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A cura di Donata dei Nobili e degli alunni Michele Ferri, Francesco Le Noci, Martina Masulli e Pasquale Salcuni

All'Istituto comprensivo “Giovanni Tancredi – Vincenzo Amicarelli”, inizia un nuovo viaggio nel mondo della conoscenza e delle emozioni.

La giovane dirigente, Matilde Iaccarino, i docenti, i genitori e gli alunni della Scuola hanno inaugurato il nuovo anno scolastico all' insegna del rinnovamento per costruire un luogo di crescita che garantisca la libera conoscenza degli alunni, e un futuro moderno, florido e solidale nella millenaria Città di Monte San'Angelo. 

La comunità scolastica con un simbolico caloroso abbraccio ha accolto la nuova Dirigente.

Il gesto affettuoso di accoglienza è stato arricchito da manifestazioni culturali e da messaggi istituzionali rivolti a una donna colta - saggista, scrittrice, giornalista, docente di lettere con la passione per la storia contemporanea- che coordina le attività scolastiche e formative dei tanti ragazzi della città micaelica.

La Dirigente scolastica proviene dalla Campania ed ha scelto  di risiedere nella città di Monte Sant'Angelo per condividere i luoghi, i vissuti, la cultura degli alunni e delle famiglie della sua Scuola. Una scelta di vita che guarda al territorio dei sui ragazzi per progettare una “comunità educante” fuori dalle aule scolastiche.

La sua decisione abitativa ha una ragione: è convinta che le conoscenze e le competenze si possono apprendere e trasmettere se si condividono i vissuti quotidiani culturali, sociali, economici e religiosi con chi abita la Città. Lei è certa: i problemi del profitto scolastico, ma anche della dispersione scolastica,  non possono essere affrontati senza vivere le storie di tanti ragazzi, spesso resi invisibili.

E' questo il suo modo di argomentare le proprie idee. Un agire con le famiglie, i docenti e i giovani  studenti per rendere la scuola il luogo di una positiva socialità. E' questo il suo impegno per “riempire” i silenziosi banchi vuoti degli abbandoni scolastici. Con questa metodologia, con questa pratica “liquida” ha invitato i docenti a personalizzare e contestualizzare i saperi, senza renderli freddi, noiosi, distaccati e inutili.

Durante l'accoglienza degli alunni, queste idee, queste visioni didattiche  sono state esplicitate non solo dalla Dirigente e dalla collaboratrice Antonietta Colangelo, ma anche dai tanti docenti, che hanno condotto i momenti ludici della giornata.

A rendere gioioso l'ambiente scolastico è stato il docente Giovanni Guerra che con il canto degli italiani l'“Inno di Mameli”, ha coinvolto i presenti e creato un momento emozionante di appartenenza ad un territorio nazionale che è l'Italia. Una nazione che, purtroppo, è segnata ancora da molte differenze. Basta pensare che il Mezzogiorno ha un' alta percentuale di abbandoni scolastici di circa il 18,5 %.

Sono dati freddi, muti che non hanno lasciato indifferenti i docenti della Scuola. Loro hanno voluto , anche con la musica e i canti, parlare e invitare i referenti scolastici e istituzionali a dare centralità alle persone più vulnerabili che vivono l'esclusione sociale, ma per farlo hanno marcato  il bisogno di trascendere le formalità e impegnare risorse umane ed economiche a supporto di aiuti concreti. In questo luogo scolastico, si ripete che nessun alunno deve annoiarsi a scuola, ogni persona è una risorsa, perché  la scuola è. La scuola è la relazione tra insegnanti e allievi. La scuola non è cattedre e banchi posti di fronte. La scuola è relazione. E lo continuano a dire in tutti i modi, anche cantando. Si cantandolo alla propria comunità.


“La scuola è come un albero, è chioma ed è radice

La scuola è come un nonno, è chi ascolta e chi dice
La scuola è come un mare, è onda ed è brezza
La scuola è come il cuore, è domanda e certezza
La scuola è come il cielo, è vento ed è quiete

La scuola è come un circo, è acrobata ed è rete
La scuola è come fiaba, 
è drago, è mago, è re

La scuola è come il mondo, la scuola è come me.”

Questo è stato il messaggio della comunità educante “Giovanni Tancredi – Vincenzo Amicarelli”. “La scuola è”  di Gabriele Climà. Questo è stato l'invito a ritrovare la bella scuola, un'esortazione cantata e suonata dal docente Michele Guerra. 

Un bel momento è stato vissuto anche con  il video “Il cerchio della vita”, presentato dalla docente Lucrezia Quitadamo.

 

Con il videoclip si è voluto trasmettere il coraggio e l'augurio di un nuovo anno scolastico colmo di saperi e di meraviglia.

Fantastico è stato il momento in cui gli alunni hanno ricevuto una bottiglietta ecologica in alluminio con il logo della Scuola. Un simbolo, un impegno nella valorizzazione delle risorse umane, ambientali e culturali del territorio, per contrastare ogni manifestazione di disuguaglianza sociale e denunciare i tre milioni e mezzo di ragazzi italiani che in 20 anni hanno abbandonato la scuola.

Con questi presupposti è stato scritto un incipit di una bellissima storia che gli alunni della redazione “Il filo di Arianna” non si stancheranno di raccontare.

 

Una narrazione di ragazzi, condivisa dalla famiglia, dagli insegnanti e dalla società, attraverso cui ognuno acquisirà le capacità e i valori che organizzeranno la loro  vita adulta.

Per la Città, la giovane Dirigente e tutta la comunità scolastica sono valide risorse utili a costruire la “comunità educante”. Risorse umane, professionali capaci di donare le conoscenze didattiche formative, rompere l'isolamento, le solitudini esistenziali e culturali e aprire  gli orizzonti possibili ai giovani cittadini della “Città del futuro”, senza consentire che alcun alunno venga abbandonato.

In questa Scuola possono crescere  i nuovi cittadini della città di Monte Sant'Angelo, per renderla una “città aperta”.

E se questo è il fine, le competenze e le abilità degli insegnanti sono nel saper giocare, paidìa, una prassi che conduce “dal mondo del gioco proprio dell'infanzia a quello delle attività serie”. Così, anche quest'anno, inizia un nuovo viaggio nel mondo della conoscenza.

Buon anno scolastico ragazzi, è il vostro tempo.