Una “reunion”, di appassionati di escursionismo e archeologia, ha avuto luogo venerdì pomeriggio, 21 giugno, al tramonto, presso la Valle dei Dolmen a Monte Sant’Angelo in occasione del solstizio d’estate. Guidati dall’architetto, Raffaele Renzulli, scopritore dei dolmen e  menhir di Monte Sant’Angelo, un gruppo di appassionati di escursionismo e di iscritti al G.A.M., Gruppo Amici della Montagna, hanno preso parte alla solita uscita di inizio estate per osservare gli allineamenti solari fra i dolmen e menhir di Valle Spadella, un fenomeno che si verifica ogni anno e che è stato immortalato dalle macchinette fotografiche di Renzulli e dei suoi amici. All’ora prestabilita infatti, 18.45, sul luogo (in cui possono essere osservati gli allineamenti), presso Valle Spadella, vicino al menhir “il Galluccio”, si sono dati appuntamento una ventina di appassionati e curiosi, tutti in attesa del suggestivo fenomeno degli allineamenti solari, perfettamente visibili venerdì scorso. Proprio nella Valle dei dolmen, infatti, alias Valle del Galluccio, gli amanti dell’escursionismo e gli esperti di Preistoria e Storia locale hanno potuto osservare l’atteso fenomeno, che attesta, se ancora ce ne fosse bisogno, la veridicità delle scoperte di Renzulli, ormai prossime al riconoscimento della loro autenticità da parte della Soprintendenza di Foggia. Da qualche anno, infatti, Renzulli e gli esperti locali di Preistoria sono impegnati in una faticosa battaglia per il riconoscimento dell’autenticità del sito dolmenico di Monte Sant’Angelo, che sta per ottenere finalmente il crisma della certezza scientifica, dopo più di venti anni di continue osservazioni, sopralluoghi e sollecitazioni. E’ notizia di questi giorni che il redattore del progetto scavi a Valle Spadella, Vittorio Mironti, della Sapienza di Roma, abbia inoltrato presso gli organi competenti regionali il suo preventivo di spesa e il suo piano di lavoro, in predicato di essere realizzato a breve con l’aiuto degli organi competenti regionali e l’ausilio dei ricercatori dell’Università La Sapienza, appunto. 5 mila euro, più soggiorno, anche se non è stato ancora definito il periodo, la cifra richiesta all’assessore e agli organi regionali competenti per materia, una richiesta che pare sia stata accettata. Il finanziamento dunque, che, come si può benissimo evincere, non è di entità elevata, è stato accordato per una campagna di scavi che molto probabilmente, se i tempi saranno rispettati, partirà alla fine dell’estate, con il coinvolgimento anche di altri enti locali, quali Comune di Monte Sant’Angelo e Parco Nazionale del Gargano. La ricognizione sarà a cura dei ricercatori dell’Università di Roma, Sapienza, il cui coordinatore, Vittorio Mironti, avrà l’input della Soprintendenza di Foggia e della dottoressa Donatella Pian per avviare il progetto e condurlo ai risultati sperati. Grazie ai social network, alle riviste specializzate e al libro uscito qualche anno fa, la notizia della presenza di un sito dolmenico sul Gargano, presso Monte Sant’Angelo, si è diffusa grandemente, ecco perché il riconoscimento del crisma scientifico da parte dei tecnici e degli storici della Soprintendenza appare ormai un effetto tanto sperato quanto ineluttabile. Nell’ultimo sopralluogo effettuato venerdì 21 giugno, Raffaele Renzulli ha anche rinvenuto delle lame appuntite di selce, probabilmente appartenenti a lance usate come armi e strumenti di caccia, risalenti al neolitico, reperti che hanno più o meno la stessa datazione dei dolmen e menhir del sito di Valle Spadella (3 mila avanti Cristo). Finalmente dunque sta per arrivare il crisma dell’ufficialità anche per il sito dolmenico di Monte Sant’Angelo, che va ad aggiungersi agli altri siti dolmenici sparsi per il mondo, visitati da migliaia di turisti all’anno, visitatori provenienti da tutto il globo che potrebbero far tappa anche a Monte Sant’Angelo già sede di ben due siti Unesco e importante luogo di pellegrinaggio religioso, cui potrebbero aggiungersi i visitatori interessati al sito dolmenico rinvenuto sulla strada per Pulsano a qualche centinaio di metri dal centro abitato.

Matteo Rinaldi