(foto dalla rete)

 Finalmente, dopo anni e attese, la Provincia di Foggia avrà una task-force adeguata e competente contro la criminalità organizzata. L’annuncio del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, è per la cittadinanza di Capitanata un segnale importante contro la recrudescenza e la potenza di fuoco della criminalità organizzata foggiana. Il traguardo finalmente raggiunto dopo anni di battaglie e discussioni come l’apertura il 15 febbraio di una sezione operativa della Dia, la direzione investigativa antimafia, è un segnale tangibile di vicinanza della politica nazionale all’emergenza Foggia. In un territorio assediato ogni giorno da rivendicazioni mafiose, il controllo capillare dello Stato è un elemento da salutare positivamente. Dopo l’agosto 2017 è sicuramente cambiata l’attenzione da parte della squadra Stato e da parte dei media nazionali e non sui fenomeni mafiosi in Provincia, ma questo non basta. Come ha annunciato il Ministro è indispensabile la presenza fissa di investigatori specializzati che possano sviluppare interventi repressivi mirati e compiuti che vadano a colpire le macro e le micro zone grigie del nostro territorio. Proprio la Dia, pochi giorni fa, pubblicando la relazione semestrale 2019 al Parlamento ha descritto questa specifica e raffinata criminalità come “un’area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pubblica Amministrazione. Una “terra di mezzo” dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi e confondersi”. Contro queste zone grigie serve solamente una risposta forte delle forze investigative e della magistratura. Il tempo per mettere sotto scacco la criminalità foggiana è maturo e non più procrastinabile come ha sottolineato anche la cittadinanza intervenendo spontaneamente alla manifestazione organizzata da “Libera” e da Don Luigi Ciotti a Foggia il 10 gennaio scorso. Un protagonismo attivo e consapevole dello Stato sicuramente svilupperà forme di collaborazione da parte della cittadinanza, troppo spesso impaurita e scoraggiata a denunciare e ribellarsi. 

Associazione "Città Protagonista".