Si è tenuta a Monte Sant’Angelo, mercoledì scorso, la riunione del Comitato “Cammini e itinerari culturali di Puglia”, l’organo istituito all’interno del territorio regionale che si pone come obiettivo quello di valorizzare e promuovere gli antichi cammini religiosi e spirituali medievali tra cui la Via Francigena (da Canterbury a Roma)  e la Via Michaelica che aveva come destinazione finale il santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo sul Gargano. “Abbiamo deciso di istituire a Monte Sant’Angelo la sede del nostro comitato per confermare la grande valenza che assume il pellegrinaggio michaelico insieme a quello della Francigena del Sud (fino ad Haifa) nelle regioni meridionali (Lazio, Basilicata, Campania e Puglia) in modo da puntare sui cammini come momento importante di sviluppo turistico-culturale”. E’ stato questo a grandi linee il senso delle parole del direttore dell’ufficio Turismo e Cultura della Regione Puglia, Patruno, che ha parlato di quattro fondamentali direttrici di marcia per lo sviluppo turistico in generale: la Natura e il Paesaggio in primo luogo, lo Sport, l’Enogastronomia e infine il Patrimonio Culturale. “E’ proprio puntando sull’enogastronomia e sul patrimonio culturale (di cui i cammini sono una parte fondamentale) che noi della Regione Puglia intendiamo promuovere il turismo, in cui al giorno d’oggi la cultura è un aspetto essenziale. Il nostro impegno in questo senso è cominciato il 29 maggio a Bari e proseguirà fra qualche giorno in altra sede per ribadire la notevole valenza dei cammini in ambito turistico. In realtà per ciò che concerne la Via Francigena del Sud stiamo ancora aspettando la certificazione (che avremo a breve) che ne attesti l’autenticità anche se per ciò che riguarda l’infrastrutturazione e la segnaletica siamo a buon punto. Il nostro è un impegno dal respiro europeo ed internazionale che dovrà essere supportato anche dalle amministrazioni locali, Università, Anci, Chiesa cattolica, al fine di porre le basi per uno sviluppo del territorio pure dal punto di vista della mobilità lenta – ha concluso Patruno”. Occorrerà inoltre, come è emerso dall’intervento di Angelo Attolico, collaboratore di Patruno nell’ufficio regionale Turismo e Cultura, basare l’azione su cinque colonne fondamentali: Prodotto culturale (con organizzazione di eventi); Identità (potenziando la capacità di ospitare i turisti); Innovazione (non solo tecnologica ma anche culturale in senso ampio ovvero sostenibile); Impresa; Lavoro. Il tutto allo scopo anche di creare occupazione. La cultura secondo Attolico contribuisce a creare benessere e ricchezza e ad accrescere il PIL, a testimonianza di come si possano ottenere benefici anche puntando sugli aspetti culturali ed esperienziali del turismo. Al Tavolo tecnico ha partecipato anche Paolo Ponzio dell’Università di Bari che ha ribadito la necessità di portare avanti un piano strategico per la cultura a livello regionale, facendo tesoro di un’esperienza più che decennale. L’incontro si è concluso con la presentazione di un laboratorio (Garganodoc) per film maker, montatori e registi di film documentari che si terrà nella Foresta Umbra dall’11 al 14 luglio. Il laboratorio promosso dall’Apulia Film Commission prevede produzione, regia, montaggio, archivio storico. Già durante il primo festival cinematografico sui cammini e pellegrinaggi (Monde) che si è tenuto nell’ottobre scorso sono venute fuori queste nuove competenze per i giovani registi che fanno della documentazione cinematografica il loro principale lavoro. Il laboratorio è rivolto a giovani fra i 18 e i 30 anni e magari i lavori dei giovani potranno essere proiettati già nella seconda edizione di Monde, il festival sui cammini che si terrà ad ottobre prossimo sempre a Monte Sant’Angelo. A conclusione è stato breve ma efficace l’intervento dell’assessore comunale Rosa Palomba, che ha sottolineato l’importanza anche di questo tipo di turismo (cammini ed itinerari culturali di Puglia) per promuovere la destagionalizzazione turistica anche nel nostro territorio, un territorio che potrà affiancare al turismo balneare (della costa) quello più esperienziale delle aree interne.

Matteo Rinaldi