Ieri nella frazione di Macchia si è svolta la cerimonia di inaugurazione del giardino Mamma Bambino realizzato grazie ai fondi messi a disposizione della base aeronautica di Amendola.

Alla presenza del Comandante di Amendola, del sindaco Pierpaolo D’Arienzo, dei confratelli camilliani e di cittadini di Macchia e non, il vescovo padre Franco Moscone dopo la celebrazione eucaristica ha benedetto questo luogo di aggregazione.

Il comandante ha poi consegnato le chiavi a cinque mamme che dovranno custodire il luogo e vigilare sui propri figli e sui figli degli altri che utilizzeranno il parco giochi.

Padre Alfredo ha ringraziato i tanti volontari che si sono prodigati per la realizzazione, tra i quali non vanno dimenticati i giovani  della casa dei giovani e la fattiva collaborazione con la comunità educativa “La Perla” di Monte S. Angelo.  

Siamo molto grati all’Aeronautica Militare – ci dice il sindaco Pierpaolo d’Arienzo- per aver donato la giostrina alla comunità di Macchia. Così come siamo grati al Vescovo e a tutti i padri Camilliani per la cura e l’attenzione che dedicano ogni giorno a questo meraviglioso territorio-continua il sindaco-. Un grazie anche a tutti quei volontari che hanno contribuito alla realizzazione di questo angolo di gioco. Infine, un pensiero ai bellissimi ragazzi che ieri con la loro gioia hanno rotto la pace silenziosa che accompagna la frazione di Macchia: siate custodi attenti di questi beni perché possiate goderne quanto più possibile-conclude Pierpaolo d’Arienzo-.

Questo sia un vero luogo per bambini e per famiglie, luogo di cura, di custodia e di carità-ha detto il Vescovo nel suo breve passaggio prima della benedizione-.

Registriamo anche il commento di una delle responsabili della comunità educativa “La Perla”, Pina Gentile:

“In una terra dove il riscatto deve diventare la guida per ogni iniziativa, tante sono le " cose belle " che accadono . I ragazzi, ospiti della Comunità la Perla vengono sempre più coinvolti nelle iniziative e negli eventi di valore sociale e umano del nostro territorio. Non posso che essere orgogliosa  vedendoli dipingere giostrine o liberare il terreno dalle pietre o sistemare i fiori in un parco giochi per bimbi . Devo ringraziare padre Alfredo per i momenti di grazia che ci ha concesso attraverso questa possibilità. C'è un duro lavoro dietro ogni ragazzo, ogni giorno è una scommessa. Grazie ancora a padre Alfredo per averci dato fiducia .”

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