: popolo di emigrati, da Enea alla ragazza con un biglietto Flixbus tra le mani […] I diritti sempre più cancellati e proprio per questo sempre più evidenti dichiarano il fallimento del nostro essere uomini d’occidente […]”

Questi sono i concetti che emergono dalle poesie inserite nell’Antologia perché  “[…] la poesia, come dimostrano i testi che hanno partecipato al premio  quest’anno, stimola a pensare, rivelando aspetti inediti dell’animo umano, mettendo in moto l’immaginazione ed aumentando il desiderio di capire di più il mondo che ci circonda”.

Tante le poesie giunte anche dai bambini, dalle varie scuole garganiche (S. Marco, S. Giovanni Rotondo, Torremaggiore, Rignano Garganico). Classi di scuole diverse, di città diverse che si sono ritrovate in un soleggiato pomeriggio di fine maggio in un piccolo mondo, quasi onirico, per celebrare un inno alla vita, alla bellezza, alla fratellanza attraverso “l’arte del dire” che, come tutte le espressioni artistiche, unisce e fa bene, è proprio il caso di dirlo, all’Anima!

Questi i riconoscimenti ricevuti dai nostri giovani poeti:

 Alla classe 2^ B della scuola secondaria di I grado dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, coordinata dalla professoressa Anna Accarrino e dal professore Antonio Pirro, sono stati attribuiti i seguenti riconoscimenti:

Menzione speciale ad Angela Azzale per la poesia “Volto sofferente”

Menzione speciale a Gabriele Bisceglia, Pasquale Bisceglia, Tommaso Ciociola e Pasquale Ciuffreda per la poesia “Noi Vorremmo”

Menzione speciale a Sofia Starace per la poesia “Non è un film”

Alla classe 4^ sezioni C-D, della scuola primaria dell’istituto comprensivo “Tancredi Amicarelli”, coordinata dalle insegnanti Laura Rago e Libera Maria Piemontese, è stato attribuito il riconoscimento Premio speciale Poeti in erba per il testo collettivo “La Quarantene”

Alla giovane studentessa Giulia Ciuffreda della classe 2^ A del Liceo scientifico “Giordani” è stata attribuita la menzione d’onore  per la poesia “Rotola sulla polvere il sasso”

Le Sezioni riservate agli adulti hanno fatto registrare altri tre riconoscimenti per la nostra Città.

Per la sezione Inedita in Italiano e in dialetto:

Segnalazione all’insegnate Rosa Maria Di Padova per la poesia “Camminavo per il mondo”

Menzione all’insegnante Pasquina Vairo per la poesia “Mani uguali”

Poeta Stellato alla professoressa Libera Filomena Taronna per la poesia in vernacolo “La Terre chième”

E così si è rivelato il miracolo delle parole che hanno inciso, anzi scolpito, quasi graffiato il cuore emozionato dalla poesia, che ha chiamato tutti noi: amici, colleghi, alunni, genitori, nuovi amici lungo un Sentiero, quello dell’Anima, quello della Poesia che unisce le diversità nell’incontro della Vita!

Anna Accarrino