"Gente, cercatemi un lavoro."

Un patto con Lucifero?

“Non parliamo, perché temiamo  ripercussioni a danno dei nostri familiari.”

È questa la triste affermazione di tanti familiari. Un’affermazione che indigna gli amanti della civiltà e rende incivile la comunità dove le persone fragili temono i propri amministratori.

Un’ indecente condizione che pone degli interrogativi.

Chi alimenta lo stigma psichiatrico?

Chi ostacola gli inserimenti lavorativi? 

Chi svuota le borse lavoro?

Il lavoro è civiltà, ma, non avendo voce negli ambiti istituzionali, lo narriamo con il teatro, con il video che presentiamo.

Questo video è stato prodotto e voluto dall'associazione dei Familiari di Disagiati Psichici "Sergio Piro" di Monte Sant'Angelo.

Con il teatro hanno voluto  ribadire che il recovery in psichiatria è, anche, inclusione lavorativa, ossia: lavoro.

A tanti anni di distanza dall'attuazione della riforma delle politiche sociali, i Comuni potrebbero (sic!) avviare le borse lavoro per rendere possibile e sincera l'inclusione lavorativa dei cittadini con difficoltà psichiche.

Non lo fanno!

Se gli inserimenti lavorativi sono incerti o, peggio, inesistenti, diventa legittimo chiedersi: "Perché non vengono spesi i soldi della fiscalità pubblica destinati alla salute mentale?". 

La risposta arriva confusa da una vecchia politica istituzionale, che nega i diritti sociali a persone fragili, senza voce.

È la risposta di quell'antica  idea escludente, che pervade la civiltà e fa gridare l'abominio per gli indifferenti.

È proprio quella flebile voce dell'indifferenza a rendere i tanti "malati" mentali cittadini senza cittadinanza.

Una indifferenza che non permette un dialogo, che vuole costruire ponti inclusivi a chi soffre di turbamenti psichici. Silenzi istituzionali che continuano ad allargare il fossato delle "paure" di coloro che, chiusi tra le mura degli antichi conventi municipali, temono le diversità, le "città periferia", la gioiosa e naturale follia.

Sono uomini del secolo passato, terrorizzati dai loro pensieri.

Ma chi resta chiuso nelle sue paure, si isola, alimenta e  lascia cresce un brutto e dannoso pregiudizio, difficile da arginare, da abbattere. Sono quelle paure che spingono tanti uomini e tante donne nelle loro solitudine, nei loro isolamenti esistenziali.

Lì, nei pensieri fantastici istituzionali, si annida 

lo stigma psichiatrico istituzionale.

Quel pregiudizio, ha costruito manicomi e prodotto tanta violenza a donne e uomini deboli e indifesi.

Ma è tanto difficile  il buon vivere civile?

Sono veramente nocive le buone pratiche socio riabilitative?

 E l'inserimento lavorativo è una buona pratica!

Allora: "Chi ci cerca un lavoro?". 

"Gente, cercate, cercate un padron per mi" direbbe il nostro gioioso Arlecchino.

Monte Sant’Angelo, 01/06/2019

Familiari dell’Associazione di     Disagiati Psichici   “Sergio Piro”    di Monte Sant’Angelo